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Stravaganze? Ma l'uomo elegante vince 

A Milano, entrano in gioco gli stilisti: per l'autunno inverno 2005 2006 ecco le proposte più trendy

di Maristella Campi  - 20 Gennaio 2005

Uomini attenzione, questa volta ci vuole concentrazione: quando la moda sale sulle passerelle di Milano ed entrano in gioco gli stilisti, bisogna saper osservare, decifrare, scegliere, interpretare che cosa far entrare nel proprio guardaroba per la stagione autunno-inverno 2005-2006.

Perché Moda Uomo Milano vede sfilare gli stilisti con la S maiuscola, quelli che possono permettersi ogni trasgressione sartoriale e formale in nome di un'estetica da salvare. E il bello è proprio questo: massima libertà di espressione per disegnare una moltitudine di personalità.

Ecco perché l'attenzione deve essere ai massimi livelli: basta individuare un piccolo dettaglio, un taglio insolito, un colore riscoperto, un particolare sfuggevole, per farlo proprio ed essere subito alla moda.

Sotto a un doppiopetto grigio batte sempre un cuore d'artista, l'importante è farlo uscire allo scoperto con sobrietà, discrezione e un pizzico di maschile follia.

Alla fine, tutti d'accordo: tra stravaganze e trasgressioni, vince l'uomo elegante: anche lo sportswear vira verso forme più sartoriali e un'immagine più contenuta, relegando lo streetwear (volumi extralarge e aspetto sdrucito) nelle pieghe più profonde del tempo libero.

Conquistatore, cacciatore o supereroe, l'uomo predilige il gessato per il giorno e lo smoking per la sera, il cappotto e la pelliccia ecologica. Rincorre gli accessori giusti e si ammira con cappelli in lana e sciarpe extralong. Detto così sembra tutto normale, in fondo di queste cose è fatto il guardaroba maschile.

Ma la realtà è un'altra. Intanto, perché arriva di gran carriera il colore a tingere con una riga sottile Principe di Galles, tweed, check, spina di pesce, donegal e pied-de-poule: non c'è solo il blu inchiostro, ma anche le sfumature ciclamino-pervinca-peonia, becco d'oca-girasole-banana, prugna-ottanio-petrolio, capaci di dare movimento al più cupo dei grigi o al più intenso dei marrone. Cromie che trovano la massima espressione di libertà nei pull di cashmere, di alpaca e di lambswool, meglio se con piccolo scollo a V o a dolcevita, da portare come una seconda pelle.

A un giro di boa sono arrivati anche i tagli: giacche più corte e asciutte, con punto vita segnato, slanciati revers a lancia e una predilezione per l'abbottonatura doppiopetto o a un solo bottone; pantaloni più affusolati, più corti alla caviglia, spesso a vita bassa.

I volumi sono come ridotti e "attaccati" al corpo, per mettere in evidenza spalle, pettorali e bicipiti, ma anche per allontanare quel senso di trascuratezza che l'oversize porta con sé.

Certo è che questi uomini dovranno mostrare una forma perfetta, altrimenti sono guai. Entrano nel guardaroba maschile i tessuti dalle lavorazioni sofisticate: gran affollamento di velluti (a costine, dévoré, jacquard, bagnato, metallizzato), ciniglie e, soprattutto per la sera, di seta lucida, broccato e damasco dorato o bronzato, panno con paillettes, strass e cristalli Swarovski.

La pelle conferma la sua anima "dura", con la nappa lavata, matelassé, stampata, ricamata, borchiata, e il bufalo, mentre la pelliccia spesso ecologica (astrakan, lupo, volpe, visone, cavallino rasato) scalda giubbotti a vita, caban e cappotti.

Adesso c'è solo da chiedere: maschi, siete contenti? Lo si saprà il prossimo inverno.

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