Il rito cattolico: sposarsi in chiesa

di Maristella Campi  -  06/05/2006

Al di là della grande emozione che trasmette il matrimonio religioso, ci sono tradizioni da rispettare, usanze da seguire, formule da conoscere, atti formali dalla valenza civile

Il rito cattolico: sposarsi in chiesa Al di là della grande emozione che trasmette il matrimonio religioso, ci sono tradizioni da rispettare, usanze da seguire, formule da conoscere, atti formali dalla valenza civile 70317
    • Il rito cattolico: sposarsi in chiesa

    La tradizione vuole l'abito bianco per la sposa, accompagnata all'altare dal padre o da chi ne fa le veci, ma, se fa piacere o se sussistono particolari motivi, anche dal futuro marito, che le offre il braccio sinistro; l'abito scuro o il tight (solo di giorno e se lo indossano anche i genitori e i testimoni) per lo sposo, che aspetta all'altare dopo essere entrato con al braccio sinistro la madre o di chi ne fa le veci.

    Se il matrimonio assume un tono solenne o molto formale, si può organizzare un corteo d'entrata seguendo questo semplice schema: la sposa e il padre, preceduti dai paggetti e seguiti dalle damigelle che sostengono lo strascico dell'abito se abbastanza lungo, lo sposo con la madre al braccio sinistro, il padre dello sposo con la madre della sposa.

    Arrivati all'altare, dove ci saranno già i testimoni della sposa a sinistra, quelli dello sposo a destra, parenti e invitati si dispongono a sinistra (quelli di lei) e a destra (quelli di lui). All'uscita, la neocoppia, con la sposa al braccio destro dello sposo, viene accolta sul sagrato dall'immancabile lancio di riso al quale seguono i saluti e le foto di rito.

    I documenti

    Oltre a quelli richiesti per il matrimonio civile, sono necessari:

    certificato di battesimo: da chiedere al parroco della parrocchia in cui è stato celebrato.

    certificato di cresima: non è necessario se la data della cresima è registrata sul certificato di battesimo. In mancanza, va richiesto alla parrocchia in cui è stata celebrata.

    certificato di Stato Libero Ecclesiastico: necessario se uno dei due sposi ha vissuto almeno un anno, dopo il compimento dei 16 anni, in una Diocesi diversa da quella attuale. Lo scopo è quello di accertare che il richiedente non abbia contratto matrimonio religioso nel periodo in cui si è allontanato dalla Diocesi. Il certificato può essere sostituito da un giuramento suppletorio.

    attestato di frequenza ai corsi, obbligatori, di preparazione al matrimonio.

    pubblicazioni religiose: da affiggere per otto giorni presso le parrocchie dei due sposi e, se diversa, presso la parrocchia presso cui viene celebrato il matrimonio.

    certificato di avvenuta pubblicazione: viene rilasciato dal parroco quando sono trascorsi i termini dell'affissione.

    stato dei documenti: il parroco che istruisce la pratica per il matrimonio rilascia alla coppia un documento da consegnare al parroco della parrocchia prescelta per la celebrazione insieme al certificato civile di avvenute pubblicazioni. Deve essere vidimato dalla Curia, se il matrimonio è celebrato fuori dalla Diocesi.

    certificato di consenso civile alle nozze: rilasciato dopo essersi presentati davanti all'Ufficiale di Stato Civile in Comune, con i documenti necessari e insieme ai testimoni e ai genitori che devono giurare sull'inesistenza di legami di sangue tra gli sposi.

    certificato di consenso religioso alle nozze: rilasciato dal parroco della chiesa in cui viene celebrato il rito, riporta la conferma della data delle nozze.

    Casi particolari

    Se la coppia ha già uno o più figli, non ancora riconosciuti dal padre, questi lo può fare attraverso un modulo specifico da richiedere al parroco.

    Se uno dei due sposi ha ottenuto la dichiarazione di nullità del precedente matrimonio dal Tribunale Ecclesiastico, deve presentare l'atto civile del precedente matrimonio (rilasciato dal comune sotto autorizzazione della Procura della Repubblica dove è annotata l'efficacia della sentenza del Tribunale Ecclesiastico).

    Il rito

    Dalla fine del 2004 il rito del matrimonio cattolico è stato rivisto dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti:gli sposi possono sposarsi durante la Messa oppure scegliere una sequenza rituale più semplice, limitata alla liturgia della Parola (senza celebrazione eucaristica e quindi senza la comunione); possono scegliere diverse formule per scambiarsi le promesse matrimoniali; possono adattare la celebrazione al loro personale cammino di fede (per esempio nel caso di nozze tra un credente e un non credente).

    La celebrazione del matrimonio all'interno della Messa si snoda attraverso tre momenti fondamentali: il rinnovo delle promesse battesimali; la liturgia vera e propria del matrimonio, durante la quale il sacerdote chiede il consenso agli sposi, che possono scegliere, per esprimerlo, una delle tre formule previste dal "nuovo" rito del matrimonio: il verbo "accogliere" sostituisce il verbo "prendere", per sottolineare la dimensione del dono; lo scambio degli anelli e la benedizione della nuova coppia. Le letture, i canti e le invocazioni vengono scelti dagli sposi insieme al sacerdote all'interno del Lezionario con 82 passi della Scrittura, cercando di privilegiare i temi dell'amore, della fecondità, dell'unione di coppia.

    Terminata la cerimonia religiosa, gli sposi e i testimoni firmano i registri civili, dopo la lettura da parte del sacerdote degli articoli 143, 144 e 147 del Codice Civile.

    La trascrizione dell'atto in sede civile viene richiesto dal parroco entro cinque giorni dal matrimonio e deve contenere la dichiarazione sullo stato patrimoniale della coppia (comunione o separazione dei beni) o altre clausole particolari (per esempio, il riconoscimento dei figli).

    Il ruolo dei testimoni

    Secondo la legge, i testimoni, maggiorenni, devono essere almeno due, uno per la sposa e uno per lo sposo, ma nulla vieta che siano quattro o sei. Il loro ruolo non è solo formale, ma anche simbolico, per questo vanno scelti tra le persone - amici o parenti - particolarmente vicine alla coppia. Tra i loro compiti, quello di consegnare le fedi nuziali al celebrante il giorno del matrimonio e quello di firmare l'atto di matrimonio, insieme agli sposi, alla fine della celebrazione.

    In santuario o in cattedrale

    La cerimonia assume toni solenni, se non altro per la cornice maestosa e imponente nella quale viene celebrata. Sono consigliati se desideri un matrimonio all'insegna della tradizione, con una grande navata da percorrere e con posti a sedere per parecchi invitati. Molti i santuari sparsi in tutta Italia aperti al rito nuziale: per sposarsi è necessario prendere accordi con buon anticipo e ottenere il nullaosta dalla parrocchia di appartenenza.

    In abbazia o in monastero

    Sono il luogo ideale se desideri un matrimonio raccolto, per pochi intimi, e spirituale, ma anche suggestivo, perché sovente la cornice è molto significativa dal punto di vista artistico e culturale.

    Spesso sorgono isolati e sono legati alla vita e alla storia di un santo o di un particolare ordine monastico, e quindi è abbastanza difficile ottenere l'autorizzazione. Per questo l'intera cerimonia deve seguire uno stile sobrio e discreto, nel rispetto più assoluto delle regole imposte dall'ordine monastico che li gestisce.

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