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Paperino e il messaggio nascosto nel suo compleanno

di Paolo Federici
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Paolo Federici
Un'opinione di

Paolo Federici

Giornalista da 25 anni, ha scritto di ambiente, scienza, salute, medicine alternative, benessere,...

Oggi Paperino compie 80 anni. Avrei dovuto liquidare la cosa con un “embé?”, invece… invece mi sembra che li festeggi uno di famiglia, anche se è da qualche decennio che non leggo più le sue storie (sì, ho trasmesso la passione a mio figlio, ma non è la stessa cosa).

Mi sorprendo persino a essere contento che sia diventato direttore – anche se solo per un numero – del giornale a fumetti più famoso al mondo. E quando mi sono accorto che in copertina ha strappato il timone a Topolino (lo ha sostituito in uno dei più celebri fotogrammi della storia dei cartoni animati) mi si è disegnato in faccia un sorriso perfido.



Non c’è storia: Paperino è sempre stato il mio preferito (beh, anche Paperoga e Pippo se la cavavano bene nella mia classifica). Ma immagino di non essere l’unico. Ho l’impressione che in Italia il suo predominio sia incontrastato: a noi non piacciono troppo i primi della classe in stile Topolino. E, anche se magari non vogliamo ammetterlo, siamo abbastanza un Paese Paperino.

Lo zio di Qui Quo e Qua è simpatico ma poco affidabile, ribelle ma frustrato, scansafatiche ma capace di inventarsi vie d’uscita inaspettate, entusiasta ma incostante (uhm… certo che, detto così, non mi pare che ne venga fuori un gran ritratto: né per lui, né per noi…): nessuno gli affiderebbe un compito importante (per dire, al posto di Renzi ci vedrei Topolino, di sicuro non il papero), ma se mi chiedessero con chi preferirei partire per una vacanza, io indicherei lui.

Perché? Per i motivi che illustra Paperina nell’ultimo numero: «Sono uscita con Gastone. Tutto è filato liscio, abbiamo subito trovato parcheggio davanti al cinema, due biglietti omaggio perché lui era il milionesimo spettatore… Sai che divertimento… Non mi sono mai annoiata tanto! Se invece fossi stata con te, Paperino, le emozioni non sarebbero mancate» (e che quelle dichiarazioni d’amore fossero solo una sua fantasia, un po’ da sfigato, è un particolare senza importanza…).

In un’altra tavola, Paolino Paperino dichiara che «La mia non è una vita semplice! Ci sono però certi giorni in cui tutto sembra volgere al meglio». Ecco, allora intuisci che il suo segreto sta tutto in quel piccolissimo “sembra”: Paperino è un sognatore (non per niente passa metà del suo tempo pisolando sul divano), uno capace di guardare la vita con una leggerezza che Topolino non si sogna neanche.

Là dove manca in serietà, compensa con la sua umanità.

Ma... non pare anche a voi che Paperino sia un concentrato degli stereotipi su pregi e difetti di noi italiani?

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