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Checco Zalone, ma perché ci piaci così tanto?

di Mattia Carzaniga
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Nella sale il film "Quo vado?" di Checco Zalone ha fatto il boom di incassi: finora, 22 milioni di euro. Ma perché la sua comicità ci piace così tanto? Secondo noi, per 5 motivi. Eccoli

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Nella sale il film "Quo vado?" di Checco Zalone ha fatto il boom di incassi: finora, 22 milioni di euro. Ma perché la sua comicità ci piace così tanto? Secondo noi, per 5 motivi. Eccoli

Fa ridere

E su questo non si discute. Già la faccia da (finto) tonto strappa il sorriso senza sforzo, quando poi attacca a parlare nel suo barese strascicato diventa davvero irresistibile. Per non parlare delle canzoni: La prima repubblica, hit in stile Adriano Celentano scritta per l’ultimo film già campione di incassi Quo vado?, è a un passo dall’essere eletta inno nazionale. Quasi quanto la battuta «Al Polo Nord fa più freddo che a Roccaraso!», diventata già tormentone tra i 3 milioni (e più) di italiani che hanno visto il film nel primo weekend di programmazione.

Racconta l’Italia di oggi

I diritti degli omosessuali in Cado dalle nubi, l’integrazione (im)possibile in Che bella giornata, la crisi e la paternità in Sole a catinelle. Ora in Quo vado? spazio a lavoro e ansia tutta italiana del posto fisso. L’Italia arranca (e continua a restare indietro), Checco nel frattempo la fotografa in modo neo-fantozziano. «Siamo l’anti-satira», sostiene il fidato regista e collaboratore Gennaro Nunziante, con Zalone fin dall’inizio. Perché non c’è solo la battuta e lo sfottò, ma un’analisi precisa di quel che accade nel nostro Paese oggi, attraverso il punto di vista di uno “sfigato” come tanti, in cui tutti ci possiamo riconoscere. «Checco è tutti noi, con i nostri pregi e i nostri difetti», osserva Pietro Valsecchi, il produttore dalle uova d’oro che fin dal primo momento ha scommesso sul comico pugliese. E non aveva torto.

Ha inventato una lingua nuova

Già il nome è un’invenzione a suo modo “letteraria”: viene da «che cozzalone», espressione dialettale pugliese che si potrebbe tradurre con «che tamarro» (lui, come ormai tutti sanno, all’anagrafe si chiama invece molto più anonimamente Luca Medici). Poi c’è stato il ritornello di Siamo una squadra fortissimi, diventato ormai un modo di dire da Sud a Nord. La lingua di Checco mischia giochi di parole, dialetto e ironia surreale: una miscela di cui solo lui conosce le dosi, ma la ciambella riesce sempre col buco.

Piace a tutti

O altrimenti non si spiegherebbero i numeri impressionanti che sta macinando anche adesso: oltre 22 milioni di euro al botteghino solo nei primi 3 giorni di programmazione di Quo vado?. Al cinema ci vanno i nonni e i bambini, i “pop” e gli “snob”, i teledipendenti e i letterati, il premier Matteo Renzi e lo stesso Celentano, che in prima pagina sul Corriere della Sera scrive un’ode a Checco. E sui social è ora tutta una gara a saltare sul carro del vincitore, con chiunque che si professa “zaloniano” della prima ora, contro gli altri che vanno controcorrente forse solo per strappare ancora più like. Checco è il tema del 2016 appena iniziato, dai bar alle bacheche di Facebook. Non a caso, per lanciare il suo film Zalone non ha scelto il solito trailer, ma tre spot inediti diventati subito virali. Strategia di marketing o capacità innata di parlare ai milioni di pance del Paese?

Batte anche Star Wars

E non solo. Se oggi Il risveglio della Forza ha guadagnato in 3 settimane quello che Quo vado? ha fatto in 3 giorni, finora Zalone detiene anche il primato di film italiano di maggiore incasso di sempre con Sole a catinelle, che nella classifica delle pellicole più viste in generale da noi è secondo solo ad Avatar (52 milioni di euro per il nostro contro i 67 del kolossal fantascientifico di James Cameron). La partenza col botto di Quo vado? promette però di polverizzare qualunque record. Checco Zalone piacerà definitivamente più di tutti, anche degli alieni blu del pianeta Pandora.

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