del

5 motivi per amare La Signora in Giallo

di Giusy Cascio
Vota la ricetta!

Un caffè con Donna Moderna

Cascio Giusy
Un'opinione di

Giusy Cascio

Giornalista​​ dadaista, mamma trafelata e moglie spregiudicata. ​A Donna Moderna scrive di...

I love Jessica. Se non fosse un atto vandalico, lo scriverei anche sui muri delle città.
Io amo Jessica. Fletcher. Ovvero Angela Lansbury. Ovvero l'unica, inossidabile, ineluttabile Signora in Giallo.

All'inizio dell'estate, si sa, in televisione non c'è nulla da guardare. Però io so che il porticciolo di Cabot Cove è un porto sicuro in cui rifugiarsi.

Una volta la mia poetessa preferita, Vivian Lamarque, mi disse che guardare La Signora in Giallo è un gesto  rivoluzionario e di protesta contro la noia dei palinsesti. Sono d'accordo.
Ecco perché, puntualmente, stagione dopo stagione, corro a cercare di capire, nella selva selvaggia delle guide tv, dove la trasmettono.

Quest'anno le repliche toccano a Rete 4, dal lunedì al sabato, alle 12.55.
E io non me la perdo per nulla al mondo. Per questi 5 motivi.



1. Jessica è una vedova allegra. Non è che proprio si strugga per la perdita dell'amato marito Frank. Anzi. Sta sempre lì a sfornare crostate per la comunità di uomini del villaggio, dallo sceriffo al medico legale. Ce l'avessimo tutte un vicinato di maschi che viene a farci compagnia a qualsiasi ora del giorno e della notte.

2. Jessica è un'inguaribile impicciona. Dove c'è un delitto, c'è lei. E lei ne sa di più. Perché come analizza gli effetti letali del veleno topicida Jessica, nessuna mai. E pur di mettere in pratica anni di esperienza e sapienza, sono convinta che qualche omicidio lo abbia organizzato da sola. Ma non ho ancora le prove. Sto studiando le falle della sceneggiatura fin dalla prima puntata, andata in onda il 30 settembre del 1984 sull'americana Cbs. Ma ho solo qualche indizio, non ancora le prove schiaccianti.

3. Jessica è una brava zia. Qualcuno sa dirmi quanti nipoti ha Jessica Fletcher? Ho bisogno di un esperto. Da sola non ce la faccio: è un po' come i figli di Brooke Logan di Beautiful: ho perso il conto. Il più "sfigato", però, è senz'altro Grady. Jessica, di volta in volta, gli fa da badante, da chaperon, da governante: gli trova le fidanzate, fa da paciera, lo tira sempre fuori dai guai, lo vizia. Insomma, oltre che una detective sopraffina, la signora Fletcher è una zia modello. Anche perché non ha figli suoi e con qualcuno dovrà pur fare la chioccia.

4. Jessica sa preparare il tè delle cinque. Che ci sia un morto in salotto o un cadavere in fondo al lago, la signora in giallo è imperturbabile. Prima di delineare qualsiasi strategia investigativa, invita i suoi compagni di merende (Amos, il "signor Cunningham" di Happy Days e Seth, il ginecologo tuttofare di Cabot Cove) a bere una tazza di Earl Grey fumante. Perché, d'accordo la sciagura, ma mica si può bypassare così impunemente la tradizione!

5. Jessica è una femminista moderna. Tutti la vogliono, tutti la invitano. A Boston e a New York, in genere, ma anche a Washington, per presentare l'ennesimo romanzo giallo. Secondo la fiction dovrebbe avere più fan di Hillary Clinton e Mary Higgins Clark messe insieme. L'amabile vecchietta è capace di prendere un aereo last minute per spostarsi dal campagnolo Maine agli Usa civilizzati. L'avete mai vista lamentarsi per una camera d'albergo? L'avete mai vista sbuffare perché la cena non è all'altezza? Io no. Non ha atteggiamenti da diva, si batte per i diritti delle tardone. E sfoggia abiti da cocktail come atti politici: il corpo decadente è mio e me lo valorizzo io. Voto: 10 e lode.

 

Vi ho convinto?

Su, coraggio, ammettetelo: lo so che anche voi guardate Murder, she wrote. Certo, Jessica Fletcher o la si ama (i fan sono quelli che già gongolano sulle prime note della sigla) o la si odia (i complottisti della prima ora sono quelli che sostengono che porti jella). Io mi rivolgo ai seguaci di entrambe le categorie. Raccontatemi qual è la puntata più bella di sempre. Io voto il 18° episodio della terza serie del telefilm: No laughing matter, tradotto in italiano con “C’è poco da ridere”. Dove recita un giovanissimo George Clooney, con un'orrida camicia a quadretti...

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna