del

Alex Britti

di Moreno Pisto
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Che romanticone... Con la Corna è finita da un pezzo, eppure per il cantante la loro resta una grande passione. E, anche se con il disco e il musical si sta togliendo un sacco di soddisfazioni, lui aspetta ancora la donna da amare

Che romanticone... Con la Corna è finita da un pezzo, eppure per il cantante la loro resta una grande passione. E, anche se con il disco e il musical si sta togliendo un sacco di soddisfazioni, lui aspetta ancora la donna da amare

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La mia intervista con Alex Britti comincia con un contrattempo. Dovevamo incontrarci il 14 dicembre a pranzo per parlare di Lungomare, il musical che il cantante romano ha scritto insieme al conduttore Maurizio Costanzo. E invece Alex mi ha dato buca. «Non sta bene, ha la febbre» mi dice la sua agente. L’appuntamento slitta alle 15,30 del giorno dopo. Quando arrivo all’hotel Melià di Milano, Alex è seduto nella hall, con i capelli ricci tenuti a bada da una fascia e gli occhi rossi. La prima domanda è d’obbligo.

Come va oggi?

(Si alza per stringermi la mano, poi riaffonda nel divanetto) «Meglio. Scusa per ieri, davvero. Sai, ho fatto un concerto a Radio Italia, poi siamo andati a cena e... ho esagerato un po’. Così ho preso freddo. Guarda qua, sono vestito come una nonna» (indica il maglione di lana. In sottofondo si alternano musica blues e jazz. Alex sembra nervoso. Parla lentamente, si mangia, anzi si divora, le pellicine delle unghie. E non fa altro che picchiettare le dita sul tavolo).

Non riesci a stare fermo?
«Quando sento delle note devo suonare qualcosa, è più forte di me».

Oltre che un bravo musicista, sei anche un bell’uomo. È meglio una chitarra o una donna?

(Aggrotta le sopracciglia) «Meglio una donna. Non si può vivere senza una persona vicino».

Eppure tu sei single da un po’. Luisa Corna, la tua ex compagna, presenta Domenica in. La guardi mai?
«No, non c’ho mai tempo. Sto lavorando troppo (fa una pausa). E poi se voglio rivedere una persona con cui sono stato insieme faccio prima a telefonarle, no?».

E lo fai spesso?

«Io e Luisa non ci sentiamo, ognuno ha la sua vita (altra pausa). Ma tra noi c’è un rapporto sereno. Scusa, però stiamo parlando di roba vecchia».

Le storie finite sono al centro del tuo  ultimo album, Festa.
«Adesso questo è l’unico modo in cui riesco a pensare all’amore. Ho fatto una riflessione su quello che ho vissuto e l’ho scritto, ecco tutto».

Ti manca un rapporto forte?

«Sì, certo. Qualche storia importante l’ho avuta anch’io, so come ti senti quando provi certe emozioni. Da un lato mi dico: che cavolo, perché ora non ci riesco? Sì, insomma, mi dispiace. Dall’altro, però, sto facendo tesoro di questa solitudine. Così, quando arriverà la donna da amare, la apprezzerò ancora di più».
Non hai nessuna relazione ora?
«Non sono un asceta o un masochista. Ma da qui a parlare di grande amore ce ne passa».

E Luisa ti manca?
«Sì, nel senso che mi manca una persona che mi stia vicino. Con lei ho condiviso una passione intensa per molti mesi. Ma è finita due anni e mezzo fa. E poi, scusa, so’ fatti miei».

Ora scrivi musical con Costanzo...
«Maurizio ha una marcia in più. Fai un discorso e sa già dove vai a parare. Lavorare insieme è stato entusiasmante, siamo complementari: lui è la razionalità, io l’istinto».

Come sta andando Lungomare?
«Un successo. Sai, ci sono alcuni ragazzi di Amici, il programma di Maria De Filippi, c’è il nome di Costanzo, il mio. Sono tutti elementi che destano curiosità. E lo show è bello».

È la storia di un giovane che sta per diventare un delinquente, poi si pente e cambia. Tu come sei messo in fatto di trasformazioni?
«Benissimo, è come se avessi vissuto già tre vite».

Qual è stata la prima?

«Quella di un ragazzo normale. Padre macellaio a Roma, madre che lavorava nel negozio di famiglia, io a scuola. A ragioneria sono stato bocciato due volte: preferivo suonare. Così quando ho cominciato a cavarmela da solo me ne sono andato via di casa».

Dove?
«Ad Amsterdam».
Coffee shop e quartiere a luci rosse...

«Macché. Suonavo la chitarra in un gruppo. Eravamo sempre in giro per locali: Francia, Belgio, Germania. Ho conosciuto un sacco di musicisti stranieri. Vabbè, dai, qualche canna me la son fatta, e pure volentieri. Ma la droga non mi ha mai interessato».
E poi?

«Ho scritto Solo una volta ed è piaciuta. Così, a 30 anni, ho iniziato la mia terza vita. Sono diventato un cantante, è arrivata la notorietà. Ho perso alcuni amici, ne sono arrivati altri. Ed eccomi qua... E guarda che Luisa Corna con tutti questi cambiamenti non c’entra niente. Te lo dico subito, così eviti di farmi la domanda che stavi per farmi».

Alex Britti

Alessandro Britti nasce a

Roma il 23 agosto 1968. Figlio

unico, dopo il diploma in ragioneria va a vivere da solo in un monolocale di 20 metri quadri a Trastevere, poi parte per Amsterdam. Da lì gira l’Europa con il gruppo blues di cui è il chitarrista. Il suo

talento viene apprezzato anche da celebri musicisti blues americani come Buddy Miles

e Billy Preston, che Britti affianca nei loro tour italiani. Alex ha avuto due storie d’amore con due conduttrici

tv: Chiara Tortorella nel

2001 e Luisa Corna nel 2003.

I suoi successi

Ad Alex Britti gli anni dispari portano fortuna. Nel 1997 il cantante esordisce con il singolo Solo una volta. Nel 1999 prima vince il Festival di Sanremo nella categoria “Giovani”, poi viene premiato come

artista rivelazione al Festivalbar. Nel 2003 arriva secondo a Sanremo con 7.000 caffè. Quest’anno ha partecipato al Live 8, il megaconcerto contro la cancellazione del debito, e ha riempito i teatri con il tour per la promozione del suo quarto cd, Festa.

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