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George vince l’Oscar del sex appeal

di Elisa Leonelli
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Con due film e sette nomination, è in prima fila nella corsa all'ambita statuetta. Ma ci interessa  davvero se il 5 marzo viene premiato in quel di Hollywood? Siamo sincere: no. Perché nella gara del fascino... the winner is Mr. Clooney

Con due film e sette nomination, è in prima fila nella corsa all'ambita statuetta. Ma ci interessa  davvero se il 5 marzo viene premiato in quel di Hollywood? Siamo sincere: no. Perché nella gara del fascino... the winner is Mr. Clooney

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Avvertenza per le lettrici. In questa intervista non troverete parentesi con frasi come “ride”, “scherza”, “fa una smorfia”: avrebbero occupato metà delle risposte. Perché George Clooney, l’uomo record delle nomination agli Oscar, ha un adorabile sguardo sornione e un irresistibile sense of humour. E con le donne li sa usare alla grande. Senza aspettare la premiazione del 5 marzo, infatti, le italiane hanno già deciso: per il sex appeal, the winner is... George Clooney.

Sei candidature per Good night, and good luck, di cui è anche regista e sceneggiatore, e una per Syriana, appena uscito in Italia. È soddisfatto, emozionato, preoccupato?

«Se l’Academy ti nomina vuol dire che hai fatto un buon lavoro. E che puoi mettere sul dvd una bella scritta: “Candidato agli Oscar”. Anche se una cosa da ridire ce l’avrei...».

Cioè?

«Per il ruolo dell’agente Cia di Syriana sono candidato come attore non protagonista. Ma a me sembrava di essere il protagonista... Con tutte le botte che ho preso sul set!».

Lei ha fatto due film impegnati. Good night, and good luck denuncia la caccia ai comunisti nell’America degli anni Cinquanta, mentre Syriana attacca gli intrighi del potere. Perché sono piaciuti tanto al pubblico?

«Perché sono bravo, no? E poi, ma conta meno, perché pellicole di questo tipo aiutano a interrogarsi su temi importanti: la libertà, la democrazia».

Dopo averle girate, però, è stato accusato di essere un nemico del suo Paese, gli Stati Uniti.

«All’inizio mi sono agitato, ho chiamato mio padre per un consiglio. Lui mi ha chiesto: “Hai finito di pagare la casa? Allora di che ti preoccupi?”. A ripensarci, aveva ragione lui: sarò pure candidato agli Oscar, ma per ciascun film ho guadagnato un dollaro... Ora sono un po’ a corto di contanti».

Quando vuole, può venire a casa mia. Le offro la cena.

«Sì, sì, molto volentieri. Ma guardi che mangio come un leone. Per Syriana ho dovuto prendere 15 chili in 30 giorni. Mi sono chiuso nella mia casa di Laglio, sul lago di Como, e ho mangiato ininterrottamente. Ma il segreto è stato bere birra, non c’è niente di meglio per ingrassare».

Per questo si è infortunato sul set?

«No, mi sono fatto male perché credevo di avere dieci anni in meno. Abbiamo ripetuto la scena della tortura 20 o 30 volte e alla fine ho fatto un movimento sbagliato. Ero legato alla sedia e, per evitare un pugno, sono caduto all’indietro. Risultato: lesione alla corteccia cerebrale e fuoriuscita del liquido spinale. In realtà, più che la schiena, mi faceva male la testa: sembrava che scoppiasse».

Ora, però, sta bene. È anche tornato ai suoi 75 chili di peso forma!

«Ogni tanto ho ancora qualche attacco di emicrania, ma mi è andata di lusso. I medici che mi hanno operato più volte temevano conseguenze sul cervello. Non che il mio abbia mai funzionato granché bene...».

Il 5 marzo, il giorno della consegna degli Oscar, potrebbe essere il più importante della sua carriera.

«Veramente, il più importante è stato quello in cui è andata in onda la prima puntata di E.R., 12 anni fa. La mia vita è cambiata di colpo».

Che differenza c’è tra il Clooney di oggi e quello di allora?

«Una volta ho chiesto a mia zia Rosemary perché cantasse meglio a 70 anni che a 20. Lei mi ha risposto: “Perché non devo dimostrare più a nessuno che sono capace di cantare”».

So che questa domanda gliel’hanno fatta già un milione di volte, ma si rende conto di essere uno degli uomini più affascinanti del mondo?

«Adesso mi chiamano pure “american idol”, e a me viene da ridere. Lo sa chi è l’uomo più sexy per me?».

Il suo attore preferito Marlon Brando?

«Sbagliato. Mio padre: era un giornalista tutto d’un pezzo, possedeva il fascino delle idee. Good night, and good luck l’ho fatto pensando a lui».

Ma scommetto che lei ha conquistato più donne di suo padre.

«Però non sono riuscito a tenermene neppure una... Mi sa che tratto meglio le mie moto: ne ho tre a Laglio e due a Los Angeles».

Parlavamo di affari di cuore, però.

«Con le mie ex ho miseramente fallito. Ed è stata sempre colpa mia. Mettiamola così: non sarà mai pubblicato il libro Come tenersi stretta una donna, di George Clooney».

Quindi ora non frequenta nessuno?

«Lo sapevo che me lo avrebbe chiesto... Esco con i miei amici Brad Pitt e Matt Damon, due bellissimi ragazzi, ma non direi che li “frequento”».

Ultimamente, però, la si vede spesso in compagnia di Teri Hatcher, la Susan di Desperate Housewives. E si dice che abbiate una love story.

«Bel gossip... Susan è la mia vicina di casa, una donna bellissima» (alla stessa domanda la Hatcher ha risposto: «Se davvero avessi una storia con George, non lo direi a nessuno»).

Ma cosa deve avere una donna per farle perdere la testa?

«Il viso di Michelle Pfeiffer, il sorriso di Nicole Kidman, la sensualità di Jennifer Lopez e la personalità di Julia Roberts».

Si accontenta di poco! E una così, sempre che esista, la sposerebbe?

«Certo, e ci farei subito sei gemelli. Così la prossima volta che mi intervista, avremo intorno anche i miei marmocchi urlanti».

Prima però deve venire a cena da me. Quando l’aspetto?

«Glielo faccio sapere al più presto, mi lasci consultare l’agenda. E grazie ancora per l’invito!».

Il personaggio

George Clooney nasce il 6 maggio 1961 a Lexington, nel Kentucky (Usa). Suo padre

Nick è un giornalista tv, sua zia Rosemary una cantante jazz.

Nel 1982 George si trasferisce a Los Angeles, per frequentare

la scuola di recitazione.

Interpreta diversi telefilm, ma diventa famoso solo a 33

anni con E.R. Dopo i 18 mesi

di matrimonio con Talia

Balsam, sposata nel 1989, il divo ha molte, e brevi, love story: con Renée Zellweger, Lucy Liu, Céline Balitran, Lisa Snowdon. Da qualche mese

George frequenta Teri Hatcher.

I suoi successi

Dopo aver fatto strage di cuori con la serie

tv E.R. (1994-1999) George Clooney passa al cinema. E in breve diventa un divo. Alterna commedie come Un giorno per caso (1996) e Prima ti sposo, poi

ti rovino (2003) a film impegnati come La sottile linea rossa (1998). Debutta alla regia con Confessioni di una mente pericolosa (2002). Dopo il successo di Ocean’s eleven (2001) e Ocean’s twelve (2004) farà Ocean’s thirteen. Prima, però, lo vedremo in The good german.

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