del

Il libro di Geppi Cucciari

di Moreno Pisto
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Ma davvero è meglio sola che male accompagnata? All'amletico dubbio Geppi Cucciari, la travolgente attrice sarda di Zelig, risponde di sì. Lo fa nel suo romanzo. E in questa intervista. Dove, punzecchiata, ribatte: se le donne sono single, la colpa è degli uomini. Che davanti alla parola amore se la danno a gambe

Ma davvero è meglio sola che male accompagnata? All'amletico dubbio Geppi Cucciari, la travolgente attrice sarda di Zelig, risponde di sì. Lo fa nel suo romanzo. E in questa intervista. Dove, punzecchiata, ribatte: se le donne sono single, la colpa è degli uomini. Che davanti alla parola amore se la danno a gambe

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Non è il massimo, per un uomo, entrare in casa di una ragazza e trovarla con un asciugamano in testa. Invece Geppi Cucciari, l’attrice sarda di Zelig adorata dalle donne e fischiata dai maschi, mi apre la porta proprio così. Prima si scusa: «Mi sto truccando per il servizio fotografico». Poi sbotta: «Ma sei venuto per intervistarmi o per corteggiarmi?». Nessuna delle due. Sono andato da Geppi con il dichiarato intento di provocarla. E difendere la razza maschile da chi ha scritto il libro Meglio donna che male accompagnata (Kowalski, in uscita il 6 aprile). Lei mi fa entrare nel suo appartamento di Milano. A giudicare dal frigo sembra un negozio di specialità sarde. «Ho il pecorino, la bottarga e i dolcetti alle mandorle. Arrivano da Macomer, il paese in provincia di Nuoro dove sono nata» mi dice mentre prepara il caffè. «C’è pure il maialetto».

Ma dalla Sardegna quello non si può portare. Come fai ad averlo?

«Guarda che lo vendono anche a Milano. E poi non si fanno domande scomode a una donna che sta cucinando. Quindi smettila, sennò ti sputo nel caffè»(Ha ragione. Bevo il caffè e, una volta al riparo da eventuali sputi, parto con le provocazioni).

Voi donne siete diventate troppo facili. Confermi?

«Ma quando mai? Al massimo siamo diventate un po’ più sfrontate».

Facili.

(Si spazientisce) «Noooo. Sono gli altri che ci dipingono così. Prendi il telefilm Sex and the City: in ogni puntata le quattro protagoniste vanno in un locale, decidono di rimorchiare. E ce la fanno sempre, tra l’altro beccano degli strafighi da paura. La realtà è diversa. Se non ci credi, esci con me e tre mie amiche...».

Per forza: voi volete l’uomo perfetto!

«Mica ci possiamo prendere il primo che capita. E poi non è vero. Anzi: più passano gli anni, più il nostro comportamento nei confronti dell’amore cambia. Ci accontentiamo, diventiamo appiccicose e abbiamo fretta di arrivare al matrimonio, ai figli».

Così ci fate scappare.

«Siete voi che avete paura dell’amore, di impegnarvi. Come biasimarvi? Vi fate stirare le camicie dalla mamma fino a 40 anni» (Camilla, la truccatrice-parrucchiera, toglie l’asciugamano dalla testa di Geppi e accende il phon. Urliamo per sentirci meglio).

E tu, hai fretta di sposarti?

«Ho passato i 32 e all’orizzonte non vedo neppure l’ombra di un anello».

Quindi sei single?

«Da due anni».

Per la serie “meglio sola che male accompagnata”?

«Ci puoi scommettere. L’uomo della vita va scelto con molta cura. Ricordati che il primo regalo che si fa a un figlio è il padre, quello giusto».

Tipo ideale?

«Gli attori Claudio Santamaria e Riccardo Scamarcio».

Stai pensando a un ménage à trois?

«Mi vuoi dare della z... a tutti i costi?».

Si sa che di voi donne non ci si può fidare: quando dite sì significa no e viceversa.

«E tu sai che esiste l’italiano? No è no. Sì è sì. E forse, pensa un po’ te, vuol dire forse. Voi uomini proprio non riuscite a capirlo».

E voi donne mentite.

«Ma su cose innocue. Se mi sto mettendo il rossetto e ti dico che sto scendendo che differenza fa?».

Che io resto mezz’ora sotto casa ad aspettare che tu venga giù.

«Ehhhh! Tanto in quella mezz’oretta chiami un amichetto o ti guardi i risultati del Fantacalcio. Sono queste le priorità maschili, no?».

Siete invidiose di quelle più belle.

«No, siete voi che non avete cura per i dettagli. Quando uscite con una donna, o con un amico, non badate  ai vestiti, non ve ne frega niente. Noi, invece, se una nostra amica si mette i jeans nuovi ce ne accorgiamo subito. Fosse per voi, non ci saremmo mai evoluti dall’età della pietra».

Ma se trovare una che sa cucinare, oggi, è una missione impossibile...

«Guarda queste mani, bello (le agita, mentre Camilla spegne il phon). Sanno fare la pasta».

Sì, in bianco...

«No, caro. Sono a prova di chef».

Paolo Conte, nella canzone Bartali, dice: «Le donne sono scontrose o hanno voglia di fare la pipì».

«Secondo te ho voglia di fare la pipì?».

No.

«Mi vedi nervosa?»

Un po’ sì.

«Stai sbagliando. Comunque, se è vero che noi donne nella fase premestruale siamo intrattabili, voi uomini siete sempre in quella fase lì. E raggiungete vette di nevrosi mai viste».

Arthur Schopenhauer, il filosofo...

«Ah sì? Credevo il barista!».

Secondo lui, il tradimento degli uomini è giustificato, quello delle donne no. È una questione di ormoni. Capito?

«La differenza sai qual è? Che noi prima ci sposiamo e poi magari vi mettiamo le corna. Voi ci tradite fin dall’inizio (Camilla ha finito di sistemarle i capelli e di truccarla, Geppi deve andarsi a cambiare per le foto). E poi, scusa, è da quando abbiamo cominciato a parlare che mi provochi. Ma non eri venuto qui per il libro?».

Mi arrendo.

«L’ho scritto insieme a Lucio Wilson, con cui lavoro anche per i testi dei miei sketch a Zelig. Ma non è una raccolta di battute o un diario: è un romanzo vero e proprio. Ed è molto autobiografico, anche se qualche licenza poetica me la sono concessa».

Di cosa parla?

«La protagonista sono io. Poi ci sono Lucia e Stefania, due amiche che esistono davvero. Tutto parte nel momento in cui una nostra compaesana racchia ci annuncia che si sposa. Noi ci riuniamo e decidiamo che non possiamo andare al matrimonio non accompagnate: sarebbe troppo umiliante. Quindi partiamo a caccia di un uomo e ci ritroviamo invischiate in un sacco di situazioni assurde».

Un Sex and the City all’italiana.

«Più o meno. Certo che voi uomini proprio non ci ascoltate. Te l’ho detto prima: le quattro protagoniste della serie tv rimorchiano. Noi no».

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