La sposa sono io: i fiori

11/08/2010

Il bouquet vero lo teniamo noi e lo facciamo seccare e laccare, almeno cerchiamo di consolidare il capitale. Lanciamo una copia, non fate quelle facce. Anche la Madonnina il cima al Duomo è una copia, il David di Donatello la Monna Lisa… che male c’è

La sposa sono io: i fiori Il bouquet vero lo teniamo noi e lo facciamo seccare e laccare, almeno cerchiamo di consolidare il capitale. Lanciamo una copia, non fate quelle facce. Anche la Madonnina il cima al Duomo è una copia, il David di Donatello la Monna Lisa… che male c’è 220841
    • BOUQUET FREESTANDING
COSA OCCORRE:
rose da giardino; cesoie; elastico; 50 cm di nastro di raso verde alto cm 3.
COME SI FA:
Dai gambi delle rose togli le foglie e le spine. Prendi la prima rosa che starà al centro del mazzo, e accosta tutt’attorno le altre rose in modo che le corolle formino un piccolo “cuscino”.Ferma il mazzo in alto con l’elastico e coprilo, avvolgendolo attorno ai gambi e annodandolo, il nastro di raso. Taglia i gambi alla stessa altezza e allargali facendoli ruotare come si fa con i bastoncini dello shangai. Appoggia il mazzo su un piatto o un vassoietto riempito con 1 cm di acqua.

      KIRA BRANDT/PURE PUBLIC/LIVING INSIDE

    (deadline: -23gg, peso: 75.5kg hungry for something that I cant’ eat)

     

    Se ti sposi in comune hai parecchi obblighi formali in meno, tra gli altri, l’addobbo della sala. Ora che sia chiara una cosa, io e Laura ci amiamo da molto prima di volerci sposare e ci ameremo altrettanto dopo, e non ci sposiamo per dimostrarlo, né per impegnarci maggiormente, eccetera.

    È una scelta basata su tantissime cose e tra queste quella di dare dignità legale alla nostra coppia, che tale rimarrebbe ai nostri occhi ma siamo persone che credono molto nelle regole e se queste regole le detta la Costituzione ci crediamo un filo di più.

    Il nostro matrimonio è una bella occasione per dire a voi, allo Stato, che siamo una coppia, cioè guadagnarne i diritti, e fare una festa con amici e parenti perché, sì, è una cosa bella.

    La più simile che esista ad una S.r.l, e in verità vi dico: io sono il socio di minoranza. Ma chi non lo è.

     

    Questo per dire che siccome nella stipula di un contratto non c’è ritualità, non vorrei sembrare cinico (ok vorrei sembrarlo), in Comune di fronte ad officiante e testimoni ci stiamo per quanto… otto minuti? Ok, non so voi, ma io non l’addobbo la sala per otto minuti e poi ci ha già pensato il Tiepolo per me. Ubi major, no?

     

    Ma lato fiori resta comunque da dirimere la questione bouquet. Voi direte: “ma che c’entri tu con il bouquet?” C’entro, c’entro, gli uomini c’entrano sempre. Se non te ne sei occupato è perché non te ne sei occupato, se sì è perché sì. La questione è spinosissima, va gestita con tutto l’equilibrio possibile.

     

    Perché è una follia, e solo chi ha il giusto distacco dalla cosa lo capisce, quindi il mio lavoro è quello di far saltuariamente trapelare piccole verità, calibrando tantissimissimo ogni singolo aggettivo, pure gli avverbi: se cominci un discorso con “comunque” sei fatto: di lì ad un minuto si arrabbia. La follia sta nel più vecchio rapporto del mondo: domanda e offerta. E lo sapete il rapporto tra domanda e offerta cos’è? Il prezzo delle cose.

     

    Le spose devono avere il bouquet. Concentratevi su “devono”. Il bouquet “deve essere lanciato”. Tutte le spose “vogliono un bouquet”, infine: “solo i fioristi fanno i bouquet”. Date le premesse il candidato delinei la curva dell’andamento della percezione del costo di un bouquette al passare dei giorni che mancano al matrimonio; bouquet che durerà meno di un’ora per poi essere regalato ad una squinzia urlante e zitella ma solo dopo aver fatto varie capriole in aria, capriole che lo scomporranno irrimediabilmente, e infine considerando che la Domanda è “tutte le spose” e l’Offerta sta in mano a “un fiorista, ad agosto, a Milano”.

     

    Ho vinto la mia battaglia con un po’ di fortuna: Monceu è aperto tutto il mese a venire e i piccoli bouquet costano dieci volte meno di quello originale. ‘Spetta, non un po’ di meno: dieci volte di meno, ok? Ok, quindi da Monceu compreremo uno stuntman. Stuntbouquet.

     

    Alla fine mi sono portato a casa un buon risultato: quello vero -vuoi mettere che bello ritrovarlo lì ogni giorno nei prossimi anni (che affetto, che ricordo meraviglioso)- lo teniamo noi e lo facciamo seccare e laccare, almeno cerchiamo di consolidare il capitale. Lanciamo una copia, non fate quelle facce. Anche la Madonnina il cima al Duomo è una copia, il David di Donatello la Monna Lisa… che male c’è: usiamo una controfigura, ma è per il suo bene. Sennò ne facciamo uno in 3D, e distribuiamo gli occhialini insieme al riso.

    - Simone Tolomelli

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