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… Cortés: l’uomo che si intervista con “mucho gusto”

di Lavinia Rittatore
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Già vederlo muoversi sul divano del suo studio è uno spettacolo. Immaginate che emozione danzare guancia a guancia con il re del flamenco, in tournéein Italia! Sexy come non mai, Joaquín è talmente assediato dalle fan da avere bisogno del bodyguard. Ma per la nostra Lavinia ha fatto un'eccezione

Già vederlo muoversi sul divano del suo studio è uno spettacolo. Immaginate che emozione danzare guancia a guancia con il re del flamenco, in tournéein Italia! Sexy come non mai, Joaquín è talmente assediato dalle fan da avere bisogno del bodyguard. Ma per la nostra Lavinia ha fatto un'eccezione

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Il suo studio di Madrid non poteva che essere nella centralissima Gran via, a metà strada fra il Teatro Lope de Vega che ospita il musical di Broadway Mamma mia, tratto dalla famosa canzone degli Abba, e la Compagnia dei balletti imperiali russi. «Hola! Hablamos italiano così mi essercito» mi saluta con un passo di danza lo spagnolo Joaquín Cortés, 36 anni, il ballerino più sexy del momento. Indossa una T-shirt nera, jeans e sandali bianchi, porta i capelli lunghi fino al collo, la barba leggera e ha la carnagione ambrata della sua terra, l'Andalusia.

«Desculpame, scusami se tengo gli occhiali, ma ho un fastidio agli occhi» dice Joaquín mischiando l'italiano con lo spagnolo e scandendo le parole con una lieve erre moscia. È irresistibile, come in Mi Soledad, l'emozionante spettacolo che il ballerino sta portando in tournée in diverse città italiane (per informazioni, tel. 0248057329). Un vortice di jazz, ritmi cubani e sensuale flamenco.

Joaquín, che cosa dobbiamo aspettarci da Mi Soledad?
«In italiano il titolo dello spettacolo significa "La mia solitudine". Sono 24 anni che ballo e avevo voglia di proporre qualcosa di nuovo, di più intimo. Così, è nato questo dialogo interiore con me stesso. La prima parte dello show, infatti, è introspettiva. La seconda, invece, è una festa gitana, un'esplosione di allegria con dieci musicisti in scena e sei cantanti. Oltre a me che ballo, naturalmente».

È trascinante?

«Come può esserlo il flamenco» (sfodera uno dei suoi migliori sorrisi).

Si rende conto di essere molto seducente?
«Yo?» (finge stupore).

Ma sì, lei è sicuramente uno degli uomini che tutte le donne vorrebbero corteggiare.

«No, no. Ci deve essere un errore» (si sfila i sandali e si mette comodo sul divano).

Nessun errore, si fidi...

«Quando mi alzo la mattina e mi guardo allo specchio vedo la faccia di un uomo normale, né bello né brutto» (è chiaro che sta mentendo).

Non mi dica che non vede le fan in delirio durante i suoi spettacoli.

«Sì, certo che le vedo! Ma, mi creda, nella vita di tutti i giorni sono una persona timida e discreta. Quando salgo sul palcoscenico, però, mi trasformo, come una mariposa».

Come una farfalla?

«Esattamente. Subisco una metamorfosi completa. Divento un'altra persona».

Quindi le dà fastidio essere considerato un sex symbol?

«Per niente. Fa parte del successo. So che i miei show sono un inno alla sensualità e alla passionalità e che sono apprezzati per questo. La cosa seccante è che quando sono in giro per strada o in qualche locale c'è sempre un gruppo di mujeres, di donne, che mi riconosce e mi chiede di ballare. Non lo sopporto, davvero» (con un aggraziato gesto felino incrocia le gambe sul divano).

Le succede spesso?

«Soprattutto in tournée. Allora mi muovo con il bodyguard. Qui a Madrid, invece, non ho problemi».

Come è nato il mito Cortés?

(Ride) «Mito... Che esagerazione! Ho iniziato a danzare a 12 anni. Uno zio, grande ballerino di flamenco, mi ha spinto a iscrivermi a una scuola specializzata. Ho lavorato duro, non solo flamenco, ma anche danza classica e contemporanea. Ballavo sempre, in classe, a casa. Tanto che mia nonna mi rimproverava perché facevo tremare il pavimento. Ero innamorato della danza. E mentre i miei coetanei giocavano a pallone, io mi esercitavo alla sbarra».

Non c'è mai stato un momento in cui si è pentito di aver preso questa strada?

«Mi considero un hombre, un uomo fortunato. Certo, avrei potuto fare altre cose. La danza è la mia vida».

Fama, successo, soldi: c'è qualcosa che le manca?
«Una famiglia tutta mia e anche qualche giorno di riposo».

Una famiglia, quindi una moglie!
«Sì, mi piacerebbe sposarmi e avere dei bambini. E anche stare di più con mia madre, le mie sorelle e i miei nipoti. Lo sa che abitiamo tutti insieme in una grande casa?».

Davvero?

«Sì. Siamo una famiglia del Sud, molto unita. Purtroppo me la godo poco. Sono sempre in giro per il mundo».

Non la facevo così mammone... E sua madre cosa pensa del figlio giramondo?

«Lei è contenta che io abbia trovato la mia strada. E che sia un ragazzo limpio, pulito».

A parte la mamma, c'è qualche altra donna nel suo cuore?

«Me encantería».

Le piacerebbe, allora vuol dire che è solo. Che tipo di donna sogna al suo fianco?

«Femminile. Mi piace sentirmi hombre. Altrimenti a che cosa servirei?» (ride).

Bionda o bruna?
«Non importa, basta che sia femminile e che ami la famiglia».

Qual è la prima cosa che guarda in una donna? Gli occhi? Le mani?
«Non giriamoci intorno. Chi risponde così, in genere, lo fa per galanteria. In realtà gli hombres guardano todo, entiendes? A me, però, piace scoprire anche la sostanza. Sarà per questo che, anche se ho incontrato tante bellissime donne, non ho ancora trovato quella che fa per me».

Lei ha avuto una burrascosa relazione con la top model Naomi Campbell: siete rimasti amici?
«Sì. Ci vediamo appena possiamo, Naomi è una donna fantastica».

Quando ha fatto l'ultima vacanza?

«Ohi, ohi. Forse due anni fa? Sì, quattro giorni ai Caraibi».

Difficile con questi ritmi andare a caccia dell'anima gemella.

«In effetti...» (ride).

A proposito di impegni. Cosa farà dopo la tournée?
«A settembre girerò in Brasile un film sulla danza con Spike Lee».

Un'ultima domanda. Ma la prego non mi consideri come una di quelle mujeres che la fermano per strada: mi concede un ballo?

(Fa un piccolo inchino, sorride e si avvicina) «Con mucho gusto» (e mi abbandono fra le sue braccia).

Il personaggio

Joaquín Cortés nasce a Cordoba, in Spagna, il 22 febbraio 1969.

A 12 anni si trasferisce a Madrid

e studia danza classica, moderna e flamenco. Da allora, Cortés

balla sui più prestigiosi palchi del mondo e collabora con le étoile più famose. Nel 1995 debutta al cinema con Pedro Almodóvar. Quando non è in tournée vive

in una grande casa nella capitale spagnola, con la mamma, la nonna, le sorelle e due nipoti. Nel 2001 la sua turbolenta relazione con la top model Naomi Campbell occupa le pagine

dei rotocalchi. Attualmente il

re del flamenco è single.

I suoi successi

A 15 anni Cortés diventa interprete solista del Balletto nazionale spagnolo e con questa compagnia gira il mondo.

Nel 1992 il danzatore fonda la Joaquín Cortés ballet flamenco

e inizia a produrre spettacoli.

Tre anni dopo Pedro Almodóvar lo vuole nel film Il fiore del mio segreto e Carlos Saura lo chiama per Flamenco. Nel 2004

recita in Vaniglia e cioccolato. Adesso Cortés è in tournée

con la sua ultima produzione, Mi Soledad. A settembre

girerà un film con Spike Lee.

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