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Rossella O'Hara: l’antieroina da cui prendere ispirazione 

Uno dei personaggi femminili più complessi e indimenticabili della storia del cinema e della letteratura. Vi sveliamo chi era e cosa si nasconde dietro la sua personalità!

di Isabella Ratti

Le donne sono complicate, sognatrici, testarde, capricciose. Ma, nonostante i loro più insopportabili difetti, sanno farsi amare per la vita. Non sempre, però, riescono a trovare il loro lieto fine, un po’ per colpa della loro indole ribelle, un po’ perché non sanno mai davvero di cosa hanno bisogno. Almeno finché non è troppo tardi.

Cinema e letteratura ci hanno regalato decine di ritratti di donne forti e indipendenti, volubili e appassionate. A volte sfortunate, ma capaci di rimanere eterne nell’immaginario collettivo per la loro lotta contro il destino e, soprattutto, contro se stesse.

Donne come Rossella O’Hara di Via col vento (Gone with the wild), bellissima e indomabile, che affascinò il mondo con il suo temperamento e il suo carattere ribelle, ormai 80 anni fa, quando fuoriuscì dalla penna di Margaret Mitchell per incarnare uno dei personaggi femminili più complessi della letteratura. Era il 1936.

Scarlett O’Hara, per tutti noi Rossella, rappresentava la ribelle dama del Sud, viziata e superficiale, incurante dei sentimenti di chi le stava intorno e pronta a tutto pur di ottenere quello che desiderava. Il suo personaggio non fu certo costruito in base ai canoni della classica eroina: Rossella O’Hara non creava empatia con il lettore che, anzi, rifiutava il suo egocentrismo e spesso si chiedeva come potesse agire in modo tanto sprezzante.

Nonostante ciò, il libro fu un vero successo e tre anni dopo arrivò il colossal cinematografico che tutti noi conosciamo, interpretato dal fascinoso Clark Gable e dalla sublime Vivien Leigh. Il triangolo amoroso Rossella-Ashley-Melania tenne incollati allo schermo tutti gli spettatori, ma fu la passione tra Rossella e Rhett Butler a fare di Via col vento una storia d’amore senza tempo.

Vivien Leigh diede corpo e anima a Rossella, perfetta in un ruolo che sembrava creato apposta per lei. Anche Vivien, infatti, aveva un’indole ribelle ed era incredibilmente determinata: sfidò ben 1400 attrici per essere Rossella O’hara e alla fine, grazie alla sua determinazione, a un grande talento e a una bellezza non comune, si aggiudicò la parte, riuscendo a creare un personaggio eternamente in bilico tra il fuoco della passione e il ghiaccio dell’insensibilità.

Gli indimenticabili vestiti di Rossella O’Hara

La Rossella O’Hara di Vivien Leigh vive nella nostra mente anche per gli splendidi abiti che indossò, preziosi, elegantemente rifiniti e dai colori sgargianti, recentemente restaurati proprio per mantenere vivo il ricordo di uno dei guardaroba cinematografici più belli di tutti i tempi.

Scarlett-Rossella era una ragazza agiata che viveva in una splendida tenuta del Sud degli Stati Uniti nella seconda metà del diciannovesimo secolo. I suoi abiti raccontano il lusso di una terra ricca, un gusto sfarzoso e una femminilità prorompente. Le donne dell’epoca amavano i vestiti vaporosi e appariscenti, che calamitavano su di loro gli sguardi degli uomini. Bustini che toglievano il respiro, crinoline, sotto-gonne: lo stile del Sud di quell’epoca era davvero affascinante.

Come dimenticare il primo vestito con cui apparve Rossella O’Hara sul grande schermo: un abito tutto volume, a balze, di colore bianco, verginale, con accessori rossi che lasciavano presagire il temperamento appassionato della giovane. E poi al party dei Wilkes, dove avrebbe incontrato il suo amato Ashley, Rossella si presentò con uno splendido abito bianco e verde, scollatissimo e sgargiante, e un enorme cappello. Il contrasto con la sua “nemica” Melania non poteva essere più evidente: Rossella era cosí vitale, Melania invece scialba, dimessa.

Il verde ricorreva spesso nei look di Miss Rossella-Vivien Leigh, perché era il colore degli occhi dell’attrice e si sposava perfettamente con la temperatura della sua carnagione e il colore dei capelli. Verde era l’eccentrico cappello che le regalò Rhett e che Rossella indossò con grande malizia il giorno in cui andò a prendere Ashley alla stazione, di ritorno dalla guerra. E come non citare il meraviglioso abito verde bottiglia che Rossella, in ristrettezze economiche, ricavò dalle tende della sua casa! Inusuale, eccentrico eppure perfetto.

E poi le camicie da notte blu elettrico e i vestiti da ballo scarlatti, le piume, le pellicce, le sete preziose e i tessuti luccicanti. Abiti pieni di vita, un po’ chiassosi, capaci di lasciare a bocca aperta ancora oggi, a quasi 100 anni di distanza.

I vestiti indossati da Rossella sono riusciti ad esprimere lungo tutto il film il percorso compiuto dalla ragazza: dall’ingenuità dell’infanzia, tra agi e lusso, alla terribile povertà della guerra, fino alla ritrovata ricchezza, quando ormai adulta diventava una donna consapevole e sicura di sé.

Nel corso della storia cambia il gusto estetico e la moda del tempo: i primi abiti di Rossella erano in pieno stile ottocentesco, quelli della seconda parte (dopo il suo terzo matrimonio, per intenderci) già novecenteschi.

Rossella O’Hara non è un personaggio che si ama facilmente, ma si ricorda e si ammira. Se non possiamo prenderla come esempio di virtù, almeno facciamoci ispirare dalla sua forza di volontà: Rossella insegna che con determinazione si può ottenere tutto. Ecco perché ci piace, anche se non incarna l’idea di eroina con cui siamo cresciute fin da piccole.

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