Il look domestico che lo fa scappare 

A casa sembri più Carrie o Bridget Jones? Completino sexy o tutone? Leggi cosa ne pensano gli uomini...

di Francesco Neri  - 29 Ottobre 2008

Tu che ne dici? E gli uomini come si (mal)vestono in casa? Ne stiamo parlando su questo forum

 

Qualsiasi donna io abbia frequentato negli ultimi otto anni, in un modo o nell'altro si ispirava a Carrie di Sex and the City. Mondanità, vita sessuale molto attiva, linguaggio caustico e ottime frequentazioni. Purtroppo c'era un aspetto di Carrie che nessuna di loro condivideva e su cui le preferivano Bridget Jones: il look domestico.

 

Pigiama rosa con fiocchetto

Claudia era solita accogliermi a casa sua indossando il regalo di Natale della mamma: un pigiama rosa con fiocchetto. Bellissimo, se la tua età anagrafica è composta di una sola cifra. Imbarazzante se da quella donna sei attratto e in un momento ti senti più come il fratello maggiore che non il fidanzato. Lei non ha voluto abbandonare il pigiama perché la madre si sarebbe offesa, io ho preferito non metterla davanti a una scelta difficile.

Tuta da casa sdrucita

Laura era un avvocato. Il suo look da lavoro era sempre inappuntabile, motivo per cui quando arrivava a casa voleva stare comoda. Aveva la sua tuta da casa preferita. Una bellissima tuta, quasi sexy nel modo in cui evidenziava le sue curve. Purtroppo era la stessa che indossava mentre preparava l'esame di "Diritto privato" e i 700 passaggi in lavatrice a 40° si vedevano tutti. Un gruviera di tessuto liso e intriso di umori universitari che non ne volevano sapere di andarsene. Ho rivisto Laura il mese scorso e sta sempre con la sua tuta preferita. Il nostro rapporto, invece, non è andato oltre il primo lavaggio.

Look Hobo

Paola era una bellissima hostess. Dico hostess e non assistente di volo perché da quando hanno cambiato nome alla professione, l'aspetto estetico è nettamente peggiorato. Paola era divina nella sua divisa. Una dea greca che ti portava in cielo (in tutti i sensi). A casa sua, ahimè, le cose andavano molto diversamente. Era come se dovesse ricaricarsi per raggiungere quella perfezione da volo intercontinentale e sfruttava i tre giorni a casa per farlo. I tre giorni in cui ci vedevamo. In quei giorni non si lavava i capelli, si lasciava crescere dei doposci di pelo sulle gambe e indossava solo una maglietta sgualcita e dei mutandoni. Era come stare con una barbona. Sexy, ma pur sempre una barbona. Non che io abbia la puzza sotto il naso, ma nel caso di Paola ne avevo fin troppa.

La multistrato

Giulia era una ragazza freddolosa. Nonostante i 26° gradi imposti dal riscaldamento centralizzato del suo palazzo, lei moriva di freddo. Seguiva quindi il consiglio di chi durante l'inverno suggerisce di vestirsi a strati. Primo strato: abbigliamento intimo. Secondo strato: pigiama "pagliaccio". Terzo strato: felpa con cappuccio e pantaloni della tuta. Quarto strato: i calzettoni di lana. Adoravo Giulia, ma amarla voleva dire anche svestirla ed era più faticoso di una giornata in miniera. Siamo rimasti ottimi amici, soprattutto d'estate.

 

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