Uomini, siete di moda! 

Da Firenze, Pitti Immagine Uomo lancia le tendenze moda per l'autunno-inverno 2005/2006: ispirazione dandy style, la rivincita del colore, l'avanguardia dei tessuti

di Maristella Campi  - 17 Gennaio 2005

Che l'uomo fosse vanitoso, ancor più della donna, lo si sapeva già, ma quello che viene disegnato dall'ultima edizione di Pitti Immagine Uomo (la più importante manifestazione internazionale di abbigliamento maschile, a Firenze, dal 12 al 15 gennaio) non esce di casa se non ha tutto a posto secondo il diktat della moda dell'autunno-inverno 2005/2006: giacca, pantaloni, camicia, pull, cravatta, guanti, cappello e giù fino a calze e scarpe, tutto deve rispondere a una precisa logica estetica. Dandy metropolitani, manager bizzarri, pigri sportivi: per loro, 630 aziende con 811 griffe si sono date battaglia cercando il tessuto più innovativo, il colore più insolito, il capo più stravagante. E ce l'hanno fatta.

» il colore è maschio

» eleganti, sempre

» tecnologia del vestire

IL COLORE È MASCHIO

Riusciranno i nostri uomini a indossare un pull di cashmere rosa confetto sotto al classico abito grigio tre bottoni? Pare proprio di sì, e sbirciando nel loro guardaroba non dovremo stupirci di trovare accanto a camicie Oxford o a bastoncino (queste resistono a ogni tentazione, anche se il nuovo sta nelle stecche da colletto profumate) persino leggere dolcevita di cashmere, maglioncini a V, cardigan in colori fino a ieri considerati solo patrimonio femminile: la rivolta del manager comincia proprio dalle declinazioni del rosa, del viola, del salmone, del verde acqua, dell'arancione! Il colore è stato sdoganato anche per gli uomini veri, il grigio e il blu di rappresentanza, con qualche incursione di marrone, non sono da buttare tout court, solo da rallegrare: il principe di Galles con una sottile riga bluette, il tweed con qualche "fiocchetto" arancione. Il formale diventa informale, ma, pur uscendo dai soliti rigidi schemi, mantiene alto il concetto di eleganza: in fondo, quello che conta sono i contenuti, non le apparenze.

ELEGANTI, SEMPRE

La stravaganza lascia il segno, si sa, ma l'eleganza non tramonta mai. Così l'impronta English style o i canoni della sartoria napoletana restano i capisaldi del guardaroba maschile dal format formale. In giacca e pantaloni, camicia e cravatta non si sbaglia mai: giacche a due bottoni e pantaloni con la pince sono il must di Pal Zileri, mentre per Zegna la vera giacca da viaggio deve essere in tessuto repellente allo sporco. Magari, per far vedere che si segue la moda, anche se da lontano, provare con la cravatta double twin di Daniele di Montezemolo, una lancia in maglia di seta goffrata e l'altra in seta jacquard. Se giacconi e giubbotti a più strati o superimbottiti hanno trovato ampi spazi anche in città, sono graditi il ritorno del cappotto, declinato nell'astrakan siberiano tinto di blu inchiostro o nel loden austriaco, e del trench, un mix di formale e informale quanto basta: tanto per non tradire le aspettative, quello di Allegri ha l'interno ipercolorato.

TECNOLOGIA DEL VESTIRE

Alla ricerca dei tessuti perfetti, alla scoperta di piccoli espedienti tecnici: l'iter non si ferma e rappresenta l'altra faccia della moda, anche di quella maschile. C'è la giacca di Mason's che si trasforma in pantaloni, diventando un'insostituibile e comoda compagna di viaggio. C'è la camicia di cotone no-iron di Eton, perfetta per l'uomo che non deve chiedere mai, nemmeno di farsi stirare la camicia. E c'è Cantarelli, che mette insieme i tessuti da camiceria e la classica giacca per inventare la Quilt Jacket, riscaldata da una sottile imbottitura termica. Avon Celli, uno dei maestri del cashmere, lancia la versione light frosted del prezioso filato e la lana Tasmania light dyed, caratterizzate da una particolare lavorazione che regala alla maglia un insolito effetto sfumato. Dubin scopre giacche e pantaloni termosaldati e "coibentati" per resistere alle temperature polari, mentre Napapijri veste l'inverno con il giaccone che cambia colore con gli alti e i bassi della temperatura: da nero, sottozero, ad affollato di bandiere multicolor, sopra lo zero. Così non si sbaglia!

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