La tua vita in un libro: la quinta prova di Rosella

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Le concorrenti del talent “La tua vita in un libro” affrontano la quinta prova: scrivere un dialogo. Ecco la prova di Rosella

QUINTA PROVA: IL DIALOGO

«Zio da dove salta fuori questa Val? La tua fidanzata non si chiamava Lisa?»

«Sì, ma la Val è più giovane! L’ho trovata nel negozio di pedicure. Menina, cosa vuoi, alla mia età più che badanti non si trovano».

«Le hai fatto credere di avere i milioni? Comunque le dovresti almeno spiegare la storia del fuso orario: l’hotel si è lamentato che ti ha cercato in piena notte».

«Pffff… con quello che pago, alla bettola non si possono lamentare… vuoi altro vino?»

«No zio, mi sembra che per questa cena abbiamo dato, domani lavoro».

«Boia, vorrei avere la tua età e lavorare anch’io. Comunque, com’è che non hai un namorado? La vita non è fatta per star da soli».

«Zio dovevi portamene uno un po’ bello dal Brasile. Poi chi te l’ha detto che non abbia qualcuno?»

«Par carità, dal Brasile lascia stare, moglie e buoi dei paesi tuoi. Comunque se ne hai uno e non me l’hai presentato, non è quello giusto! A novantatre anni  si muore da un giorno all’altro. Vorrai la mia approvazione, no?»

«Non avevo pensato a questo aspetto, comunque hai ragione, nessuno degno di nota».

«Non sei più una ragazzina, so che ti piace il girare il mondo ma non fare l’errore di non fermarti da qualche parte. I piedi in qualche posto si devono piantare».

«Grazie zio, io non sarò una ragazzina, ma tu sei un vecchio rimbambito! Hai girato il mondo sino a ieri e ogni giorno ne salta fuori una da un paese diverso e mi vieni a dire queste cose!?!»

«Tu sei quella tra i nipoti che mi somiglia di più, per questo te lo dico!  Sei una Cavalli proprio come me…»

«Non sono una Cavalli a dire il vero. Forse ho qualche speranza di essere meno matta di te».

Scoppiando a ridere si sbrodola del vino rosso sulla camicia bianca.

«Puta madre, son propri niu véc’».

Il commento dell'editor

Uno scambio veloce e divertente, che possiamo tranquillamente immaginare al tavolo di una trattoria o della cucina di casa, quello tra la protagonista del memoir di Rosella e lo zio novantatreenne, appena rientrato in Italia dopo una vita passata in Brasile.

Come nel gioco di trovare le differenze, i due si rispecchiano con sincerità e pochi filtri uno nell’altro, alla ricerca di somiglianze e discordanze: lo zio ha una nuova fidanzata, mentre la nipote nessuno degno di nota; lui ha vissuto in giro per il mondo, lei bene o male è rimasta a casa; lui ha novantatre anni ma forse se ne sente una quarantina, lei chissà.

La conclusione strappa un sorriso e lascia il lettore con la curiosità di scoprire il resto della storia.

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