Julia Roberts: «Il mio primo autografo l’ho firmato in bagno»

Julia Roberts in "Wonder", nelle sale italiane dal 21 dicembre

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di

Lorenzo Ormando

Era il 1988, Julia Roberts aveva appena recitato in “Mystic Pizza” e una signora la riconobbe nella toilette di un cinema. «Allora capii che, forse, ce l’avevo fatta» ricorda la diva, ora nelle sale con “Wonder”. «E che mia madre aveva ragione: mai arrendersi»

Nel corridoio di un hotel di Londra c’è un viavai di publicist e giornalisti. Ripenso alla scena di Notting Hill in cui Hugh Grant viene scambiato per il reporter di Cavalli e segugi... Anche perché dall’altro lato della porta mi attende la stessa attrice. «Piacere!» esclama Julia Roberts. E mentre sfodera il sorriso più luminoso di Hollywood, mi scorrono davanti agli occhi i ruoli che hanno definito la sua carriera: da Fiori d’acciaio a Pretty Woman, a Erin Brockovich con cui ha vinto l’Oscar. Ambasciatrice Lancôme, quest’anno è stata incoronata da People, per la quinta volta, donna più bella del mondo. «La bellezza è questione di genetica, ma dipende anche dalle persone che ci circondano» commenta lei. «Nel mio caso, la famiglia». Ovvero, Daniel Moder, direttore della fotografia, che ha sposato nel 2002, e i loro figli: i gemelli Hazel e Finn, 13 anni, e Henry, 10. Di famiglia parla il suo nuovo film: Wonder, tratto dal bestseller di R.J. Palacio. Il protagonista è August Pullman, un 11enne affetto dalla sindrome di Treacher Collins, che deforma i lineamenti del viso. Julia interpreta sua madre Isabel, che dopo averlo educato a casa per anni decide di iscriverlo in prima media. A scuola August scoprirà l’amicizia, ma anche i pregiudizi e il bullismo.

Conoscevi il romanzo?

Sì, lo avevo comprato dopo aver visto una recensione sul New York Times. L’ho letto in un weekend e il lunedì a cena con i ragazzi ho detto: «Ho trovato un libro da leggere tutti insieme». È diventato un rito quotidiano.

Lo fate spesso?

Quando ero piccola mio padre mi leggeva storie: mi piaceva entrare nei sogni “accompagnata” da lui, quindi l’ho copiato. Ma i miei figli non vogliono che imiti le voci dei personaggi, dicono che rovino tutto (ride, ndr).

Come affronti il tema del bullismo a casa?

Ne parliamo spesso, è fondamentale insegnare ai giovani a provare empatia per gli altri. Sono le nostre differenze a renderci interessanti e mi auguro che questa storia incoraggi i ragazzini che sono vittime di bullismo a parlarne con un adulto. È il primo passo verso il cambiamento. A te è capitato da giovane? Sì, non ero esattamente la ragazza più popolare della scuola: ero timida e preferivo non farmi notare dai compagni, che mi prendevano in giro fino a farmi sentire insignificante. I ragazzi di oggi, però, devono affrontare anche un bullismo più cattivo.

Julia Roberts Wonder

Julia Roberts e il piccolo Jacob Tremblay in "Wonder", nelle sale italiane dal 21 dicembre

A te è capitato da giovane?

Sì, non ero esattamente la ragazza più popolare della scuola: ero timida e preferivo non farmi notare dai compagni, che mi prendevano in giro fino a farmi sentire insignificante. I ragazzi di oggi, però, devono affrontare anche un bullismo più cattivo.

Quale?

Quello del web, dove ad aggredire sono hater anonimi. Wonder è un invito a riscoprire la gentilezza verso il prossimo, l’ascolto.

Per questo non sei sui social?

Non li capisco, mi sembra di parlare al vento. Se qualcuno ha un argomento da discutere con me, vorrei farlo direttamente. Ma non li giudico, per alcuni è un ottimo modo per restare in contatto. In questo film si piange molto.

Cosa ti commuove nella vita?

La lista è lunga! Per il mio 50esimo compleanno (lo scorso 28 ottobre, ndr), io e mio marito siamo andati a San Francisco. Daniel aveva detto che voleva un weekend solo per noi due. Ma mi ha fatto una sorpresa: arrivati lì, c’erano anche i nostri 3 figli. Mi sono emozionata da morire.

Cerchi mai di trattenere le lacrime davanti a loro?

No, anzi: mostrarsi tristi è la prova che si tratta di momenti normali che, poi, si superano. Quando è morto il regista Mike Nichols, un carissimo amico, sono stata male. I miei figli hanno cominciato a raccontarmi delle storie su di lui per farmi sorridere: ci sono riusciti.

Julia Roberts Wonder

Julia Roberts e Owen Wilson in "Wonder", nelle sale italiane dal 21 dicembre

Qual è il tuo film a cui i fan sono più affezionati?

Pretty Woman. Non passa giorno senza che qualcuno mi dica quanto migliori l’umore. Occupa un posto speciale nel mio cuore.

Hai iniziato a recitare a 20 anni. Chi ti ha dato il miglior consiglio che tu abbia mai ricevuto?

Mia madre: a 17 anni mi ero trasferita a New York e lavoravo in un negozio di scarpe. Volevo tornare disperatamente a casa, ma lei disse no: «Non ce la farai mai se non resti lì e continui a provare». Mi ha spinta a non arrendermi.

E oggi sei una delle più grandi star del cinema.

Eppure sono ancora timida, divento nervosa quando la gente si avvicina e mi parla. Will Smith e Tom Hanks sono vere stelle, sanno sempre cosa dire e come comportarsi.

Quando hai capito di essere diventata famosa?

Dopo l’uscita di Mystic Pizza, nel 1988, andai al cinema con i miei genitori, in Georgia. Mentre entravo in bagno, una signora esclamò: «Ma sei tu quella di Mystic Pizza?». Fece passare sotto la porta un foglio e mi chiese un autografo. Allora capii che, forse, qualcosa era cambiato.

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