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Emma: esce Adesso, il nuovo album

di Andrea Spinelli
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Adesso è l’album che vede Emma per la prima volta interprete, autrice, arrangiatrice e produttrice della propria musica. E la cantante ha in programma anche concerti in varie città italiane

Adesso è l’album che vede Emma per la prima volta interprete, autrice, arrangiatrice e produttrice della propria musica. E la cantante ha in programma anche concerti in varie città italiane

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La pila di foto e il pennarello appoggiati sul tavolo della sua casa milanese accanto a un esemplare fresco di stampa del nuovo cd Adesso mostrano in maniera lampante che per Emma gl’incontri con i giornalisti sono una via di mezzo tra l’intervista e il firma copie. Di fan, infatti, non ne ha solo tra il pubblico dei concerti. «Se avessi dato retta alle critiche la mia carriera sarebbe durata 6 mesi; invece sto qui ormai da 6 anni» sottolinea, con la convinzione di chi ha imparato sulla sua pelle che il successo non è gratis.

«Sono cresciuta in una famiglia in cui la prima regola era: non giudicare. E la seconda: se proprio devi farlo, basati su fatti concreti. Proprio per questo appartengo a quel tipo di persone che non si lasciano trasportare dal pensiero comune». Fra 10 mesi l’attendono 2 concerti al Forum di Assago di Milano, 2 al PalaLottomatica di Roma e 2 PalaFlorio di Bari, intanto per l’amica di Maria è il momento di Adesso, l’album che la vede per la prima volta al centro di se stessa; interprete, autrice, arrangiatrice e produttrice della propria musica.

Questo disco è innanzitutto una scommessa.

“Meno fai e meno rischi. Io invece stavolta mi sono accollata un sacco di responsabilità; a cominciare dalla scelta dei brani, degli arrangiamenti e, soprattutto, dei suoni. Sono passati già 6 mesi da quando ho consegnato il disco alla casa discografica e a chi mi dice “brava, ma potevi fare di più” rispondo: è vero».

Perché mai?

«Perché sono consapevole che Adesso non rappresenta per me un punto d’arrivo, ma di partenza. Il lavoro su queste canzoni è appena cominciato e in tour crescerà ancora, con nuovi stimoli e nuove idee».

Com’è questo album?

«Non volevo un disco alla moda, da alta classifica; volevo un disco per dire delle cose. E dirle così come le avevo in testa. Volevo “trascrivere” in musica il mio carattere. 400 provini in 2 anni danno forse l’idea del lavoro che c’è dietro il disco».

Fra i 13 pezzi ce n’è uno scritto con Amara, Per questo Paese, da cui affiora l’Emma più impegnata che sogna “una Repubblica fondata sull’amore, sull’onore, sull’odore delle cose buone”.

«Prendo addirittura il megafono, per scandire gli slogan di una propaganda che non è politica, ma sociale. Racconta l’Italia attraverso lo sguardo di due donne arse dalla voglia di cambiare. La strofa sull’omosessualità in cui dico che l’amore “non ha sesso né diversità” perché vive “dentro agli occhi di chi dà” l’ho scritta di mio pugno».

Facciamola più semplice è rimasta abbastanza nelle corde dell’autore, Giuliano Sangiorgi. Altre invece sono cambiate parecchio.

«Già, Io di te non ho paura, il pezzo che mi ha scritto Zibba, aveva un’impronta cantautorale mentre io l’ho trasformato in una hit elettronica. Sorprendendo pure lui».

Cosa ti piace del tuo carattere?

«Penso che sia l’attitudine a fare l’artista. E se c’è una cosa che mi manda avanti è proprio la voglia di migliorarmi. Ho un deficit con l’inglese? Vero. E’ per questo che, appena potrò, intendo trasferirmi in Inghilterra per 6 mesi pronta anche a servire cappuccini da Starbucks pur di avere quel contatto diretto con la gente che mi consenta d’imparare la lingua come si deve».

Cosa ti rimproveri?

«La severità che ho messo a volte nel punirmi quando ho sbagliato. Sono stata davvero troppo cattiva con me stessa. Anche se in cuor mio rimango un’impunita, una che non si pente nemmeno davanti agli errori, perché convinta che siano proprio quelli a migliorarci».

Cosa tieni sul comodino?

«Ho appena letto Traslocando di Loredana Berté, mentre il mese scorso è stata la volta di Sei la mia vita di Ferzan Özpetek. Ora ho in valigia Mi sa che fuori è primavera di Conchita De Gregorio e del secondo tomo della tetralogia de L’amica geniale di Elena Ferrante, ovvero Storia del nuovo cognome».

Il sogno che ti è rimasto in valigia?

«Cantare un giorno in uno stadio e magari recitare in un film del mio amico Özpetek».

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