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Ingrid Bergman di nuovo al cinema a 100 anni dalla nascita

di Marilena Vinci
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Isabella Rossellini racconta la madre Ingrid Bergman nel documentario "Io sono Ingrid". Nei cinema il 19 e 20 ottobre

Isabella Rossellini racconta la madre Ingrid Bergman nel documentario "Io sono Ingrid". Nei cinema il 19 e 20 ottobre

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La figura di Ingrid Bergman rivive sul grande schermo nel documentario Io sono Ingrid di Stig Björkman, nelle sale il 19 e 20 ottobre 2015.

Il mondo del cinema non l'ha dimenticata: a cent'anni dalla nascita, resta un'icona, diva dal fascino nordeuropeo ed esempio di donna libera ed emancipata, oltre che indimenticabile interprete di film come Casablanca, Notorius, Giovanna d'Arco e Stromboli, premiata con tre Oscar.

Per celebrarla, il Festival di Cannes ha messo il suo volto sul poster dell'ultima edizione, sono stati realizzati un libro, diverse retrospettive in giro per il mondo e un evento teatrale, The Ingrid Bergman Tribute, rappresentato a New York, Londra, Parigi e Roma. Sul grande schermo e sul palcoscenico a ricordarla c'è Isabella Rossellini, unica dei suoi quattro figli ad averne seguito le impronte. Dalla sua ingombrante figura però, Isabella non è mai stata schiacciata: "Non la subivo, la adoravo!" assicura.

Ciò che vorrebbe il mondo non dimenticasse di Ingrid Bergman è l'internazionalità di un'attrice che "non ha lavorato solo a Hollywood ma nel cinema svedese, francese, italiano, tedesco perché parlava cinque lingue. È raro far parte della storia del cinema di tanti Paesi". Il ricordo però non è solo legato all'artista ma anche a "una donna che prima delle altre, con le sue scelte, ha determinato la sua vita e la sua carriera".

Scelte per cui Ingrid Bergman è stata anche discriminata: erano gli anni '50 e Hollywood la allontanò quando iniziò la relazione con Roberto Rossellini, lasciando negli Usa il marito e la figlia piccola (entrambi erano sposati e lei rimase incinta prima di aver ottenuto il divorzio). Fu uno scandalo enorme. "Credo che ciò che l'abbia spinta a superare le difficoltà sia stata la vocazione, come spesso succede agli artisti" dice lsabella. La Ingrid Bergman privata "aveva un ricco sense of humour, era spiritosa, aveva tanta gioia di vivere e amava molto gli animali. E poi andava pazza per il suo lavoro: era una parte fondamentale e imprescindibile della sua vita" sottolinea Isabella.

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