del

Fabio Volo

di Lavinia Rittatore
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Complimenti! Due pellicole nelle sale, un programma in radio e uno in partenza in tv, un libro in cantiere. Tra i mille impegni di lavoro, Fabio Volo trova anche il tempo per le donne. Starà cercando quella da sposare? Difficile. Perché, dice, l'amore eterno non esiste

Complimenti! Due pellicole nelle sale, un programma in radio e uno in partenza in tv, un libro in cantiere. Tra i mille impegni di lavoro, Fabio Volo trova anche il tempo per le donne. Starà cercando quella da sposare? Difficile. Perché, dice, l'amore eterno non esiste

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Il telefono fa cinque squilli prima che una voce concitata risponda: «Hallo».

Fabio Volo? Chiamo da Donna Moderna. Avevamo appuntamento per l'intervista alle 9, ora di New York.

«Salve. Può ritelefonarmi tra due minuti? Sono appena uscito dalla doccia».

Due minuti dopo inizia una conversazione tra il serio e il surreale con uno dei talenti artistici più versatili: deejay (conduce Il Volo del mattino su Radio Deejay); presentatore tv (il 3 aprile parte su Mtv il suo nuovo programma, Italo-Francese); attore (è il protagonista di  Uno su due e Manuale d'amore 2); scrittore (sta lavorando al suo quarto libro).

Come mai è a New York?

«Per vedere se qui riesco a scrivere. Il mio nuovo romanzo è ambientato tra l'Italia e l'America».

Di cosa parla?

«Esplora la terra di mezzo tra l'essere e il non essere fidanzati».

L'ha trovata, l'ispirazione?

«Ieri ho scovato un caffè perfetto. Peccato che al tavolo accanto un signore mangiasse la zuppa succhiandola dal cucchiaio. Poi ha iniziato a colargli il naso, e tirava su anche con quello...».

Posso farle una proposta?

(Attimo di esitazione) «In che senso?».

Sabato arrivo a New York. Perché non continuiamo l'intervista lì?

(Sospiro di sollievo) «Ma è pazza? Sabato è il mio ultimo giorno qui, la mia ragazza potrebbe offendersi».

Allora ha una ragazza!

«No, spero di trovarla stasera. E poi, vado a comprare magliette. Lo faccio sempre l'ultimo giorno di vacanza».

L'accompagno.

«Non se ne parla».

Devo offendermi?

«No, no. Il fatto è che quando non lavoro mi tolgo il vestito di Fabio Volo».

E sotto che cosa c'è?

«Niente!» (ride).

Forse Fabio Bonetti: è il suo nome...

«Appunto. Quando torna a casa la sera, Bonetti apre l'acqua nella vasca da bagno, mette la pentola sul fuoco, calcola mezz'ora per lavarsi e profumarsi, s'infila la tuta, si siede davanti a un piatto di verdura con poca pasta, guarda un film, legge un libro e va a dormire... Certo preferirei fare l'amore».

Volo seduttore!

«Ultimamente ho letto molto».

È vero che corteggia soltanto quelle che ci stanno? L'ha detto lei...

«Se mi danno buca, ci resto male».

Allora sotto sotto è un tenerone.

«La mia vera personalità la scopro leggendo le interviste sui giornali» (ride).

Quante ragazze ha avuto?

«Otto».

In tutto? A 34 anni?

«Veramente mi riferivo all'ultimo mese».

Ma un minuto fa mi ha detto che prima di dormire legge e basta.

«Detesto gli stereotipi: o dongiovanni o sfigato. Però mi sono fatto una pessima reputazione... E ora nessuna vuole più stare con me».

E le otto dell'ultimo mese? Lei è una contraddizione vivente...

«Nooo...  È che non credo nell'amore totalizzante. I miei sentimenti sono distribuiti su più livelli: la famiglia, gli amici, il lavoro, eventualmente una compagna. Frasi del tipo “Se mi lasci, mi ammazzo” non mi lusingano, anzi».

Quindi il matrimonio non fa per lei?

«Il “per sempre” è un'illusione che ti fa stare bene, ma non esiste. Ci si saccheggia per due, tre anni e poi basta».

Mai stato fidanzato seriamente?

«A 20 anni, per due anni e mezzo».

E poi?

«Tra me e le mie donne c'è sempre un rapporto sereno e aperto. Per il tempo che si decide di stare insieme».

La cosa peggiore che un uomo possa sentirsi dire?

«Che scopata triste».

E una donna?

«Sei come tutte le altre».

In Uno su due si esibisce in una scena di sesso bollente con Anita Caprioli.

«La mia prima in assoluto. Negli altri tre film mi ero fermato ai preliminari, nel quarto glielo ammollo» (ride).

Eccitante o imbarazzante?

«Tecnico, direi. Il regista Eugenio Cappuccio mi prendeva da parte e mi diceva: “Di più, dacci dentro di più”. Così Anita era convinta che ci stessi provando».

Lei sostiene che fa tante cose perché, in fondo, non ne sa fare nessuna.

«Se me la sento, mi butto. Anche se non sono da 10. La mia fortuna è che sono andato a scuola pochissimo, così non hanno distrutto la mia personalità».

Cosa aveva contro la scuola?

«Non mi fidavo di quello che mi dicevano. Per sfogare l'energia che avevo dentro incidevo il mio nome sul banco con il compasso. E le gambe non smettevano mai di andare per i fatti loro».

Be', l'hanno portata fino a New York.

«Sa una cosa? Mezz'ora fa, guardandomi allo specchio, pensavo: hai la terza media, che ci fai qua? Voglio dire: conduco un programma di successo alla radio, tra poco ricomincio la tv, giro il mondo. Per intervistarmi, lei ha fatto un numero di telefono americano. Immagini se gliene avessi dato uno di Busto Arsizio... E pensare che quando ero ragazzo, a Brescia, pianificavo le gite del sabato a Milano fin dal martedì. Posso farle una domanda personale?».

Cioè?

«Porta una taglia 42-44?».

Come ha fatto a indovinare?

«Dalla sua voce. Facciamo così: sabato le compro una maglietta. E magari ci incontriamo qui a New York».

Per finire l'intervista?

«Per scambiarci due baci».

Fabio Volo

Fabio Bonetti nasce alle 22.30 del 23 giugno 1972 a Calcinate (Bg). Dopo la terza media lascia la scuola e inizia a lavorare come fornaio nella panetteria del padre. Comincia la carriera di showman nel locale di un suo amico a Brescia, il “Retrò”. Incide alcune canzoni, tra cui Volo, da cui prende poi il suo cognome d'arte. Ma le porte del mondo dello spettacolo gli si aprono davvero nel 1996, quando Claudio Cecchetto lo chiama come speaker a Radio Capital. Fabio ama svegliarsi presto al mattino e viaggiare. Si dichiara single: c'è da credergli?

I suoi successi

Di sé dice: «In radio sono buffone, in tv allegro, al cinema tiro fuori le emozioni, nei libri i pensieri più profondi». Qualsiasi

cosa faccia, comunque, Fabio Volo piace. Il Volo del mattino, che conduce dal 2000 su Radio Deejay, è seguitissimo. Come i suoi programmi televisivi: da Le Iene a Lo Spaccanoci a Italo-Spagnolo. Al debutto sul grande schermo, con Casomai, Fabio viene candidato al David di Donatello come migliore attore esordiente. I suoi tre romanzi, l'ultimo dei quali è Un posto nel mondo, hanno venduto 700 mila copie.

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