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Il giorno in cui ho scoperto gli audiolibri

di Annalisa Monfreda
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Annalisa Monfreda

Direttrice di Donna Moderna e Starbene, moglie di un sociologo prestato alla consulenza digitale e...

Vi ho già raccontato dei miei 70 minuti di pendolarismo quotidiano. E di come sono riuscita a farne uno degli appuntamenti più attesi della mia giornata.

Ebbene, da un paio di mesi, quel contenitore di tempo si è arricchito di una nuova attività, che, da ultima arrivata, ha fagocitato tutto il resto: l’ascolto degli audiolibri.

Tutto è iniziato da due figlie insofferenti ai viaggi in auto: sono sette anni che la nostra capacità di spostarci sul territorio è appesa all’efficacia delle favole in audiolibro. Questa estate siamo passati dalla Gatta Cenerentola a Jack London, ed è lì che ho avuto l’illuminazione.

Ascoltando dalla voce di Marco Baliani le vibranti descrizioni del Klondike e le avventure mozzafiato del cane Buck, ho capito che ero pronta anch’io per farmi leggere qualcosa.

Ed eccomi qua: quattro romanzi in due mesi. E almeno 3 scoperte.

Scoperta n. 1

Alla lettura sto dedicando le mie ore migliori. Non più gli ultimi scampoli di lucidità prima di addormentarmi. Ma il mattino presto, depositario della massima creatività, e il tardo pomeriggio, picco di adrenalina lavorativa.

Scoperta n. 2

I miei orizzonti letterari si stanno allargando. In una libreria zeppa di volumi, gli audiolibri occupano un piccolo espositore nascosto dietro una colonna. Una cinquantina di titoli al massimo, ogni volta diversi. Sembra una limitazione: è l’opposto. Perché è quando abbiamo troppa scelta che finiamo per rifugiarci in ciò che già conosciamo. Di fronte a quell’espositore, ho deciso di riscoprire Cesare Pavese, di avventurarmi nei territori inesplorati di Marcela Serrano, di avvicinarmi per la prima volta a Elena Ferrante e di recuperare cult del passato come Kitchen di Banana Yoshimoto e Casino totale di Jean Claude Izzo.

Scoperta n. 3


Mi stupisco sempre per la precisione con cui le mie figlie ricordano i particolari di una storia. Pensavo fosse una dote innata dell’età. Ho capito essere un benefit dell’ascolto: un’attività liberata da ogni forma di fisicità e quindi tutta tesa alla comprensione del testo e, soprattutto, all’emozione.

NB Pochi giorni fa ho scoperto un altro illustre appassionato di audiolibri: Beppe Severgnini. Leggete cosa racconta!

 

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