del

Colin Farrell

di Elisa Leonelli
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Dimenticate la sua fama di cattivo ragazzo. Colin Farrell, presto al cinema con Miami Vice, giura di aver chiuso con alcol e droga (e pure con le donne). Chi l'ha convinto? Un frugoletto di nome James

Dimenticate la sua fama di cattivo ragazzo. Colin Farrell, presto al cinema con Miami Vice, giura di aver chiuso con alcol e droga (e pure con le donne). Chi l'ha convinto? Un frugoletto di nome James

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Colin Farrell arriva all'hotel Four Seasons di Los Angeles preceduto dalla sua fama di amante degli eccessi e delle belle donne. A Hollywood, fino a qualche tempo fa, era praticamente impossibile incontrarlo a un party senza un drink in mano o una modella al suo fianco (o entrambi). Pare che durante le riprese di Alexander una sera si fosse ubriacato a tal punto da rompersi una caviglia cadendo dalla finestra dell'albergo. E si mormora che sul set del suo nuovo film, Miami Vice, abbia fatto girare la testa perfino alla star orientale Gong Li. Anche di persona, in effetti, il divo irlandese ha quello sguardo da duro e quel sorriso disarmante che sono il marchio di fabbrica dello sciupafemmine. Ma, care fan, tenetevi forte: durante questa intervista si è lasciato andare a una confessione sorprendente e tenerissima. Vi diamo subito una piccola anticipazione: con le sbronze e le notti brave il cattivo ragazzo del cinema ha chiuso. Il motivo lasciamo che sia lui stesso a raccontarvelo.

Da ragazzino vedeva la serie tv Miami Vice, da cui è tratto il suo film?

«Certo! Ricordo le camicie alla moda, le macchine mozzafiato, i bikini delle ragazze... E a un tratto sono entrato in un bar dicendo: sono Sonny Crockett. È stato fighissimo!».

Al cinema sembra più muscoloso...

«Non è un’impressione. Per essere  credibile nel ruolo che in tv era stato di Don Johnson mi è toccato fare pesi: una noia mortale. E ho dovuto pure ingurgitare litrate di schifosi bibitoni proteici! Ma è il mio lavoro».

Ha anche imparato a ballare la salsa, a giudicare dalla scena con Gong Li.

«Per girare quei tre minuti di pellicola ho preso due mesi di lezioni. Mi guardavo allo specchio e mi dicevo: non solo mi sento un idiota, lo sembro davvero! Ma anche questo è lavoro».

Appunto, lei lavora a ritmi frenetici: sei film negli ultimi due anni.

«Vero, ma mi va bene così. Tempo fa stavo giusto pensando: stacco la spina per un po'. Poi squilla il telefono: Woody Allen ti vuole nel nuovo film. E non ho staccato un bel niente».

Dove trova il tempo per le donne?

«Non lo trovo. Sono single e tale resterò per il prossimo futuro. Non ho la testa per una relazione fissa: troppo impegno. Da sette anni vivo con la valigia in mano e dormo in una stanza d’albergo. Quando ti senti giù, può essere bello farsi consolare. Ma il più delle volte, alla fine di una giornata sul set, ho voglia di starmene da solo».

Eppure ha avuto un sacco di donne, e di guai correlati. Sei mesi fa una sua ex ha messo su Internet un vostro video a luci rosse. Pochi giorni fa un’altra l'ha insultata in diretta tv.

«Le donne mi piacciono, non c’è niente di male nelle storie da una notte e via. Ma non confondo sesso e amore».

Cosa significa per lei essere innamorato?

«È fantastico e terribile allo stesso tempo: ti manda su di giri e ti getta nella disperazione come nessun'altra cosa al mondo. A me è capitato un paio di volte, e mi considero fortunato».

Corre voce che si sia sposato in segreto con Lake Bell, la sua partner in Pride and glory di Woody Allen.

«Ah sì? Be', se mi fossi sposato mi sarebbe piaciuto essere invitato, non le pare? E non mi sembra proprio di aver partecipato al mio matrimonio».

Ma state insieme?

«In questo momento l’unica persona che conta è mio figlio James».

Riesce a passare del tempo con lui, nonostante il superlavoro?

«Certo, come tutti i papà single. Quando sono troppo impegnato sul set, a lui bada mia sorella, che è anche la mia assistente e mi segue ovunque».

La paternità l'ha cambiata?

«Per la prima volta amo qualcuno in modo assoluto, incondizionato. E ho la certezza che durerà per sempre: con le donne non mi succede. Ho anche iniziato a pensare al futuro. Fino a poco tempo fa non me ne fregava niente di campare a lungo, volevo soltanto vivere al massimo».

Un giornale irlandese ha scritto che in una settimana lei buttava giù 30 litri di birra, 12 di vino rosso, 20 pastiglie di ecstasy, 4 grammi di cocaina, 6 di anfetamine e 15 di hashish.

«Ero come una candela accesa da entrambi i lati. Ma finite le riprese di Miami Vice ho capito che dovevo fermarmi per non finire bruciato. Da sei mesi non tocco un goccio d’alcol».

Le piace la vita da sobrio?

«Non molto, a dire la verità. Però è l’unico modo per essere il miglior padre possibile per James».

Colin Farrell nasce il 31 maggio 1976 a Castleknock, in Irlanda. Suo padre Eamon è un famoso calciatore. Da ragazzo Colin vuole seguire le sue orme ma poi cambia idea e si iscrive a una scuola di recitazione di Dublino. L’attore è un amante della vita spericolata, che si tratti di alcol, di sesso o di droga. Nel luglio del 2001 sposa l’attrice Amelia Warner, ma il matrimonio dura solo fino a novembre. Nel settembre 2003 ha un figlio, James, dalla modella Kim Bordenave. Adesso Farrell giura di aver messo la testa a posto. E di essere single.

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