8 donne sfilano per l’8 marzo

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    Credits: Giampaolo Vimercati
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    Credits: Giampaolo Vimercati

    «Che gnocche!». L'esclamazione si sente chiara e forte, nonostante in studio ci siano più di 40 persone, tra fotografi, giornalisti, press agent, parrucchieri, truccatori, sarte. Il complimento, un po' rude ma indiscutibile, è rivolto alle otto attrici che stanno posando in esclusiva per Donna Moderna. Sono le protagoniste di Due partite, film diretto da Enzo Monteleone e tratto dalla commedia di Cristina Comencini, al cinema in questi giorni. Una pellicola al femminile dove, nella prima parte, ambientata negli anni Sessanta, quattro amiche si ritrovano, in occasione di una partita a carte, a fare il bilancio, amaro e commovente delle loro vite: mariti, figli, tradimenti, frustrazione per la loro condizione subordinata a quella degli uomini. Nella seconda parte, ambientata negli anni Novanta, saranno le figlie a riflettere su loro stesse. Otto grandi interpreti perfettamente in sintonia. Come sul nostro set, dove sono arrivate puntuali per essere vestite, truccate e pettinate: tutto senza che un cellulare squillasse a sproposito o un capriccio da primadonna rovinasse l'atmosfera di allegria creata dalla nuvola colorata di abiti Armani, Prada, Max Mara, Alberta Ferretti, Gucci... A un certo punto le ragazze sono pronte per la foto di gruppo. Il fotografo dirige: «Marina, attenta alle mani. Paola sistema le braccia. Carolina, più dritta». È allora che a qualcuno, tra il pubblico maschile, sfugge l'esclamazione di cui sopra.E loro? Be', sorridono.  Con classe e humour. E il risultato, straordinario, è qui a testimoniarlo.

    In piedi, da sinistra: Marina Massironi, Valeria Milillo, Isabella Ferrari, Alba Rohrwacher. Sul divano, da sinistra: Paola Cortellesi, Claudia Pandolfi, Margherita Buy e Carolina Crescentini che indossa un tailleur blu di cotone e seta, camicia di seta e sandali Gucci.

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    Credits: Giampaolo Vimercati

    Isabella Ferrari in Bottega Veneta
    Abito di seta con orlo asimmetrico e scollo drappeggiato, cintura di cuoio e metallo, sandali con cinturino alla caviglia.

    «Io interpreto Beatrice, che è incinta di Giulia. A differenza delle mie tre amiche, vengo dalla provincia, sono ingenua e punto tutto sull'amore. Non conosco i tradimenti, la frustrazione di un matrimonio malassortito. Per interpretarla ho pensato a mia madre, anche lei donna di provincia: ho imitato il suo accento ferrarese, il suo modo di muoversi. Così lontano dal mio anche nello stile. Io indosso soltanto jeans e golf»

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    Credits: Giampaolo Vimercati

    Margherita Buy in Giorgio Armani
    Abito di seta a sottoveste con maxi ruche, sandali neri, collana di oro bianco, kunziti e diamanti Eka di Cristina Rotondaro.

    «In Due partite, il mio personaggio è Gabriella, una pianista. Come tante donne degli anni Sessanta ha sacrificato il suo talento per fare emergere il marito, anche lui musicista. Ne soffre, è malinconica, sente di non avere scelta. E riversa le sue frustrazioni sul marito, al quale però è morbosamente legata. Sua figlia Sara farà l'esatto contrario. Gabriella è una donna rigida anche nel vestire. E in questo senso è completamente diversa da me. Il mio stilista preferito? Giorgio Armani»

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    Credits: Giampaolo Vimercati

    Marina Massironi in Max Mara
    Abito di seta stampa a fiori con spalline sottili a treccia e fascia sotto il seno.

    Paola Cortellesi in Krizia Top
    Tuta di seta chiusa da zip con tasche morbide e pantalonia sigaretta, sandali, bracciale personale.

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    Credits: Giampaolo Vimercati

    Paola Cortellesi in Alberta Ferretti
    Abito lungo in chiffon di seta con intarsi e tagli al vivo effetto disegni geometrici, sandali Rodo, bracciale personale.

    «La mia parte è quella di Sofia, una che parla di sesso e di amanti, fuma sempre, rabbiosa, e con le sue frecciate vuole scandalizzare le amiche. In realtà è anche lei infelice, scontenta del suo matrimonio riparatore privo di amore. A questo punto, ci tengo a dire che anche se abbiamo dato voce ad aspetti dolenti dell'animo femminile, in un set di sole donne ci siamo divertite: con Claudia e Alba, due vere amiche, abbiamo cazzeggiato come ragazzine!»

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    Valeria Milillo in Armani Collezioni
    Abito lungo di seta fucsia con scollo a V e drappeggi, anello di oro rosa con morgantini e brillanti Eka di Cristina Rotondaro.

    «Il mio personaggio è Cecilia, figlia di Claudia. Una single con un assoluto desiderio di maternità che cerca di realizzare all'estero, con la fecondazione assistita. È una figura femminile molto attuale: ho un bambino di 8 anni e sono subito entrata in sintonia con il bisogno di questa donna di avere un figlio, anche nell'assenza di un partner»

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    Carolina Crescentini in Gucci
    Miniabito a sacchetto di seta stampa floreale, sandali turchesi, collana a catena.

    Valeria Milillo in Missoni
    Tuta di seta con pantaloni dal taglio classico e camicia con maniche a pipistrello, sandali Jimmy Choo, bracciale di oro rosa con morgantini Eka di Cristina Rotondaro.

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    Claudia Pandolfi
    Miniabito a trapezio con scollo all'americana, sandali con fiore e spilla di strass di Valentino Garavani.

    «Io interpreto Rossana, figlia di Sofia. Sono medico, ho poco tempo da dedicare al mio partner, non ho figli ma in fondo il desiderio c'è, ed è forte. Rossana è una donna realizzata, ma le sue incertezze personali vengono fuori nell'atteggiamento ombroso. È una donna lacerata tra l'emancipazione e l'amore: in lei oggi si possono riconoscere in tante. La cosa che mi accomuna a lei? Non siamo fashion victim... ma a fare la modella questa volta mi sono proprio divertita»

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    Alba Rohrwacher in Fendi
    Miniabito di seta con scollo a V, spalline larghe, gonna a palloncino e ruches, scarpe di rete con tacco sottile.

    «Io sono Giulia, figlia di Beatrice. Noi quattro amiche ci incontriamo dopo il funerale di mia madre. Un momento che vivo malissimo: mi sento confusa, impotente, arrabbiata. Il mio personaggio ha un ventaglio di emozioni universali: di fronte a un lutto così grave e improvviso, metti in discussione tutto e tutti, compresa te stessa. Sono vestita di nero anche per rappresentare lo stato d'animo di Giulia. In realtà io adoro vestirmi di colori vivaci»

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    Claudia Pandolfi in Chanel
    Top di cotone plissettato con fascia a contrasto sotto il seno, gonna lunga coordinata, bracciali in giaietto, oro bianco e diamanti Enigma.

    Alba Rohrwacher in Blugirl
    Camicia di seta a maxi pois, mini di cotone con fiocco in vita, décolletées con fiocco applicato.

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    Carolina Crescentini in Dolce & Gabbana
    Tubino di raso rosso con ferretto e cintura in vita, sandali con tacco di legno e fasce larghe, collana con pendente a cuore di diamanti e rubini Enigma.

    «Sara, la donna che interpreto, "riscrive" la vita di sua madre: è una musicista affermata, oppressa da un marito troppo premuroso. Egoista ma non cattiva: ha dei sensi di colpa perché nella coppia è lei la vincente. Un ruolo non facile per me che ho un rapporto ottimo con mia madre. Come dire? Mi sento proprio figlia sua! Di Sara condivido una certa aggressività femminile. Anche nel look. Infatti, per queste foto, ho scelto abiti di Dolce & Gabbana e Gucci»

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    Credits: Giampaolo Vimercati

    Isabella Ferrari in Bottega Veneta
    Abito di cotone con inserti tono su tono, cintura di cuoio, sandali con tacco a spillo e lacci alla caviglia.

    Margherita Buy in Giorgio Armani
    Abito lungo di jersey con scollatura profonda e ricami tono su tono, peep toe grigie, collana d'orogiallo con apatite e opali Eka di Cristina Rotondaro.

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    Credits: Giampaolo Vimercati

    Marina Massironi in RoccoBarocco
    Tailleur con profili di raso, giacca classica e pantaloni morbidi, collana e sandali personali.

    «Io sono quella che nel film ha in testa unorribile cofana! Anche per questo nei panni di Claudia ho sofferto: a me piace vestire comoda, e quando mi metto elegante, mi trovo bene in abiti come quelli di Mariella Burani e Max Mara. Claudia per me è stata una sfida viscerale, lei è il simbolo dellipocrisia di quegli anni: ha tre figli, sa che il marito la tradisce, ma cerca di far credere alle amiche che la sua vita è perfetta. È il modello di donna a cui dopo i Sessanta ci siamo ribellate»

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