Moda sì, ma solidale 

Il progetto dell'Associazione per i Consumi Etici e Alternativi ha portato a Milano una carovana di nuovi stilisti: vengono dal Senegal, dal Nepal, dal Brasile, dall'India. Dentro le loro creazioni ci sono la difesa dei diritti umani e i colori del Sud del mondo

di Laura M. Bosisio  - 02 Novembre 2005

Milano, capitale della moda, per un giorno diventa capitale della moda equosolidale.

Questo il motto dell'iniziativa che ha visto riunite le associazioni di volontariato e le centrali del commercio equo e solidale che importano abiti e accessori dai paesi del Sud del mondo per illustrare i propri progetti e mostrare i prodotti finiti nel corso di una divertente e coloratissima sfilata di moda.

Sulla passerella di Piazza Duomo si sono avvicendati tanti modelli, ma soprattutto tante storie, da quella dei tessitori indiani che l'associazione Abarekà Nandree si impegna ad aiutare, a quella delle tante detenute del carcere di Brasilia che hanno imparato a confezionare splendidi gioielli e monili in fibre naturali grazie agli insegnamenti della stilista Suzana Rodrigues, passando per i sarti senegalesi che collaborano con la cooperativa di commercio equosolidale Karibuny, per i villaggi sperduti sulle montagne nepalesi dove vivono gli artigiani che producono i caldissimi maglioni di Roba dell'Altro Mondo e per i gruppi di produttori palestinesi che collaborano con la centrale di importazione Commercio Alternativo.

A chiudere in bellezza sono stati i "gatti carcerati" stampati sulle magliette da uno dei laboratori del carcere milanese di San Vittore, un modo concreto per ricordate la dura condizione dei detenuti e per offrire loro una via di inserimento lavorativo.

La sfilata è stata promossa da Acea (Associazione per i Consumi Etici e Alternativi) nell'ambito di Piazze Solidali, un progetto che ha lo scopo di costruire una rete di consumo consapevole promuovendo l'agricoltura biologica, il commercio equosolidale, i gruppi di acquisto solidali  e l'attività di tante associazioni di volontariato che operano, tra gli altri, nei campi della difesa dei diritti umani e dell'ambiente, dell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate e della finanza etica.

Nella tensostruttura di Piazza Duomo si possono trovare, fino al 6 novembre, prodotti alimentari e di artigianato, libri e materiale informativo su tutti i protagonisti di questo progetto.

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