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Chandler, un giallista nell’olimpo dei Meridiani

di Antonella Trentin
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Beveva e fumava, forse per assomigliare al mitico detective Marlowe dei suoi noir. Oggi l'autore americano degli anni Trenta viene celebrato dalla prestigiosa collana Mondadori. Qui vi raccontiamo chi era

Beveva e fumava, forse per assomigliare al mitico detective Marlowe dei suoi noir. Oggi l'autore americano degli anni Trenta viene celebrato dalla prestigiosa collana Mondadori. Qui vi raccontiamo chi era

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Un grande scrittore che ha rivoluzionato il giallo d'azione: ecco chi è Raymond Chandler. «Prima di lui, il genere poliziesco ruotava intorno a un delitto da risolvere pagina dopo pagina» dice Stefano Tani, docente di Letterature comparate all'università di Verona e autore del saggio introduttivo di Romanzi e Racconti, il primo dei due volumi che la collana I Meridiani Mondadori dedica al giallista americano. «Raymond Chandler crea il cosiddetto "hard-boiled", il racconto realistico, violento, metropolitano. Un affresco dell'America anni Trenta dopo la fine del proibizionismo». Nelle pagine di Chandler, per dirla con l'autore, "il delitto esce dal vaso di cristallo e viene buttato in mezzo alla strada". «I suoi personaggi sono avvolti da un alone romantico e sono raccontati con maestria» aggiunge Stefano Tani. «Assieme a Edgar Allan Poe e a Dashiell Hammett, Chandler è il primo vero scrittore che spinge il giallo al limite».

>>Il capolavoro
Tra il 1939 e il 1959, anno della sua morte, Chandler scrive sette romanzi e decine di racconti noir. Qual è il titolo da non perdere? «Direi Il lungo addio» spiega Laura Grimaldi, giallista e traduttrice dei romanzi chandleriani per la collana I Meridiani. «È un libro con una freschezza e un'ispirazione particolari, mai ripetitivo nelle battute. Ma soprattutto è una storia di amicizia virile e disinteressata tra un investigatore e un occasionale compagno di sbronze».

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La citazione d'obbligo è nella penultima pagina: "Arrivederci, amigo. Non vi dico addio. Vi dissi addio quando significava qualcosa. Vi dissi addio in un momento di tristezza e di solitudine, quando sembrava definitivo".

>>Il personaggio

Alto, piacente, un Don Chisciotte ironico e amaro. È Philip Marlowe, il protagonista di tutti i romanzi di Raymond Chandler. "Ero esattamente quello che ci si aspetta da un elegante investigatore privato. Andavo a far visita a quattro milioni di dollari": si presenta così il detective all'inizio de Il grande sonno, il primo (e uno dei più famosi) romanzi di Chandler. «Marlowe è la versione moderna del pioniere e del cowboy» spiega Stefano Tani. «È sempre alla ricerca di nuove frontiere, di una verità nascosta. È un eroe solitario in lotta contro il male. Ma è anche un terribile moralista e narcisista».

>>Gli ambienti
«Raymond Chandler è tra i primi scrittori ad annettere Los Angeles, città dura, corrotta e sudata, nella mappa della letteratura» dice il critico Stefano Tani. «I suoi romanzi sono ambientati nella scintillante Hollywood e nelle dimore dei ricchi petrolieri, così come nei cottage fatiscenti della periferia e nelle cittadine malavitose. A differenza dei gialli classici, la criminalità di Chandler non è più confinata nella stanza del delitto».

>>Le donne

Le figure femminili che attraversano la vita del detective Philip Marlowe sono tutte magnifiche e indecifrabili. «Come lui indossano la maschera del cinismo per difendersi dal mondo» dice Stefano Tani. «In realtà, le donne create da Chandler hanno animi sensibili e delicati.

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Tra loro e il detective si svolgono sempre conversazioni brillanti, dove ciascuno dà il meglio di sé quanto a ironia e battute. Ma solo in tre casi Marlowe le conquista davvero».

>>I film

Chi incarna l'eroe di Chandler al cinema: Humphrey Bogart ne Il grande sonno di Howard Hawks o Robert Mitchum in Marlowe poliziotto privato di Dick Richards? «Bel dilemma» scherza Roberto Nepoti, critico cinematografico de la Repubblica. «Bogart è l'attore che ha trasformato Marlowe in un mito, nel detective più fascinoso di Hollywood. Ricordate il cappello a falde, la sigaretta che pende dalla bocca e il tic al labbro superiore? Io, però, preferisco Robert Mitchum. È più vero, meno ingessato, è un Marlowe perfetto: con le sue rughe e l'aria stanca da cavaliere errante disincantato. Non mi convince, invece, l'attore Elliott Gould ne Il lungo addio di Robert Altman. È troppo scanzonato e leggero».

>>L'alcol
Ovvero: il grande amore di Chandler. E, naturalmente, del suo alter ego letterario. «Per Marlowe il paradiso è un bar fresco e in penombra» spiega Stefano Tani. «Davanti a lui c'è una bella donna con un bicchiere di whisky che intesse una conversazione malinconica. L'alcol aggiunge sapore ai giorni, è antidepressivo, dà coraggio al detective. Nella vita reale, Chandler l'ha usato per evitare di sentirsi sempre sull'orlo dell'abisso. Ma da giovane gli è costato il posto in una compagnia petrolifera. E da vecchio l'ha condotto alla morte».

>>Gli eredi

Chandler ha avuto una moglie più anziana, un gatto nero e nessun figlio. Eppure i suoi eredi sono tantissimi. «Nei miei libri e in quelli di Andrea Camilleri, nelle pagine di autori americani come McBain ed Ellroy: in tutti c'è un po' di Chandler» dice lo scrittore Carlo Lucarelli. «I nostri detective assomigliano a Marlowe: hanno a che fare con un sistema di potere più forte di loro, sono buoni ma non hanno paura di sporcarsi con il mondo che li circonda. E usano il linguaggio diretto, cinematografico, che Chandler ha imparato facendo lo sceneggiatore a Hollywood».

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Così si entra tra gli "immortali"

Uscito il 7 giugno scorso, Romanzi e Racconti è il primo dei due volumi

che I Meridiani Mondadori dedicano al giallista americano Raymond Chandler (il secondo uscirà nel 2006). Con la copertina in pelle blu e le pagine sottili in carta india, I Meridiani sono edizioni di lusso. La collana è nata nel 1969 e oggi conta 300 titoli di autori di

tutti i tempi. Ma come si entra a farne parte? «Scegliamo i libri che hanno segnato la

storia della letteratura» spiega Renata Colorni, direttore editoriale della collana. «Testi dove scrittura e stile hanno fatto scuola. Ogni volume richiede anni di lavoro: da un minimo di tre

fino a tredici, come nel caso di Dante o Petrarca. Quando si tratta di scrittori stranieri, cerchiamo sempre di offrire una nuova traduzione. Da qualche anno, poi, abbiamo ampliato la cronologia, perché la biografia dell'autore interessa molto. Quella di Chandler ha la forza di un romanzo».

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