7 mila anni e non sentirli. La storia della gonna 

Il capo più amato dalle donne affonda le sue radici in epoche lontane. Ti raccontiamo la sua storia dalle origini a oggi. Curiosa di scoprirla?

di Isabella Ratti
 
Tag: gonna, storia, moda

È il capo di abbigliamento più amato dalle donne, per definizione simbolo della femminilità. Ma la storia della gonna ha radici lontane: grazie alla sua semplicità è stato il primo indumento utilizzato dagli esseri umani per coprirsi contro il freddo e le intemperie. I reperti più antichi che sono stati ritrovati risalgono alle civiltà mesopotamiche del 5 mila a.C. Questo significa che la gonna ha più di 7 mila anni di storia!

L’aspetto più interessante? Nell' evoluzione della gonna possiamo vedere anche i cambiamenti della nostra società, come un marchio impresso sul tessuto e una forbice che, decennio dopo decennio, taglia via pezzi ormai superflui. In ogni cambiamento della forma originaria della gonna possiamo leggere un mutamento nei valori e nel senso estetico delle società del passato. Molto più facile che leggere un’enciclopedia, vero? E allora proviamo a ripercorrere il passato, rintracciando nelle sue evoluzioni le rivoluzioni di pensiero e di ideali della Storia.

La gonna: simbolo di potere dagli egizi fino al 1900

Di film ambientati nell’Antico Egitto ne hai sicuramente visti diversi. E in tutti i casi i protagonisti, uomini e donne, indossano una gonna. Si tratta di indumenti in lino (la migliore scelta possibile, visto il clima caldo e secco), di lunghezze diverse a seconda del rango sociale (ecco la gonna che diviene simbolo di status!). La gonna degli egizi comuni è corta e aderente, mentre quella dei nobili e dei faraoni, lunga fino alle caviglie, ampia e riccamente decorata. A Creta si indossa il peplo, una veste lunga scelta sia da donne che da uomini, e ben presto anche dai romani.

Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, i romani “civilizzati” incontrano i barbari, che invece delle gonne portano i pantaloni! Ci vorrà ancora qualche secolo per identificare la gonna come indumento esclusivamente femminile ma il seme del cambiamento è già stato piantato.

È nel 1500 che si comincia a fare una netta distinzione tra abbigliamento femminile e maschile. Le gonne continuano la loro evoluzione e ogni popolo le adatta al proprio stile. Spagnoli, francesi, italiani, inglesi: ogni cultura rivede la gonna in base al proprio gusto, ne cambia la forma, i decori e dà vita al proprio stile.

La gonna continua a essere un simbolo di potere e anche nel 1600 la sua lunghezza indica la ricchezza di chi la indossa. Mentre, infatti, le donne povere indossano gonne semplici, lunghe fino al polpaccio, le nobildonne sfoggiano quelle più voluminose, a campana, cupola, cono o tamburo, ovviamente nei tessuti più pregiati e con i decori più belli.

Ma è agli albori del 1700 che nasce quella che oggi definiamo gonna. Arriviamo sempre più leggeri alla Rivoluzione Francese: l’abito lungo infatti si alleggerisce e guadagna il sostegno di una struttura a cerchio fatta di vimini, posizionata sotto la gonna per dare l’effetto del volume, un volume che però, progressivamente, si sposterà dai fianchi alla parte posteriore.

Nel 1800, in piena Epoca Vittoriana, un altro cambiamento importante nella storia della gonna: i volumi aumentano in modo esponenziale, fino alla forma detta a mongolfiera, e compare la crinolina, una struttura rigida in metallo a gabbia, che diventa presto un elemento imprescindibile per tutte le donne, non solo nobili.

Nel 1900 la crinolina si prepara a diventare un cimelio storico. Pronti per la nuova trasformazione? L’inizio del XX secolo è segnato dai movimenti femministi di emancipazione e le donne cominciano a preferire vestiti più semplici, con forme e lunghezze diverse. È in questo momento che nasce il tailleur, tanto amato ancora oggi perché pratico ma allo stesso tempo perfetto per una situazione formale.

La Storia cambia per sempre: arriva la Minigonna!

Ci stiamo avvicinando ad un altro cambio epocale che segnarà non solo la storia di un indumento ma quella di tutte le donne. La fautrice è la visionaria Coco Chanel, che dagli anni 20 comincia a rivendicare il bisogno delle donne di avere un abbigliamento comodo per lavorare. Chanel proponeva quindi un coordinato in jersey, composto da gonna plissettata e cardigan. Le gonne si accorciano fino al ginocchio.

Seconda guerra mondiale: nasce la gonna-pantalone

Le donne hanno bisogno di maggior dinamismo e quale miglior modo per guadagnarlo se non sfruttare la versatilità del pantalone? Bisognerà aspettare tempi più sereni per vedere di nuovo gli stilisti lavorare sulle gonne e infatti nel 47 Dior sorprende tutti e lancia il suo “New Look” ispirato alla moda del 1915. Le gonne sono di nuovo ampie e abbondanti, simili alla corolla di un fiore, la vita sottilissima proprio per sottolineare i nuovi volumi. La lunghezza della gonna aumenta, fino al polpaccio e oltre.

Nel 1954, però, è ancora Chanel a rimescolare le carte, proponendo l’iconico 'tailleur Chanel', un completo composto da giacca e gonna nello stesso colore, estremamente pratico e versatile. Arriviamo così ad un altro momento storico in cui il cambiamento della gonna rifletterà il cambiamento della donna: negli anni ‘60 le donne lottano per ottenere più diritti e Mary Quant crea la minigonna! Ma parallelamente si afferma anche il movimento hippy, con un altro tipo di contestazione: recuperare il rapporto con la natura e rifiutare indumenti dai tagli geometrici. Quindi, mentre da una parte spopolano le minigonne, dall’altra si diffondono le gonne lunghe dalla linea morbida.

Dagli anni 70 in poi non ci sono stati grandi rivoluzioni. La gonna si va via via affermando come capo d’abbigliamento formale, in particolare nella formula del tailleur. Gli stili e i tagli imparano a convivere tra loro, e ogni anno vediamo tornare di moda qualche modello del passato, riletto in chiave moderna.

La storia della gonna ci aiuta a leggere tra le righe quello che è stato il percorso di emancipazione delle donne, ma anche come sono cambiati i valori e il gusto nel corso della storia. Come ti immagini la prossima rivoluzione nell’abbigliamento femminile?

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