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Il giallo finanziario dell’estate

di Maurizio Dalla Palma
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Misteriosa come un thriller, intricata come una spy story. La scalata alla Banca    Antonveneta, e i personaggi di primo piano che sono coinvolti, stanno tenendo l'opinione pubblica con il fiato sospeso. Volete avere gli elementi per seguire    questa storia complicata? Leggete il nostro articolo. E le spiegazioni degli esperti

Misteriosa come un thriller, intricata come una spy story. La scalata alla Banca    Antonveneta, e i personaggi di primo piano che sono coinvolti, stanno tenendo l'opinione pubblica con il fiato sospeso. Volete avere gli elementi per seguire    questa storia complicata? Leggete il nostro articolo. E le spiegazioni degli esperti

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Lo scandalo dell'estate si chiama Banca d'Italia. La tempesta che ha coinvolto il governatore Antonio Fazio ha tutti gli ingredienti di un romanzo di John Grisham. Ma in salsa italiana. Un carosello di affari miliardari e amicizie pericolose, investimenti sospetti e intercettazioni telefoniche. Con in primo piano le acrobazie finanziarie del banchiere Gianpiero Fiorani e il rampantismo dell'immobiliarista Stefano Ricucci, diviso tra la scalata al Corriere della Sera, le nozze con Anna Falchi e le vacanze in Sardegna. Una vicenda, su cui stanno indagando i magistrati di Milano e di Roma, che potrebbe riservare altri colpi di scena. Ma per capire cos'è successo bisogna tornare indietro di alcuni mesi.

>>L'assalto degli olandesi

Tutto inizia il 30 marzo 2005 sotto il cielo nuvoloso di Padova. Nelle stanze dell'Antonveneta, una delle dieci banche più grandi d'Italia, arriva la notizia che il principale socio dell'istituto, l'olandese Abn Amro, vuole prendere il controllo della banca padovana. «Da Amsterdam il capo della Abn Amro, Rijkman Groenink, lancia un'Opa, un'offerta pubblica di acquisto sulla Antonveneta» spiega il giornalista economico Alan Friedman, direttore del sito miaeconomia.it.  

Tu sei d'accordo sull'uso delle intercettazioni telefoniche come strumento investigativo da parte della magistratura?

Parole da esperti che hanno un significato semplicissimo. «L'Abn Amro vuole acquistare le azioni degli altri soci della Antonveneta e offre in cambio 25 euro per azione. Soldi allettanti perché il titolo in Borsa vale meno». Ma la proposta rimane congelata. L'Abn Amro, prima di procedere all'acquisto, deve ricevere il via libera dalla Banca d'Italia. E gli olandesi aspettano per settimane. «L'approvazione del governatore di Banca d'Italia, Antonio Fazio, è arrivata solo il 6 maggio» dice Alan Friedman. «Un'attesa che ha gettato ombre sulla sua correttezza. Nel frattempo, infatti, altri uomini d'affari interessati ad Antonveneta hanno potuto comprare le azioni dell'istituto padovano. E tra loro c'è un banchiere in gran confidenza con Fazio: Gianpiero Fiorani».

>>Entrano in scena i concertisti

Il 30 marzo il cielo è grigio anche in Lombardia ma l'amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani, ha le idee chiare. Fiorani vuole mettere le mani su Antonveneta e inizia a comprare le azioni dell'istituto padovano. Ma sulle sue manovre sorgono presto molti dubbi. «La Consob, l'autorità che controlla le operazioni in Borsa e tutela gli investitori, apre un'inchiesta e l'11 maggio arriva alla conclusione che Fiorani ha fatto un patto segreto con altri uomini d'affari, tra cui il finanziere Emilio Gnutti, per comprare le azioni di Antonveneta» spiega il giornalista economico Giuseppe Turani, direttore del mensile Uomini e business. «È il cosiddetto concerto: un accordo che va contro la legge».

Per quale motivo? «Le regole parlano chiaro» dice il giornalista Alan Friedman. «Chi decide di acquisire una società quotata in Borsa non può agire con un patto segreto che tiene all'oscuro il popolo dei risparmiatori, ma deve lanciare un'Opa, un'offerta pubblica di acquisto trasparente e accessibile a tutti: l'acquirente fissa un prezzo e lascia agli azionisti della società, grandi e piccoli, la scelta di vendere le loro azioni oppure no». Ma serve molto denaro. Chi lancia un'Opa, infatti, è tenuto a comprare tutte le azioni che gli vengono offerte, anche più di quelle necessarie per avere la maggioranza nella società. Invece chi fa un concerto non ha obblighi e raccoglie solo una parte delle azioni.

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«Il banchiere di Lodi ha cercato di fare un passo più lungo della gamba» dice Friedman «perché la sua piccola banca non aveva abbastanza denaro per comprare l'Antonveneta». La conseguenza? Fiorani avrebbe fatto una concorrenza sleale agli olandesi. Certo, in maggio la Consob lo costringe a lanciare un'Opa secondo tutte le regole. Ma ormai i giochi sono fatti e il 22 luglio l'Abn Amro getta la spugna lasciando l'Antonveneta nelle mani dei "concertisti".

>>Fazio nella bufera

Ma la Banca Popolare di Lodi, che nel frattempo ha cambiato nome diventando Banca Popolare Italiana, rimane sotto osservazione. E il 25 luglio il giudice per le indagini preliminari di Milano, Clementina Forleo, fa sequestrare le azioni di Antonveneta comprate da Fiorani e dai suoi alleati, tra cui l'immobiliarista Stefano Ricucci. Provvedimenti durissimi per accuse molto gravi. «I magistrati vogliono fare luce su una serie di manovre per "rastrellare" le azioni di Antonveneta: si parla di società di copertura e di oscuri finanziamenti» dice il giornalista economico Turani. Ma c'è di più. Da una serie di intercettazioni telefoniche in possesso dei magistrati si rafforza il sospetto che il governatore Antonio Fazio abbia favorito le manovre di Fiorani.

Rendendo possibile la conquista di Antonveneta. Sui giornali finiscono i baci di ringraziamento di Fiorani a Fazio e le devote telefonate del banchiere lodigiano alla moglie del governatore, Cristina Rosati. «Azioni che non sono illegali ma che si scontrano con i doveri del governatore» spiega l'economista Giacomo Vaciago, docente di Politica economica all'Università Cattolica di Milano. «La Banca d'Italia, infatti, deve garantire una concorrenza leale tra le banche, senza favorire nessuno dei contendenti». Lo scandalo allarma anche i politici. C'è chi chiede le dimissioni di Fazio. E chi, come il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco, propone una riforma della Banca d'Italia.

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>>E i risparmiatori?

Mentre le indagini vanno avanti già si fa un bilancio della vicenda: i piccoli risparmiatori sono stati danneggiati? «Gli italiani avrebbero ricevuto vantaggi dall'arrivo della Abn Amro» dice l'economista Vaciago. «La grande banca europea poteva rendere più solida e ricca l'Antonveneta e garantire ai risparmiatori servizi migliori a costi più bassi». C'è poi l'opportunità persa dai piccoli azionisti dell'Antonveneta. «Sono stati presi in giro» dice il giornalista economico Alan Friedman. «I giochi per il controllo di Antonveneta sono avvenuti nelle stanze del potere senza coinvolgere i piccoli investitori. Che avevano il diritto di mettere a confronto due offerte contrapposte: quella dell'Abn Amro e quella della Banca Popolare Italiana. Scegliendo la migliore».

>>I personaggi:

Il governatore, la sua famiglia.

Antonio Fazio, 68 anni, governatore della Banca d'Italia. Una serie di intercettazioni telefoniche lo ha coinvolto nel caso Antonveneta insieme alla moglie Cristina e ai figli Giovanni e Valeria.

Chi sono i protagonisti principali

Gianpiero Fiorani

banchiere

Gianpiero Fiorani, 45 anni, sposato e padre di tre figli, è l'amministratore delegato della Banca Popolare Italiana. Ha iniziato la sua carriera in banca, a 19 anni.

Stefano Ricucci

immobiliarista

Stefano Ricucci, 42 anni, si è fatto da sé. Era un aiuto dentista e oggi compra e vende case per miliardi di euro. Il 9 luglio ha sposato l'attrice Anna Falchi.

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Emilio Gnutti

finanziere

Emilio Gnutti, 57 anni, bresciano, è un uomo d'affari che investe i capitali nell'acquisto delle azioni di banche e società. Ha una passione per le auto d'epoca.

Domenico Siniscalco

ministro dell'Economia

Domenico Siniscalco, 51 anni, sposato, due figli, prima di diventare ministro nell'estate 2004, è stato professore universitario e direttore generale del Tesoro.

Rijkman Groenink

banchiere

Rijkman Groenink, 55 anni, è il numero uno di Abn Amro ed è soprannominato "il mastino". Ha trasformato la  banca olandese in un grande gruppo mondiale.

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