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Com’è antico questo Grande Fratello in cui i trans devono nascondersi

di Mattia Carzaniga
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Sogniamo che anche in Italia arrivi il giorno in cui due persone possano presentarsi in tv dicendo: «Siamo transessuali, e allora?»

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Sogniamo che anche in Italia arrivi il giorno in cui due persone possano presentarsi in tv dicendo: «Siamo transessuali, e allora?»

Dopo che il dibattito sulla (presunta) teoria del gender nelle scuole ha infiammato le cronache, il tema non poteva che sbarcare nell’unica grande scuola che unisce tutto il popolo italiano: Nostra Signora Televisione. Ieri sera, seconda puntata del Grande Fratello, sono entrati nella casa Arianna e Marco. Arianna è nata col nome di Maurizio, Marco si chiamava Michela. Si sono accompagnati l’un l’altra nel percorso di cambio di sesso, e lo scorso agosto si sono sposati a Cagliari, la loro città. «Siamo una coppia che si ama. Quello siamo» si definiscono affettuosamente loro.

Le regole del programma però esigono per loro un profilo diverso. Arianna e Marco non devono svelare agli altri concorrenti del reality di essere due transessuali, né tantomeno marito e moglie (hanno chiuso le fedi in una cassaforte del Caveau, nuovo luogo della casa edizione 2015). Se riusciranno a mantenere questi segreti, in palio per loro ci sono 30.000 euro del montepremi finale. Come se la fatica che hanno fatto negli anni per affermare la propria identità non fosse servita a niente: ora viene loro chiesto di “nascondersi” di nuovo.

«Sono storie che ci devono far pensare», osservava ieri sera Claudio Amendola, commentatore in studio insieme a Cristiano Malgioglio. Ma l’impressione è che, più che la riflessione, quel che importa sia soprattutto un certo sguardo morboso sulla parabola di questa coppia. Segreti, non detti, persino una caccia al tesoro da vincere. Tutto mira a inserirli nella cornice trash in cui ormai sembra essere inquadrato il programma, invece che nella sacrosanta normalità (che brutta parola, ma in questo caso è la più giusta) con cui loro due vogliono presentarsi. L’amore di Arianna e Marco diventa perciò una «storia incredibile da far conoscere al grande pubblico», come ha sentenziato la conduttrice Alessia Marcuzzi. Si sa che il sensazionalismo in prima serata fa più ascolti di una qualsiasi missione culturale.

Il personaggio dell’anno negli Stati Uniti è Caitlyn Jenner. Nata Bruce, ex campione olimpico di decathlon, già patrigno delle Kardashian nonché padre delle it-girl Kendall e Kylie, ha finalmente realizzato la sua più grande aspirazione: presentarsi al mondo come una donna, ovvero quello che si è sentito di essere fin dalla nascita. Ne ha parlato pubblicamente per la prima volta con la celebre giornalista di ABC News Barbara Walters, in un’intervista realizzata con l’intento principale di far conoscere al pubblico americano che cosa vuol dire essere un transgender. Quali sono le difficoltà, la sofferenza, e anche la felicità di poter dire: oggi sono diventato davvero me stesso, o me stessa.

Il nostro Grande Fratello sembra, almeno per ora, una galleria di “casi”. Fuori i trans, dentro il non udente, e via così. La scelta di partecipare allo show è stata di Arianna e Marco, anche questo è vero. Noi però sogniamo che anche in Italia arrivi il giorno in cui due persone, in una futura casa del Grande Fratello (si arriverà all’edizione numero 127, ne siamo certi), possano presentarsi in tv dicendo: «Siamo transessuali, e allora?». Sarebbe tutto più bello, contemporaneo, normale, per usare la solita brutta parola. Che dite?

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