La tua vita in un libro: la seconda prova di Beatrice

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Le 10 concorrenti del nostro talent "La tua vita in un libro" si cimentano nella seconda prova: show, don't tell. Ecco la prova di BEATRICE

SECONDA PROVA: DESCRIVERE UN PERSONAGGIO SECONDO IL PRINCIPIO "MOSTRARE NON RACCONTARE" 

Quanto la adoro questa sensazione. Quanta leggerezza in questo andirivieni sospeso in mezzo all’aria. Potrei abitarci su un’altalena, credo di sì.

E senti un po’ la piccola Amanda come scalpita emozionata qua dentro, proprio sotto la gabbia toracica.

Sarà che adesso siamo qua io e lei sole e sembra quasi che si possa fare pace. Sarà che al vento che mi pizzica le guance e che si porta dietro quest’odore buono di ottobre non resisto. E non resisto a questo sole incerto che se ne viene fuori all’improvviso tra le nuvole e mi invade gli occhi e mi costringe a chiuderli. A questa sensazione sublime di calore vivo che mi schiaccia le palpebre non resisto.

Sarà per questo che mi viene da allungare le gambe più che posso, da tirare più su i piedi, così in alto che se gli occhi li riapro un attimo sotto ci vedo il cielo. E il mondo si capovolge e mi gira un po’ la testa e i pensieri mi si confondono e alcuni se ne vanno e altri mi spuntano tutt’a un tratto nel cervello, così, senza averli chiamati.

Tipo questo, un po’ strano, a cui non saprei dare esattamente un nome. Che mi nasce dentro come una scossa, come un formicolio buono che mi scorre sotto la pelle un po’ dappertutto, e uno potrebbe dare la colpa al vento. Eppure. Non sembra quel freddo maledetto solito. A starlo a sentire bene quasi mi sembra che assomigli a una qualche forma di calore. Di un calore vivo.

Oddio, allora mi viene tanto da pensare che sia possibile. Che ci sia davvero ancora qualcosa che qua dentro ha una qualche voglia di vita, che davvero si stia facendo spazio tra tutte queste costole che gli altri esseri umani non si ricordano nemmeno di avere.

Il commento della editor Nina

Beatrice racconta la nascita di un sentimento nuovo (la voglia di vivere), e lo fa con grazia e maestria, ricorrendo a un’immagine aerea e romantica come quella dell’altalena, resa originale dal ritmo della sua scrittura.

Funziona Il ritmo, appunto. Le ripetizioni volute, la punteggiatura, le frasi di lunghezza simile richiamano quasi il movimento ondulatorio e cadenzato dell’altalena.

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