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A tu per tu con Francesca Neri

di Lavinia Rittatore
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Produce lo scandaloso film Melissa P. Recita nella struggente fiction La signora delle camelie. Del sesso dice: da uno a dieci, conta dieci. Sorpresi? La divapiù algida d'Italia è ghiaccio bollente. E si è "sciolta" per noi, tra un colpo di spazzola e un tocco di mascara

Produce lo scandaloso film Melissa P. Recita nella struggente fiction La signora delle camelie. Del sesso dice: da uno a dieci, conta dieci. Sorpresi? La divapiù algida d'Italia è ghiaccio bollente. E si è "sciolta" per noi, tra un colpo di spazzola e un tocco di mascara

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Mettete un pomeriggio a farsi belle. Per la sottoscritta oltre che un piacere è, confessiamolo, un dovere. Ma per Francesca Neri? Lei è già perfetta così: occhi azzurri, pelle di porcellana, labbra carnose. Quando la vedo entrare nel salone romano Notoriety, in pantaloni attillati e camicia scollata total black, mi chiedo perché mai abbia accettato di farsi intervistare da Donna Moderna davanti allo specchio di un parrucchiere. La risposta arriva con un sorriso e una stretta di mano: sì, la Neri è proprio simpatica. Tutto l’opposto della diva algida che vediamo sullo schermo. «Sono solo molto timida»  quasi si scusa l’attrice, che oggi è di nuovo in prima linea. Al cinema produce il film appena uscito Melissa P., ispirato al bestseller Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire e alla scandalosa storia della giovane autrice. In tv interpreta la miniserie La signora delle camelie, tratta dall’omonimo romanzo di Alexandre Dumas, che presto andrà in onda su Canale 5.

Cosa hanno in comune i suoi nuovi impegni?

«Per me sono due “prime volte”, come produttrice e come attrice di fiction».

Le protagoniste di entrambe le storie sono sessualmente molto disinvolte, anche se vivono in epoche diverse...

(Ride) «Il tempo passa, ma le donne restano le stesse...» (il truccatore inizia a metterle il fondotinta).

E Francesca Neri che donna è?

«Anche se sembro glaciale, sono molto romantica e passionale».

Ghiaccio bollente, come le attrici dei film di Luis Buñuel.

«Lo confesso, mi sarebbe piaciuto moltissimo essere la Catherine Deneuve di Bella di giorno, una moglie insoddisfatta che si prostituisce».

Perché ama i personaggi femminili dall’erotismo tanto sviluppato?

«Mi piacciono le storie di donne che  emozionano e mettono in luce il nostro lato oscuro. Che noia le perfettine! È per questo che ho scelto di produrre il film tratto dal libro di Melissa P.».

Ma quanto ghiaccio bollente c’è in lei?

«Diciamo che mi diverto a giocare sul mio aspetto: le donne fatali che seducono restando avvolte nel mistero mi vengono abbastanza bene».

Anche la Neri seduce così?

«La mia strategia è soccombere» (scoppia in una risata contagiosa, mentre il truccatore le passa l’ombretto).

Insomma, quanto conta l’eros per lei?

«Da uno a dieci? Ovviamente dieci».

E quali armi di seduzione usa?

«La verità?».

Certo.

«Mi lascio sedurre. Se devo prendere io l’iniziativa, significa che ho sbagliato qualcosa all’inizio» (altra risata).

Bella strategia, dovremmo usarla tutte. Ma come si fa a non inseguire il principe azzurro?

«È difficile, il sogno dell’amore eterno ce lo portiamo dentro fin da piccole. Come Melissa P., che dopo una delusione sentimentale inizia a fare sesso con chiunque, come se questo l’aiutasse a ritrovare se stessa».

Trova credibile la sua storia?

«Sì, soprattutto nelle piccole città. In una metropoli nulla fa scandalo. In provincia, dove sono cresciuta io, il sesso è percepito ancora come qualcosa di proibito» (ultimo tocco di mascara).

Nella banca dati del cinema mondiale, sul sito “Internet movie database”, è scritto che lei è figlia di Rosalba Neri, attrice di film horror. Lo sapeva?

«Ma no! Ecco perché quando sono andata a lavorare negli Stati Uniti un signore, non più giovanissimo, mi ha  chiesto notizie di mia madre. Diceva di avere lavorato con lei, e si capiva che si era preso anche una bella cotta. Poverino, mi è dispiaciuto deluderlo» (un colpo di spazzola, e la Neri è talmente bella da risultare imbarazzante).

Suo figlio Rocco assomiglia a lei o al papà Claudio Amendola?

«È il clone di Claudio».

Riesce a stare con lui?

«In questo periodo sì. Lo porto a scuola, fa la seconda elementare. E passiamo insieme il pomeriggio».

Lei e Claudio sembrate il giorno e la notte. Cosa vi lega?

«Valori profondi. Tra un uomo e una donna può esserci amore e passione, ma se non ci sono le stesse radici non si va molto lontano».

Pensate a un film insieme?

«A volte, ma niente di concreto. Forse è anche per questo che la nostra storia funziona».

Quindi non seguite l’esempio di Tom Cruise e Nicole Kidman...

«Eh sì, recitare sullo stesso set porta male... Meglio evitare ogni forma di concorrenza diretta»(ride).

Se non è il lavoro, qual è la cosa che vi piace di più fare in due?

«Tra quelle che si possono dire? Andare in giro per ristoranti».

Dalla sua taglia non si direbbe che è  una buona forchetta.

«Si vede da quella di Claudio!».

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