• Home -
  • Moda-
  • La moda che rispetta i diritti umani

La moda che rispetta i diritti umani 

Amici per la pelle, compagni di viaggio, armi di seduzione: ma che cosa dicono le etichette degli abiti che indossi? Spesso raccontano storie tragiche. Scopri come cambiarti... cambiando anche il mondo

di Laura M. Bosisio  - 16 Agosto 2007

Salari bassissimi e condizioni di lavoro ai limiti della schiavitù. Erano i primi anni Novanta quando dai paesi asiatici cominciavano ad arrivare i racconti di chi aveva visto con i propri occhi i luoghi dove vengono prodotte le scarpe da ginnastica, le t-shirt e le felpe vendute in molti negozi italiani.

Ma perché scegliere di stabilire fabbriche e impianti in paesi così lontani? Le risposte sono tante, le principali sono il basso costo della manodopera e la scarsa attenzione per la tutela dell'ambiente. In Italia la media della retribuzione oraria di un operaio tessile è di 15,6 dollari, mentre in Thailandia è di 90 centesimi e in Cina di soli 80. E non è solo una questione di costo della vita: salari come questi sono ben al di sotto di quanto servirebbe a una persona per vivere dignitosamente, anche nel sud del mondo. Molti paesi, inoltre, per attirare gli investitori stranieri, promettono alle imprese multinazionali forti sgravi fiscali: in pratica chi produce in Vietnam o Cambogia evita le imposte che pagherebbe in Europa e Nord America e non contribuisce al benessere dei paesi ospitanti.

Che cosa resta in Vietnam, Indonesia e Colombia, di tutta la ricchezza prodotta? Sicuramente l'inquinamento. I paesi del Sud del mondo non sono dotati di normative ambientali moderne (che rappresentano un forte costo per chi vuole installare impianti e filiere produttive).

Ecco spiegati, quindi, i prezzi bassissimi dei capi di abbigliamento che spesso troviamo sulle bancarelle dei mercatini o nelle vetrine dei negozi. Ti senti impotente di fronte ai complessi meccanismi economici mondiali? Anche tu nel tuo piccolo puoi fare qualcosa per migliorare la situazione.

Prima di tutto, informati

Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, un centro studi sulla crescita sostenibile che ha sede in Toscana, ha da poco pubblicato la sua Guida al Vestire Critico, che contiene preziosi consigli per districarsi nella giungla dei marchi e imparare a leggere le etichette in modo consapevole. In tutte le Botteghe del Mondo, poi, trovi una selezione di pubblicazioni tra cui potrai scegliere i temi che ti interessano di più.

È di moda la sobrietà

In pieno mood shopaholic? Fermati e pensa: mi serve davvero o sto cedendo alla pubblicità? E quando la voglia di qualcosa di nuovo incalza, chiama le tue amiche e organizza un pomeriggio di "esplorazione" dei rispettivi armadi: sicuramente un abito che tu non porti più farà innamorare un'altra ragazza e tu potrai curiosare nei cassetti altrui.

Tieni d'occhio il "made in"

Molti paesi, tra cui Cina, Laos, Myanmar e Vietnam, negano le libertà sindacali. In altri paesi il sindacato formalmente esiste, ma i lavoratori che si organizzano per difendere i propri diritti vengono perseguitati, allontanati, e in alcuni casi, come nelle "maquilladoras" messicane, subiscono violenze.

Compra equo

I prezzi dei prodotti del Commercio Equosolidale non sono stabiliti dal mercato, ma di comune accordo tra i piccoli gruppi di produttori e gli importatori. Inoltre, il prefinanziamento, cioè il pagamento anticipato di una parte del totale nel momento in cui si effettua l'ordine, evita il ricorso al prestito a usura, diffusissimo nei paesi del Sud del mondo. Informati presso la Bottega più vicina a te (scoprila cliccando qui).

Compra sostenibile

Scegli i capi confezionati in cotone biologico, senza l'utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici: non solo non danneggiano l'ambiente, ma sono sicuri sulla tua pelle. Spesso, infatti, le sostanze di sintesi rimangono anche sui prodotti finiti e possono causare allergie e irritazioni.

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
moda/la-moda-che-rispetta-i-diritti-umani$$$La moda che rispetta i diritti umani
Mi Piace
Tweet