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Emma Watson lancia il club del libro femminista

di Annarita Briganti
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Emma Watson, l'Hermione oggi 25enne di "Harry Potter", ha lanciato in rete un book club femminista, Our Shared Shelf.  È una piattaforma condivisa dove discutere un libro scritto da un'autrice femminista. Segno che si ha voglia di parlare di temi forti e che la lettura "tira", soprattutto tra le donne

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Emma Watson, l'Hermione oggi 25enne di "Harry Potter", ha lanciato in rete un book club femminista, Our Shared Shelf.  È una piattaforma condivisa dove discutere un libro scritto da un'autrice femminista. Segno che si ha voglia di parlare di temi forti e che la lettura "tira", soprattutto tra le donne

Sta facendo il giro della rete l’ultima trovata di Emma Watson, nata a Parigi, cresciuta in Inghilterra, laureatasi in Letteratura inglese in un college americano. Finita la saga di Harry Potter, che l’ha resa un’icona in tutto il mondo, la Watson sta usando la sua fama per la battaglia di parità tra i sessi: dai salari alle opportunità di carriera, senza dimenticare un’emergenza sociale come la violenza contro le donne.

A inizio gennaio, usando il sito Goodreads (www.goodreads.com), l’attrice ha aggiunto alla sua libreria virtuale un classico del femminismo americano, My Life on the Road di Gloria Steinem, giornalista e attivista statunitense, classe ‘34, amata anche da altre dive, da Jane Fonda a Jennifer Aniston. La Watson non si è limitata a condividere questa lettura in rete, ma ha lanciato un Book Club femminista, dandosi un mese di tempo, fino al 31 gennaio, per leggere la Steinem – poco tradotta nella nostra lingua – e discuterne nel gruppo che ha fondato sulla stessa piattaforma, al grido di “Il femminismo è di chiunque”, come recita il loro slogan. Per seguire Emma in questa nuova avventura è sufficiente diventare membro di “Our Shared Shelf” che viaggia verso le 84.000 adesioni in pochi giorni.

E qui veniamo al punto: c’è voglia di ritrovarsi per discutere di temi forti, anche un po’ desueti per le nuove generazioni, come il femminismo, che è stato visto con un certo terrore per il suo carico ideologico, ma che evidentemente riguarda questioni non ancora risolte. Se la crisi del libro aveva fatto chiudere molti Club dedicati alla lettura in Italia, con un calo negli ultimi anni di circa il 20% (dati Associazione Italiana Editori), gli stessi gruppi spontanei di appassionati di letteratura rinascono in rete, con un colore dominante, il rosa, non tanto negli argomenti trattati, ma nel sesso dei partecipanti. Le donne si stanno affermando come le lettrici forti, non solo nel nostro Paese. Il presunto sesso debole sostiene l’industria culturale, affollando le presentazioni, spendendo in consumi culturali, condividendoli sul web. Pensiamo anche al boom di foto di libri su Instagram.

Per partecipare a un Club del libro ci sono due strade. Le librerie indipendenti, su tutto il territorio nazionale, offrono questo servizio, che spesso prevede un’iscrizione a prezzi contenuti e incontri a cadenze prestabilite tra gli scaffali, per discutere del titolo che di volta in volta viene scelto dal gruppo o da un moderatore, se ce ne fosse uno. Ma il vero boom sono i Book Club virtuali. Il portale dal quale partire per capire quale Club faccia al caso vostro è www.ilclubdellibro.it che è anche una comunità su Facebook: Il Club del libro, alla quale ci si iscrive gratuitamente, che raccoglie finora circa tremila lettori. Oppure si può digitare, sempre sul social network di Mark Zuckerberg - che l’anno scorso aveva lanciato un gruppo di lettura con titoli più legati alla saggistica economica e politica –, “Club del libro”. Ne verrà fuori uno in ogni città, al quale unirsi, con recensioni a suon di post. Infine, perché non crearne uno nuovo? I social network sono un’ottima base di partenza, ma esistono anche metodi più artigianali per condividere la passione letteraria, come una mailing list tra amici, vicini o lontani che siano, nella quale si decide cosa leggere e lo si commenta tutti insieme. Gli incontri periodici di un Club di questo tipo potrebbero avvenire anche su Skype, magari con un paio di raduni fisici annuali.

Per quanto riguarda la scelta dei titoli, ci sono talmente tanti volumi interessanti che sarebbe sbagliato limitarla in qualche modo. Ricordiamoci solo tre cose:

1 Nel Club del libro non conta apparire, ma essere. La Watson, animata da buonissime intenzioni, ha letto 140 delle 304 pagine del testo che ha scelto. Non vergogniamoci di puntare anche su letture che ci intrattengano, purché rispecchino i nostri interessi del momento.

2 Se decidiamo che il gruppo, reale o virtuale che sia, non ha un capo, facciamo ruotare chi sceglie cosa leggere.

3 Esercitiamo il diritto, teorizzato anche dal bestsellerista francese Daniel Pennac, di non finire un libro che non ci piace. L’importante è non abbandonare il Book Club.

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