Nina Zilli indossa gli abiti più belli degli stilisti

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    Credits: Sevim Aslan

    “Mi sento sul set di un film di Chaplin. L’eleganza delle linee e il romanticismo malinconico della rondine che spacca l’abito a metà mi fanno sognare momenti da cinema”

    ABITO DI LANA E MISTO MOHAIR CON RICAMO APPLICATO. FASCIA DI PELLICCIA. TUTTO GUCCI

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    Credits: Sevim Aslan

    “La geometria della posa, le linee nitide dell’abito, la rotondità rigorosa degli occhiali: Kubrick mi avrebbe adorata. Tocco di follia? Le scarpe glitterate”

    TUBINO DI NAPPA A STAMPA RETTILE CON FONDO IN PIZZO ROCCOBAROCCO. OCCHIALI DITA SUNGLASSES. DÉCOLLETÉES SUSANA TRAÇA

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    Credits: Sevim Aslan

    “Quando l’abito è molto costruito, mi serve un bijou minimal chic... Ma posso perdere la brocca anche in abito da cocktail e perle!”

    ABITO DI VELLUTO LISCIO CON INSERTI DI PIZZO E APPLICAZIONI DI PAILLETTES, CANOTTIGLIE E BORCHIE ALBERTA FERRETTI

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    Credits: Sevim Aslan

    “Bastano un abito, un tubino e un paio di occhiali gusto rétro abbinati alla giusta dose di “bling bling”, e sono subito diva”

    ABITO A SOTTOVESTE DI JERSEY DI LANA. CAPPOTTO IN DRAP ZIBELLINATO DI CAMMELLO. TUTTO MAX MARA. DÉCOLLETÉES RENÉ CAOVILLA, OCCHIALI PERSONALI

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    Credits: Sevim Aslan

    “Con un cappotto così luccicante l’unico accessorio che potevo aggiungere è il cappello, rigorosamente a tesa larga”

    CAPPA GIROCOLLO DI JERSEY CON EFFETTO DI MICRO FRANGE IN LUREX BLUMARINE. CAPPELLO SUPER DUPER HATS

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    Credits: Sevim Aslan

    “Un paio di stivaletti beat, un completo arancione pieno di cartoon e che la festa cominci: shake, shake, shake!”

    PULLOVER DI LANA MISTO CACHEMIRE CON DAVANTINO IN SETA STAMPATA A FUMETTI LOONEY TUNES E GONNA COORDINATA. TUTTO MOSCHINO COUTURE! STIVALI STEPHEN VENEZIA.

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    Credits: Sevim Aslan

    “Giacca oversize per una stagione al grido di boyfriend’s clothes, ovvero, ruba i vestiti a lui. Ma non dimentico mai la mia parte femminile indossando, per esempio, una tuta metallica super sexy e un bijou minimal”

    BLOUSON DI LANA COTTA CON REVERS DI PELLE. TUTA DI

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    Credits: Sevim Aslan

    “Per non essere banale quando l’abito è principesco calzo uno stivaletto glamour rock. E il divertimento è assicurato”

    ABITO DI SETA STAMPATA CON SOTTOGONNA ASIMMETRICA VIONNET. STIVALETTI

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    Credits: Sevim Aslan

    “Per me non c’è niente di più elegante del pied de poule. Se una cosa diventa un classico, un motivo c’è”

    TOP DI RASO CON APPLICAZIONI. GONNA A RUOTA PIED DE POULE PLISSETTATA. TUTTO ERMANNO SCERVINO. DÉCOLLETÉES LUCIANO PADOVAN

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    Credits: Sevim Aslan

    “Essere femminile con un abito maschile e i capelli raccolti? Se il tessuto è pieno di luce mi basta poco: un pendente esile con una perla e un rossetto dalle sfumature calde”

    TAILLEUR PANTALONE IN LUREX A FANTASIA FLOREALE VIVIENNE WESTWOOD

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    Credits: Sevim Aslan

    “Ecco la principessa delle nevi addormentata nel bosco. È stato impossibile non chiudere gli occhi, avevo indosso una coccola, non un cappotto!”

    MAXI COAT DI LANA MOHAIR CON FILI DI LUREX GENNY

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    Credits: Sevim Aslan

    “Il ricamo prezioso e l’effetto nude del tulle rendono unico questo capo. Estremamente raffinato. Estremamente sexy”

    MINIDRESS DI SETA, CON FONDO NUDE E ORLO ASIMMETRICO, RICAMATO DI PERLE E CANOTTIGLIE EMILIO PUCCI

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    Credits: Sevim Aslan

    “Mi catapulto nel mondo della pop art di Andy Wahrol con 3 paia di occhi su un maglione e una minigonna bianca dal sapore 60’s. E la parrucca? È nata per stare insieme al pull, credo che non potrò mai più separarli!”

    PULLOVER CON APPLICAZIONI DI PELLICCIA E MINIGONNA DI LANA E SETA. TUTTO FENDI

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    Credits: Sevim Aslan

    “L’allure anni ’40 dell’abito verde smeraldo e la mia espressione assorta mi riportano a quel vecchio modo di dire americano: “un penny per i tuoi pensieri”. Questo scatto rubato racconta una storia... Chissà quale...”

    ABITO DI SETA RICAMATO DI PAILLETTES E CANOTTIGLIE ROBERTO CAVALLI

    Tutti i gioielli indossati da Nina Zilli sono NZ Collection (nzcollections.com)

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La cantante chic in 14 scatti interpreta e racconta le ultime creazioni

NINA ZILLI: IN TACCHI A SPILLO E SEMPRE A RITMO DI SOUL MUSIC, SI STA PREPARANDO A UNA TOURNÉE INVERNALE E ALLA SUA SECONDA STAGIONE DA GIUDICE DI ITALIA’S GOT TALENT

È al trucco, raggomitolata su una sedia, e la prima cosa che mi colpisce di lei è il viso,
che esprime una personalità forte, con un tocco esotico che le addolcisce i lineamenti. «Non so da dove viene. Mio padre è di Bobbio, mia madre di Piacenza e anche i miei nonni sono di quelle parti» racconta. Poi, c’è la voce: black, sensuale, avvolgente. Chiara Fraschetta, 35 anni, in arte Nina Zilli, da Nina Simone, una delle sue cantanti preferite, è in un momento d’oro. Merito del talento ma anche del modo di fare un po’ sulle nuvole («Sono acquario ascendente acquario: un disastro» dice), del saper prendersi in giro («Piacere, Chiara, la cialtrona» così si presenta) e della tenacia emiliana. «E anche della mia femminilità» aggiunge. Vero: è prorompente, fresca e genuina. «Da ragazzina, però, ero un maschiaccio: giocavo a basket e rugby, guidavo una moto pesantissima e il furgone del mio primo gruppo Chiara e Gli Scuri. Io e la mia amica eravamo le eterne sfigate che nessun ragazzo filava. Ha presente?».
Certo, ma se ti guardo adesso... «Non ero un fiore, ho avuto l’apparecchio fino a 14 anni e la bellezza non mi interessava. I primi tacchi li ho indossati a 23 anni, fino ad allora solo anfibi. Adesso mai senza: le Jimmy Choo sono le mie preferite, peccato che mi ammazzino i piedi».
Si toglie le scarpe e mi fa vedere i segni su dita e tallone.
Poi cosa è successo? «Santa mamma! Ha sempre provato a farmi diventare femmina e alla fine ci è riuscita. Il momento esatto è stato quando ho detto: “Mi metto il mascara”. Avrò avuto 20 anni».
La musica ti ha aiutata? «Certo. Ho iniziato a fare concerti, a sentirmi più sicura e a rielaborare, anche nel look, i miei riferimenti musicali: ska, rockabilly, blues e soul. E la passione per la musica mi ha fatto scattare quella per la moda e gli accessori».
Che adesso collezioni. «Nella mia cabina armadio di Piacenza, dove vivo con i miei, colleziono cappelli e occhiali. Avrò più di 300 pezzi. Per fortuna che mamma è andata in pensione e tiene tutto in ordine».
E i gioielli? «Sono femmina, adoro cambiare e con i gioielli è facile. Adesso ho iniziato anche a disegnarli». Sono suoi quelli che indossa nelle foto del nostro servzio, la linea si chiama NZ Collection.
Cosa ti piace in particolare? «I bracciali in bachelite anni Cinquanta, le collanine ricordo  sottili-sottili e con qualche santino di famiglia, gli anelli maxi.
Ho  sempre considerato accessori anche i miei capelli: un tempo li portavo  rasta, lunghissimi. Facevo certe cofane mostruose. Poi li ho rasati,  pesavano troppo. Ma da qualche parte a casa ho ancora il “topone”, tre  dreadlocks attorcigliati».
E mentre indossa l’abito di Fendi, prova la sua parrucca preferita, un caschetto turchese.
«Ai  concerti, al secondo cambio, ne indosso sempre una. Ogni volta che  metto questa mi viene voglia di tagliare i capelli. Poi ci ripenso: non  poterli legare sarebbe un problema, soprattutto quando mi alleno».
Sei sportiva? «Per niente. Faccio crossfit tre volte alla settimana solo per il fiato. Mi piace ballare, ma sono negata».
Si alza e accenna tre passi, facendo finta di tenere in mano una chitarra.
La sai suonare? «Da falò. Suono il piano, anche se non ho finito il Conservatorio, e  l’ukulele. Quando vado in vacanza, lo porto sempre con me».
Adesso che hai finito il tour estivo di supporto al terzo album Frasi&Fumo, ti prendi una pausa? «No, mi devo preparare per la stagione di concerti nei teatri italiani e  per fare, per la seconda volta, il giudice di Italia’s Got Talent in  televisione».
Come recuperi le energie? «Dormendo,  sono molto pigra. E disegnando. Da bambina, oltre alla passione per il  canto, avevo quella per la pittura: ora faccio schizzi in stile old  school America anni Trenta, che i miei amici si tatuano. Poi mangio  vegano».
Davvero hai rinunciato a carne e latte? «Quasi. Una volta all’anno, per tre mesi. Per me che sono emiliana e adoro cucinare è già tosto così».
Nel frattempo tira fuori dalla borsa una bibita e la beve di un fiato.
Cos’è? «Uno sciroppo cinese che fa benissimo alla gola».
Cosa altro tieni in borsa? «Quaderni per gli appunti, mascara nero, crema alla bava di lumaca, due reggiseni, un paio di calze e il cellulare».
Niente cuffiette per ascoltare la musica? «Sono vecchia dentro. In macchina ho ancora i cd e a casa il giradischi».
Nuovi progetti? «Comporre  colonne sonore per film, e incontrare Mina e Celentano: sono cresciuta  con la loro musica». E, prima di salutarmi, intona Parole parole.
MARTA BONINI

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