Affronta così il colloquio di lavoro

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Come si affronta al meglio un colloquio di lavoro? Ne parleremo in diretta Facebook lunedì 22 maggio alle 15,30: a darci preziosi consigli ci saranno Monica Magri, HR Director The Adecco Group Italia, e Marta Basso, vincitrice dell’iniziativa Ceo for 1 month 2017 organizzata da the Adecco Group Italia

Prima del colloquio
1. Preparati a dare l'impressione corretta
Quando si è di fronte al selezionatore occorre trasmettere l’idea che si è ben capito quale sia la posizione per cui ci si è candidati. Il che non è scontato, perché molti - ed è un rischio che corrono soprattutto i neolaureati - inviano una sventagliata di curricula senza aver chiaro a che cosa stiano mirando. Occorre quindi prepararsi, per esempio una risposta esaustiva e non generica alla domanda: «Perché è interessato a questo posto?».

2. Studia l'azienda
Bisogna arrivare preparati sull’azienda per la quale ci si candida: per esempio, scandagliando in Rete, ci si può fare un’idea di quali siano il suo mercato di riferimento e i suoi valori. Perché proprio come succede alle persone così anche le imprese hanno ormai una loro reputazione digitale, quindi trovare informazioni non è difficile.

3. Pensa a domande di approfondimento
Una volta che si ha chiaro il quadro di riferimento, si possono individuare un paio di questioni sull'azienda da chiedere a fine colloquio. Per esempio, domande sulle pratiche di smartworking messe in atto in quell'impresa.

Durante il colloquio
1. Sintonizzati sul linguaggio corretto
Un tempo il colloquio di lavoro si svolgeva lungo binari molto formali. Oggi l’atmosfera è più sciolta e capita spesso, per esempio, che al candidato venga dato del tu. Ma occhio a non deragliare in un eccesso di confidenza: candidato e selezionatore hanno ruoli diversi su posizioni distinte, il dialogo va quindi sempre gestito con grande professionalità.

2. Interpreta bene le domande
È normale che vengano poste domande tipo: «Mi dica 3 suoi pregi e 3 suoi difetti». La risposta serve a mettere in evidenza il livello di trasparenza e autoconsapevolezza della persona. Poi possono arrivare quesiti di logica, come: «Quante palline da tennis ci stanno in un Boeing 747?». Il loro scopo non è mortificare il candidato, ma sondarne il tipo di ragionamento. In generale le domande fanno emergere le caratteristiche del candidato. Per esempio quanto sappia essere concreto, sintetico ma esaustivo di fronte all'invito: «Mi parli dei suoi studi e delle sue esperienze professionali».

3. Non parlare male del datore di lavoro precedente
La domanda "Perché vuole trovare un nuovo impiego?" puo' risultare insidiosa. Molti cadono da soli in trappola e cominciano a criticare il precedente datore di lavoro, ma questo trasmette una brutta immagine del candidato e del modo in cui gestisce le relazioni professionali.

Dopo il colloquio
1. Informati sul processo di selezione
Per non rodersi in un’attesa snervante, a fine colloquio conviene chiedere come l’azienda gestisce il processo di selezione: se darà una riposta, anche se negativa, e in che tempi lo farà.

2. Scrivi una mail con le domande appropriate
Si può scrivere nei giorni successivi, per esempio, ponendo una domanda sull’organizzazione aziendale. Faro del comportamento resta, però, l’equilibrio: una mail va bene, non una pioggia di lettere e telefonate capaci solo di irritare il selezionatore.

3. Fai tesoro di eventuali errori
Se si riceve una risposta negativa, spazientirsi o deprimersi non serve. Serve invece capire se è perché quello non era il posto giusto e se durante il colloquio qualche risposta ha fatto storcere il naso al selezionatore. Sono tutte informazioni preziose che permetteranno di evitare futuri errori e di affrontare in modo più convincente ed efficace un prossimo colloquio di lavoro.


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