Gli italiani non leggono: perché?

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Isabella Fava

Fino al 16 maggio, al Lingotto di Torino c’è il Salone del Libro. Ma 6 italiani su 10 non aprono nemmeno un libro all’anno. Abbiamo indagato sulle ragioni. E abbiamo scoperto che il modo  di invertire la tendenza c’è

Nel nostro Paese c’è un esercito di non lettori. Il 58% delle persone intervistate dall’Istat per il Rapporto annuale sulla lettura in Italia ha dichiarato di non avere letto nemmeno un libro negli ultimi 12 mesi. Cosa li frena? Le ragioni sono diverse, ma spesso nascono da false convinzioni. Ecco quali sono. E come superarle.

«Non c’è mai tempo»

Quante volte ti sarà capitato di dire o sentire: «Mi piacerebbe, ma non ho nemmeno un minuto». Certo, se ci metti il lavoro, la cura della famiglia e dei figli, la giornata si accorcia inesorabilmente. Aggiungi l’ora dedicata ai social network o alle chat su WhatsApp, rimane ben poco tempo per fare altro. Tantomeno per leggere un libro. È proprio così? «Chi vuole trovare il tempo per leggere ci riesce, e lo dimostrano anche i dati internazionali» spiega Giovanni Solimine, docente alla Sapienza di Roma e autore di l’Italia che legge (editori Laterza). «Di solito chi ama i libri è anche una persona che va al cinema e a teatro, che usa il computer in modo creativo e intelligente, che fa sport. Chi non legge ha la sensazione di avere molti impegni. In realtà, subisce il tempo libero, passandolo davanti alla tv o attaccato allo smartphone. La vera differenza sta proprio qui: tra chi ha uno stile di vita attivo e chi no». Come rimediare? «Cambiando atteggiamento» dice Solimine. Una mezz’ora in meno sui social è una mezz’ora in più per leggere. Non solo. «Uscendo di più, si moltiplicano le occasioni per scoprire associazioni ed appuntamenti dedicati ai libri. E per iniziare a coltivare il piacere della lettura

«Leggere è da asociali»

C’è chi, pensando ai libri, immagina il topo di biblioteca un po’ sfigato. E chi ha paura di isolarsi e perdere gli amici se passa il tempo immerso in un romanzo. Non è così. Lo dimostra il boom dei gruppi di lettura, nei quali si legge insieme e si commenta un libro guidati da un tutor. Che stia diventando una tendenza, sulla scia dei bookclub all’estero, lo conferma Maurizia Rebola, presidente del Circolo dei lettori di Torino (ne parlerà il 13 maggio alle 17,45 anche allo spazio il Libraio.it del Salone del Libro). «In questo momento a Torino abbiamo 14 gruppi di lettura frequentati da 40- 80 persone. Sono variegati: c’è quello in lingua inglese, quello dedicato alla letteratura politica, quello di cinema» dice. «Hanno cadenza settimanale e richiedono un certo impegno. Ma esistono anche i gruppi flash, che durano 4-5 incontri, a cui partecipano i più giovani. E attirano anche i “lettori medi”, quelli che finora leggono 5 libri in un anno e scoprono che possono fare di più perché si interessano e si divertono». Che la lettura ai tempi dello smartphone stia diventando un fenomeno social lo confermano anche i casi editoriali. Come quello di Matteo Bussola. Ogni suo post su Facebook ottiene migliaia di like e il suo storytelling virtuale presto diventerà per Einaudi un libro, che ha già conquistato viene giudicato o che percepisce come scolastico» spiega.

«È difficile trovare il libro giusto»

Sarà capitato anche a te di entrare in una libreria e di sentirti smarrita di fronte alla quantità di volumi. E, se non ti viene incontro un libraio illuminato, rischi di uscire a mani vuote e frustrata. Per questo Gioia Lovison e Valentina Berengo, una direttrice di una radio e l’altra ingegnere, hanno deciso di aprire Lepersonalbookshopper.it, un sito dove danno consigli su misura. «Online c’è un form da compilare con una mail. Noi rispondiamo e chiediamo informazioni sui gusti, sulle abitudini, sull’umore del momento e a quel punto consigliamo il libro adatto» spiegano.

Ci riescono? Loro assicurano di sì, tanto che le richieste aumentano e ci sono giorni in cui arrivano a 50. «Ci contattano soprattutto donne che vogliono un libro breve ma bello perché non hanno tempo, oppure persone che sono in crisi». Un esempio? «Per una ragazza che si lamentava perché sul lavoro non andava bene abbiamo consigliato Stupore e tremori di Amélie Nothomb, una storia di mobbing autobiografica ma motivante». Nella scelta azzeccata funziona anche il classico passaparola. «Vero. Io, per esempio, voglio che qualcuno mi consigli un libro: quel libro che gli ha lasciato qualcosa, che è stato una vera esperienza» spiega Paolo Repetti di Einaudi. Meglio ancora se il consiglio arriva da un influencer... «È il caso di Open, l’autobiografia di Andre Agassi del 2011. È bastato che Jovanotti e Valentino Rossi ne parlassero come di un romanzo appassionante per farne un successo che dura ancora oggi» conclude Repetti.

«I libri sono cari»

Un altro dei motivi che tengono gli italiani lontani dai libri è il costo. Soprattutto oggi che, per la crisi, si elimina tutto ciò che è considerato superfluo. «Il problema è che il prezzo dei libri è percepito come molto alto, eppure un volume costa mediamente quanto una pizza e una birra o 2 biglietti per il cinema» spiega Gian Arturo Ferrari, vicepresidente di Mondadori Libri. Perché succede? «Perché il senso di incertezza legato all’acquisto viene trasferito sul prezzo. Non posso sapere cosa contiene un libro finché non l’ho comprato e non l’ho letto. Potrebbe piacermi o no, essere quello che mi aspettavo o meno». Come rimediare? «Bisogna spingere gli italiani a leggere di più, a fare amare i libri» dice Ferrari. «Con iniziative serie di promozione».

«Leggere è faticoso» 

Il linguista Tullio De Mauro spiega: «Il 70% degli italiani ha difficoltà nella comprensione di un testo, dicono alcune ricerche internazionali. Quindi è evidente che per chi ha poche competenze leggere un libro diventa complicato. È come un cane che si morde la coda: meno leggiamo più diventa difficile». Perciò l’istruzione gioca un ruolo fondamentale, secondo De Mauro: «È necessario che le scuole siano centri di cultura e ricerca, che le bilioteche aumentino e diventino luoghi dove è piacevole andare e non solo magazzini di libri».

#STOLEGGENDO Mandaci la tua foto con il libro che stai leggendo su Instagram con l’hashtag #stoleggendo e @donnamoderna

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