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Grace Kelly. Quando il principe azzurro esiste

di Roberto Moliterni
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Tutte le donne inseguono il mito del principe azzurro, ma ce n'è una che lo ha trovato davvero: Grace Kelly. Un film e un documentario ci raccontano la sua storia.

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Tutte le donne inseguono il mito del principe azzurro, ma ce n'è una che lo ha trovato davvero: Grace Kelly. Un film e un documentario ci raccontano la sua storia.

Roberto Moliterni
Un'opinione di

Roberto Moliterni

Cresciuto a Matera, in mezzo a tante donne, racconta storie per il cinema e sulla carta. 

La prossima che mi dice: «sto cercando il principe azzurro» la mando al cinema a guardarsi il film Grace di Monaco senza pop-corn oppure la costringo a collegarsi a Rai Replay una, due, dieci, cento volte per vedere il documentario di Kim Hogg su Grace Kelly trasmesso da Rai Storia.

Grace Kelly è forse la più bella attrice di sempre e senza dubbio una delle più brave. Alfred Hitchcock la scelse per tre volte, una è per il capolavoro La finestra sul cortile. Tutti la adoravano, aveva milioni di fan nel mondo, molti ne ha ancora: uno di questi sono io.

Ma a un certo punto, come tutte, tutte le donne, si è fissata con la favola del principe azzurro. Ha detto: «me ne devo trovare uno». Solo che mentre la maggior parte delle donne lo dicono e poi non se ne fa niente, perché manca la materia prima (i principati), lei, che frequentava i posti giusti, ha fatto sul serio. Si è trovata un principe vero: non bellissimo, di un principato piccolo piccolo, in profonda crisi politica, ma pur sempre un principe. Con tanto di castello. Ranieri di Monaco.

Se l'è sposato, a Monaco, facendo venire un'ottantina di invitati dall'America (non so esattamente perché do questa informazione, ma sia quando abbiamo visto il film sia quando abbiamo visto il documentario due giorni dopo - come se non me lo avesse già detto due giorni prima - la mia fidanzata mi ha detto: «hai visto? Ha fatto venire un'ottantina di invitati dall'America», allora ho pensato che per una donna questo fatto degli ottanta invitati doveva essere proprio importante).

Comunque si è sposata e avrebbe dovuto essere la donna più felice del mondo: bella, brava, ricca, famosa e soprattutto con un principe azzurro. Invece, molto molto presto ha iniziato a essere infelice - Ranieri non la considerava molto, preso dalla delicata situazione politica del principato con la Francia. Pur abitando nello stesso palazzo, non si vedevano per giorni interi.

Quando, poi, Alfred Hitchcock le ha proposto un quarto film, Marnie, e lei era felicissima di poterlo fare, di poter camminare di nuovo sotto i riflettori - perché quella era la sua vera natura, essere un animale da palcoscenico -, Ranieri le ha detto «no, tu quel film non lo puoi fare». Non si sa se solo per gelosia o perché  la sua partecipazione a Marnie avrebbe contribuito a peggiore i rapporti con la Francia e con i sudditi del principato.

Il castello si è trasformato in una gabbia dorata dalla quale Grace non è più riuscita a uscire.

Ora io dico a quelle che ancora cercano il principe azzurro: siete proprio sicuro di volerne uno? Meglio di un prìncipe, uno di sani princìpi.

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