Fedez e Ferragni: perché scatenano l’invidia?

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di

Annalisa Monfreda

Le critiche sommergono i due fidanzati, presto sposi, più social del mondo. È vero che la loro intimità è esibita, ma è vero anche che per non sapere nulla di loro basta non diventare "follower" 

Un'opinione di:
Direttrice di Donna Moderna e Starbene, moglie di un sociologo prestato alla consulenza digitale e...

Ci sono due baci appassionati, scoccati in mondovisione nel weekend, che hanno condizionato (positivamente) il mio umore del lunedì e quindi dell’intera settimana. 

Il primo è quello di Fedez e Ferragni, lui rapper e lei blogger (oppure lui produttore e lei imprenditrice, a seconda di come li si valuti) che hanno festeggiato così il loro prossimo matrimonio.

Il secondo è quello di Brigitte ed Emmanuel, meglio noti come signora e signor Macron, che hanno festeggiato così la loro nuova condizione di prima-coppia di Francia

In comune, queste coppie hanno il potere di scuotere l’opinione pubblica, mettendo in discussione il confine, tracciato più dal conformismo che da ragionamenti compiuti, tra ciò che è normale e ciò che non lo è. 

Per la coppia numero 2, il motivo mi è chiaro: 24 anni di differenza di età a vantaggio della donna, un’intera famiglia abbandonata da lei per seguire lui. Ci sono secoli di cultura maschilista, oltre all’istinto biologico alla conservazione della specie, che pesano sul consenso a questa unione. 

Meno chiaro mi è l’accanimento sulla coppia numero 1. Lei ha solo 3 anni (e 3 centimetri) in più di lui. Cos’è che infastidisce tanto? «Il successo immeritato e voracemente esibito» leggo in un articolo della Stampa, che mi sembra riassumere le critiche mosse più di frequente ai due.

Sorvolo sul fatto che non ci sia alcun merito nel mettere in piedi un’azienda che fattura oltre 10 milioni di euro o nel vendere più di 100mila dischi, per concentrarmi sul “voracemente esibito”.

È vero: se vogliamo, possiamo vedere tutto di loro, dalla prima colazione ai baci sul divano. Ma il punto è: se vogliamo. Nessuno ci impone la loro intimità. Se ne siamo partecipi è perché abbiamo fatto click sul tasto Follow.

L’impegno con cui condividono la loro esistenza, è a uso e consumo dei veri fan, non certo di noi “guardoni”. Serve a ripagarli per il fatto che comprano dischi e vestiti. Io ci vedo una delle relazioni tra produttore e cliente più oneste nella storia del business. E ci leggo una lezione per tutti: chi ritiene lui stonato e lei priva di gusto, semplicemente non dovrebbe seguirli. “Rosicherebbe” meno e vivrebbe più felice.

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