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3 consigli per un nuovo lavoro se si è over anta

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Hai superato i fatidici "anta" e cerchi lavoro? Probabilmente quello che provi e' il  Torschlusspanik, letteralmente “panico da porta chiusa”. Questa parola tedesca fotografa quella bruciante sensazione di essere fuori tempo massimo provata da molti over 40 e 50 in pista per un nuovo impiego. «Frenarsi per l’età non serve, perché il dato anagrafico non è modificabile» dice Giovanni Pedone, country manager per l’Italia di Lee Hecht Harrison, società di The Adecco Group. «Meglio smussare le debolezze e far leva sui punti di forza». Ecco i consigli dell’esperto.

Accetta l’idea del cambiamento
Oggi, in seguito alla rivoluzione tecnologica, tutto cambia - e si cambia - in fretta; basti pensare alla frequenza con cui ci si comprano per esempio nuovi cellulari, auto e così via. Il discorso vale anche sul piano aziendale. Le persone con tanti anni di attività lavorativa alle spalle si sono formate in un mondo dove la vita delle imprese era spesso più lunga di quella professionale media dei loro dipendenti.

Ora invece molte aziende hanno biografie brevi e i lavoratori senior rischiano di essere disorientati da questa potente spinta al ricambio. Nessuno li ha educati ad affrontare il passaggio da una ditta all’altra come un evento normale.

La buona notizia per le donne e' che spesso in questi frangenti si mostrano più reattive dei colleghi maschi e, quindi, hanno più chance di trovare un nuovo impiego. Il motivo? Sono abituate da sempre a gestire le situazioni di emergenza, a partire dalle tante che si presentano nelle famiglie, per esempio con i figli.

Ricorda che persino un licenziamento può dare una marcia in più
Una volta la perdita del posto era motivo di vergogna, un'emozione negativa frenante, che si riscontrava più tra gli uomini che tra le donne. I primi, infatti, di fronte al licenziamento sentivano maggiormente il proprio orgoglio ferito per aver perso un certo status sociale e faticavano a ricostruirsene uno soddisfacente.

Un tempo gli stessi recruiter visionavano con diffidenza i curricula di chi ogni 4-5 anni cambiava azienda. Ora, invece, anche per gli sviluppi che ci sono stati in campo socioeconomico in generale, e nel modo del lavoro in particolare, molti selezionatori di personale giudicano come elemento qualificante la capacità, dopo un licenziamento, di rimettersi in gioco per un nuovo impiego.

Fai amicizia con la Rete
I colleghi giovani si muovono con invidiabile naturalezza sui social e nel digital. Che fare se, invece, si è cresciuti in un’epoca analogica? Certo non bisogna ignorare o delegare le attività online, ma colmare il gap, con corsi teorici e tanta pratica. L'alfabetizzazione digitale e' prioritaria per tutti e diventa imprescindibile per chi riveste ruoli manageriali.

Nel mercato del lavoro infatti c’è un disequilibrio tra la domanda e l’offerta di competenze digitali. E spesso sono i candidati con anni di esperienza professionale quelli a cui serve più formazione su questo fronte. Tutto ciò richiede un cambio di rotta, mentale prima di tutto. Ma porta presto a grandi vantaggi: non ci si sente più tagliati fuori da molte attività e flussi di informazione e si può impostare un dialogo con i colleghi giovani in modo più costruttivo sia per se stessi sia per la stessa azienda.

I contenuti di questo post sono stati prodotti in collaborazione con The Adecco Group Italia. © Riproduzione riservata.
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3 CONSIGLI PER UN NUOVO LAVORO SE SI È OVER ANTA

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Hai superato i fatidici "anta" e cerchi lavoro? Probabilmente quello che provi e' il  Torschlusspanik, letteralmente “panico da porta chiusa”. Questa parola tedesca fotografa quella bruciante sensazione di essere fuori tempo massimo provata da molti over 40 e 50 in pista per un nuovo impiego. «Frenarsi per l’età non serve, perché il dato anagrafico non è modificabile» dice Giovanni Pedone, country manager per l’Italia di Lee Hecht Harrison, società di The Adecco Group. «Meglio smussare le debolezze e far leva sui punti di forza». Ecco i consigli dell’esperto.

Accetta l’idea del cambiamento
Oggi, in seguito alla rivoluzione tecnologica, tutto cambia - e si cambia - in fretta; basti pensare alla frequenza con cui ci si comprano per esempio nuovi cellulari, auto e così via. Il discorso vale anche sul piano aziendale. Le persone con tanti anni di attività lavorativa alle spalle si sono formate in un mondo dove la vita delle imprese era spesso più lunga di quella professionale media dei loro dipendenti.

Ora invece molte aziende hanno biografie brevi e i lavoratori senior rischiano di essere disorientati da questa potente spinta al ricambio. Nessuno li ha educati ad affrontare il passaggio da una ditta all’altra come un evento normale.

La buona notizia per le donne e' che spesso in questi frangenti si mostrano più reattive dei colleghi maschi e, quindi, hanno più chance di trovare un nuovo impiego. Il motivo? Sono abituate da sempre a gestire le situazioni di emergenza, a partire dalle tante che si presentano nelle famiglie, per esempio con i figli.

Ricorda che persino un licenziamento può dare una marcia in più
Una volta la perdita del posto era motivo di vergogna, un'emozione negativa frenante, che si riscontrava più tra gli uomini che tra le donne. I primi, infatti, di fronte al licenziamento sentivano maggiormente il proprio orgoglio ferito per aver perso un certo status sociale e faticavano a ricostruirsene uno soddisfacente.

Un tempo gli stessi recruiter visionavano con diffidenza i curricula di chi ogni 4-5 anni cambiava azienda. Ora, invece, anche per gli sviluppi che ci sono stati in campo socioeconomico in generale, e nel modo del lavoro in particolare, molti selezionatori di personale giudicano come elemento qualificante la capacità, dopo un licenziamento, di rimettersi in gioco per un nuovo impiego.

Fai amicizia con la Rete
I colleghi giovani si muovono con invidiabile naturalezza sui social e nel digital. Che fare se, invece, si è cresciuti in un’epoca analogica? Certo non bisogna ignorare o delegare le attività online, ma colmare il gap, con corsi teorici e tanta pratica. L'alfabetizzazione digitale e' prioritaria per tutti e diventa imprescindibile per chi riveste ruoli manageriali.

Nel mercato del lavoro infatti c’è un disequilibrio tra la domanda e l’offerta di competenze digitali. E spesso sono i candidati con anni di esperienza professionale quelli a cui serve più formazione su questo fronte. Tutto ciò richiede un cambio di rotta, mentale prima di tutto. Ma porta presto a grandi vantaggi: non ci si sente più tagliati fuori da molte attività e flussi di informazione e si può impostare un dialogo con i colleghi giovani in modo più costruttivo sia per se stessi sia per la stessa azienda.

I contenuti di questo post sono stati prodotti in collaborazione con The Adecco Group Italia. © Riproduzione riservata.
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