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Duran Duran: in tour in Italia!

di Silvia Gianatti

Simon Le Bon, John Taylor, Nick Rhodes e Roger Taylor: e chi li dimentica i Duran Duran? Ora il gruppo che più ci ha fatto sognare negli anni Ottanta torna in tour in Italia. Scopri tutte le date

Simon Le Bon, John Taylor, Nick Rhodes e Roger Taylor: e chi li dimentica i Duran Duran? Ora il gruppo che più ci ha fatto sognare negli anni Ottanta torna in tour in Italia. Scopri tutte le date

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Duran Duran: forse li ami da sempre, forse non li hai amati mai. Quel che conta è che tu almeno li conosca, perché si sa che quando si parla di musica, ci sono canzoni che resteranno per sempre. E alcune sono le loro.

Se oggi esistono le boy band e tutto quel che ne consegue, tra scene di isterismo collettivo di cui magari hai in casa un esemplare adolescente e concerti sold out in pochi minuti, un po’ (molto) è sicuramente merito dei Duran Duran, la band inglese che, dopo 30 album e più di 80 milioni di copie vendute, torna in Italia quest’estate per cinque concerti in location esclusive. Si parte dal Teatro Antico di Taormina il 5 giugno e si prosegue con Roma, Verona, Firenze e Milano.

Probabilmente a nulla serve raccontarti perché valga la pena andare a vedere Simon Le Bon, John Taylor, Nick Rhodes e Roger Taylor, lo sai già benissimo da sola. Metti che invece non ne sai niente (o eri distratta o sei di un’altra generazione), vale la pena ripercorrere le tappe della loro storia e carriera. Perché Simon Le Bon e la sua band hanno scritto un capitolo importante nella storia della musica. E se ci sono canzoni ci hanno fatto da colonna sonora, alcune di noi li hanno anche amati pazzamente (e continuano a farlo, perché i grandi amori non finiscono mai).

E così, anche se poi alla fine Simon Le Bon non l’ha sposato nessuna di noi (e neanche John), i Duran Duran continueranno per sempre a farci sognare. E i motivi per vederli dal vivo, sono ben più di uno e se non vuoi andare impreparata, ecco quel che è meglio sapere:

Il nome della band deriva dal cattivo del film Barbarella, il dottor Durand Durand.

Ok, l’isteria da fan l’hanno inventata i Beatles. Ma i Duran Duran hanno amplificato il fenomeno e, se non eri tra quelle che urlavano allora, vale comunque la pena vedere chi urla ancora oggi. Lo spettacolo non è solo sul palco.

Si sono formati a Birmingham nel 1978. Nick e John erano due compagni di liceo. Alla voce c’era un altro. Poi è arrivato Simon Le Bon, studente universitario. E con lui gli occhi a cuore di milioni di fan. Il primo singolo risale al 1981.

Il loro primo album Duran Duran è stato in classifica 118 settimane.

Anche la principessa Diana li indicò come suo gruppo preferito e già solo questo dovrebbe bastare a volerli vedere dal vivo. A volte vale la pena dire “io c’ero”.

Sono tra i pochi gruppi inglesi che hanno conquistato le classifiche americane. E che oggi, a distanza di 38 anni, continuano a far date in Usa (sono stati lì fino a fine aprile, ci torneranno ai primi di luglio).

Fanno parte della nostra storia. No, non siamo inglesi, ma la loro musica ha fatto in qualche modo a tutti da colonna sonora di un momento della vita (se non conosci Save a Prayer o Wild boys è ora di recuperare e fare in modo di vivere qualcosa di bello con quelle canzoni in sottofondo. Ok, anche Notorious).

Sono stati ospiti al Festival di Sanremo per la prima volta nel 1985 e la Duranmania ha invaso del tutto anche l’Italia. E siccome già allora l’editoria cavalcava i fenomeni del momento ecco il libro di Clizia Gurrado che diventa il film “Sposerò Simon Le Bon”. Di qualità o no non importa. Da lì è parito tutto, sia per chi poi ha sognato di sposare Robbie Williams che per chi oggi sogna di sposare Harry Style. O Benji e Fede, se vogliamo stare in Italia tra le sedicenni di casa nostra.

Degli anni ’90 è Ordinary World, canzone che, dopo un momento di declino della band (fisiologico forse, di spaccature interne anche, di gruppi “nemici” con nette divisioni tra fan dei Duran e fan degli Spandau Ballet, di quando li davano per finiti insomma) li riporta sulla cresta dell’onda.

Nel 1997 John Taylor pensa di lasciare la band. Chi c’era, se lo ricorda. Chi non c’era e ha vissuto le boyband successive sa comunque di quale sensazione un addio possa provocare.

Nel 2003 celebrano i venticinque anni con una reunion, quindi il nuovo album Astronaut, quindi Andy Taylor che lascia la band e un disco flop nel 2007. È All you need is now che li riporta in classifica, ma i problemi alla voce di Simon interrompono il tour.

Arriva quindi la Warner a metterli sotto contratto. Ed esce Paper Gods a settembre dell’anno scorso che li riporta di nuovo qui da noi. Il loro ultimo lavoro ci ha fatto ritrovare una band ancora in grado di stare al passo con i tempi. Non tutti ci riescono. E Pressure Off vale come canzone da inserire in quella colonna sonora di vita di cui sopra. 

Quindi: non suonano in Italia da quattro anni (tranne un’apparizione sul palco di piazza Duomo l’estate scorsa), non sappiamo quando ci torneranno. Andiamoci.

Le date:

5 giugno – TAORMINA – Teatro Antico

7 giugno – ROMA – Postepay Rock In Roma @ Ippodromo Capannelle

8 giugno – VERONA – Arena di Verona

10 giugno – FIRENZE – Visarno Arena - Parco delle Cascine

12 giugno – MILANO – Street Music Art @ Assago Summer Arena


I biglietti per tutte le date sono in vendita su www.livenation.it e tramite il circuito TicketOne.


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