La tua vita in un libro: la seconda prova di Erika

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Le 10 concorrenti del nostro talent "La tua vita in un libro" si cimentano nella seconda prova: show, don't tell. Ecco la prova di ERIKA

SECONDA PROVA: DESCRIVERE UN PERSONAGGIO SECONDO IL PRINCIPIO "MOSTRARE NON RACCONTARE" 

Di suo padre aveva solo un libro. E la foto sbiadita delle battaglie per i diritti civili combattute per le strade di Roma. Li stringeva forte in mano per farsi coraggio. Ora se lo trovava davanti, imponente come sempre, con in mano la valigia vecchia piena di carte, appunti e pratiche da sbrigare. Sapeva che per lui, anni prima, non era stato facile accettare l’omosessualità del figlio, ma poi lo aveva sempre avuto dalla sua parte, forte e deciso, pronto a difenderlo contro il mondo. Come avrebbe preso questa novità, questa normalità piombata nella sua vita che però era solo il primo tassello di una nuova diversità?

Improvvisamente si ritrovò a contare forte: 1, 2, 3... fino a cento, fino a mille, per superare la paura, proprio come quando da ragazzino i suoi fratelli lo avevano rinchiuso nel baule della macchina. Il buio, gli spazi ristretti. Da quel momento era iniziata la sua claustrofobia. Ma nessuno sentiva le sue urla e allora si era messo a contare, sempre più forte, e neppure se ne rendeva conto. Lo faceva per non sentire l’angoscia che cresceva e gli impediva il respiro. La stessa che aveva in quel momento in cui si trovava ad affrontare un gigante, il suo gigante, e doveva svelargli nuove verità. Poi c’era stata la luce, l’aria improvvisa, le risate divertite dei suoi fratelli, ma anche le braccia del padre che lo portavano in salvo.

Tutto il suo coraggio si nascondeva lì, allora come oggi, in quel breve spazio di vita in cui smise di contare e lo guardò negli occhi.

Il commento della editor Nina

Il brano di Erika parla del coraggio e di una piuma di Dumbo per superare la paura, scoperta dal protagonista quando ancora era ragazzino e i fratelli l’avevano chiuso per scherzare nel baule di una macchina.

Funziona Il “trucco” del contare per riprendere il controllo e l’attacco. Il riferimento immediato alla figura del padre e il suo ritornare più volte in ruoli diversi (quello del professionista integerrimo e imponente, che incute timore; quello del padre spaesato di fronte all’omosessualità del figlio ma pronto a difenderlo; le braccia che portano il salvo il protagonista bambino) rendono bene l’idea della complessità di un rapporto in divenire come quello padre-figlio.

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