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Leicester campione: in Italia, potrebbe mai accadere?

di Flavio Pagano
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Il Leicester, piccola squadra, è diventato Campione d’Inghilterra: la favola di Davide che batte Golia è diventata realtà. Ma in Italia sarebbe potuto accadere? O siamo così poco meritocratici che, anche nello sport, premiamo solo le cordate? Lo scrittore Flavio Pagano dice la sua.

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Il Leicester, piccola squadra, è diventato Campione d’Inghilterra: la favola di Davide che batte Golia è diventata realtà. Ma in Italia sarebbe potuto accadere? O siamo così poco meritocratici che, anche nello sport, premiamo solo le cordate? Lo scrittore Flavio Pagano dice la sua.

Il Leicester di Claudio Ranieri stravince la Premier League dopo una lunga, entusiasmante e a tratti commovente fuga, e sempre più, quello degli italiani, sembra un destino ineluttabile: per aver successo, bisogna espatriare.

Sarebbe stato possibile in Italia?

Di sicuro è accaduto. Col Verona di Bagnoli, per esempio, ma parliamo di 31 anni fa. Oggi, francamente, è difficile immaginare il Carpi o il Torino scippare lo scudetto dal petto della Juve o del Milan. Da noi al massimo si applaude con un vago paternalismo qualche piccolo agnellino sacrificale che si salva dalla retrocessione perché i lupi si sono dimenticati di sbranarlo... Qual è il problema, allora?

Nemmeno lo sport, in Italia, riesce ad essere meritocratico?

È davvero tutto un impasto di intrighi di corte e di milioni? Di sicuro in altri Paesi non c’è la vocazione al complottismo che domina il calcio italiano. Ma la differenza è anche un’altra. La notizia di questa inaspettata (e meritatissima) vittoria, in Inghilterra ha scatenato un’euforia generale. In Italia invece, un simile successo sarebbe stato visto come un’anomalia. Probabilmente si sarebbe parlato di «crisi del calcio italiano». Come a dire: le cose vanno male, se una squadra di provincia batte quelle dei supercampioni...

L'eterna favola dello sport

Fatto sta che, mentre in Europa si progetta di dar vita a un Supercampionato destinato alle squadre più ricche, facendone una specie di esclusivo club per miliardari, e mentre da noi ci si accapiglia per stabilire se questa o quella Società sia così influente da influenzare il risultato delle partite, il Leicester di Ranieri rinnova l’eterna favola dello sport: Davide batte Golia, e vivaddio tutti possiamo continuare a sognare!

L’italian genius di turno ci ha mandato un segnale importante: non guai ai vinti, ma piuttosto guai a chi si arrende. Ecco la lezione che ci viene dallo storico trionfo di questa piccola, grande squadra: quando c’è l’entusiasmo, nessuno sa quello che può accadere. Perché è vero, sì, ci sono i ricconi prepotenti, i raccomandati, gli imbroglioni: ma niente è già scritto.

Ai giornalisti che lo assediavano, tra dolcissime lacrime di gioia Ranieri ha confessato: «Ora posso dirlo, io ci ho sempre creduto, fin dal principio...»

Ed eccola la parolina magica: cre-der-ci.

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