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I più bei film di Audrey Hepburn in edicola con Donna Moderna

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Romantici, divertenti, ironici, firmati da grandi registi, con protagonisti maschili indimenticabili e con l'attrice che tutte vorremmo essere

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5 film da avere (e vedere) assolutamente

Romantici, divertenti, ironici, firmati da grandi registi, con protagonisti maschili indimenticabili e con l'attrice che tutte vorremmo essere: i film di Audrey Hepburn sono così. E anche di più, come spiegano tre esperte di cinema in questi "inviti a rivederli". La data accanto al titolo è quella in cui li trovate in edicola con Donna Moderna. Prendete nota!

Colazione da Tiffany - 30 ottobre

Chi tiene compagnia, per 50 dollari l'ora, a un mafioso rinchiuso a Sing Sing? La sconclusionata e deliziosa Holly. Si sa, New York è cara per una ragazza texana. Ma lo è anche per il suo vicino di casa, uno scrittore bello e spiantato che si mantiene facendo il gigolò. Intorno a loro, stravaganti personaggi che eccedono in party, alcol, fumo e ore piccole. «Il film è straordinario, mescola allegria e malinconia: Holly non lo dice, ma non è solo dama di compagnia, fa anche il mestiere di Pretty woman» dice Piera Detassis, direttore di Ciak. «Io adoro la scena in cui lei canta "Moon River" dalla finestra, per il suo amore che abita al piano di sopra. Da rivedere. E poi, come lei, quale donna non sogna un gioiello Tiffany?». (Regia di Blake Edwards, 1961).

Sabrina - 7 novembre

Solo Audrey può avere contemporaneamente due spasimanti come Humphrey Bogart e William Holden. Solo lei, nei panni della figlia di un autista, può far capitolare uno scapolo miliardario. «Questa è una delle storie d'amore più belle tra quelle viste al cinema» dice Mariarosa Mancuso, critica cinematografica de Il Foglio. «Audrey-Sabrina è unica per grazia e charme. In più è divertente quando va a Parigi per un corso di cucina, dove fa pasticci tra uova e soufflé. Il film non stanca mai, specie chi ama le storie romantiche. Perché ha ritmo veloce, battute memorabili, e personaggi maschili che piacciono anche agli uomini, che di solito quando "vedono rosa", fuggono». (Regia di Billy Wilder, 1954).

Vacanze romane - 13 novembre

I motivi per non perdere questo film sono tanti. Ecco i principali: è stato interamente girato a Roma. È il film che ha fatto esplodere il fenomeno Hepburn. Gregory Peck il suo partner, è la guida turistica che tutte vorremmo. «E poi» aggiunge Simona Argentieri, medico psicoanalista e critica cinematografica, «è la fiaba di Cenerentola, ma capovolta, e funziona benissimo lo stesso. Infatti qui è Audrey la principessa erede al trono e Gregory Peck lo squattrinato giornalista. La loro storia d'amore, castissima anche se finiscono per dormire nella stessa stanza, è deliziosa, mai leziosa. E fila via veloce e leggera con attori bravissimi». (Regia di William Wyler, 1953).

Insieme a Parigi - 20 novembre

«Mai vista una segretaria meglio vestita di lei!» esclama la critica di cinema Mariarosa Mancuso. Qui, infatti, Audrey Hepburn sfoggia un infinito guardaroba firmato Givenchy. «È un film modernissimo, tant'è che nel 2003 è stato fatto un semiremake, Alex e Emma con Kate Hudson. Ma l'originale è migliore. William Holden ha 48 ore per terminare una sceneggiatura, che ha solo il titolo: La ragazza che rubò la Torre Eiffel. Audrey deve battere a macchina il testo che non c'è. È lei a suggerire idee che diventano piccoli film nel film: Holden e la Hepburn di volta in volta si ritrovano tra i vampiri, in una fiaba, in una storia d'amore. E ogni scena finisce con un bacio. Naturalmente, mentre la sceneggiatura avanza, l'amore trionfa». (Regia di Richard Quine, 1964).

Cenerentola a Parigi - 27 novembre

«In questo film ci sono alcune tra le cose che amo di più» dice Piera Detassis. «La moda, le foto meravigliose, Fred Astaire, la storia senza tempo». Audrey è una commessa di libreria notata per caso da un grande fotografo (Fred Astaire), che le propone un servizio a Parigi (gli scatti in realtà sono di Richard Avedon). In un trionfo di abiti meravigliosi, Audrey da intellettuale in bolletta si trasforma in una sofisticata creatura. Di cui l'anziano Astaire (lui aveva 58 anni, lei 28) si innamora ricambiato. «La bellezza di lei, lo charme di lui, sullo sfondo di Parigi e della Bohème, sono irresistibili». (Regia di Stanley Donen, 1957).

 

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