La tua vita in un libro: la seconda prova di Onorina

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Le 10 concorrenti del nostro talent "La tua vita in un libro" si cimentano nella seconda prova: show, don't tell. Ecco la prova di ONORINA

SECONDA PROVA: DESCRIVERE UN PERSONAGGIO SECONDO IL PRINCIPIO "MOSTRARE NON RACCONTARE" 

Un giorno iniziato come tanti, tra quotidianità e pensieri vaganti come nuvole senza forma e senza meta, mi sono ritrovata di fronte allo specchio: ciò che vedevo non mi piaceva. Quella figura riflessa non ero io! D'abitudine evitavo di soffermarmi più del necessario a guardarmi allo specchio. Ci guardavo più che altro per vedere se c'erano aloni in controluce. Ma quel giorno qualcosa mi diceva: “Fermati! Guardati! Davvero vuoi continuare a ignorarti?”

Mille domande a cui rispondere affioravano dal profondo dell'anima.

Una certezza dentro di me si faceva strada sempre più chiara, dovevo porre fine a quel malessere che mi schiacciava sempre di più, e non era il mio aspetto fisico a devastare il mio spirito. Questo era il punto, il nodo da sciogliere: mi sentivo schiacciata dai pesi, le incombenze, le priorità. Tutto doveva essere sempre sotto controllo, situazioni e persone. Dovevo essere sempre affidabile, ed ero dura con me stessa. Forse mi ero spinta oltre. Il mio ergermi a baluardo dell'efficienza mi aveva chiusa in una corteccia di una quercia forte e solida. Come la mia mole. Per avere la forza di sostenere sempre tutto e tutti, e in quel “tutti” non c'ero io.

Ho cominciato a dedicarmi del tempo. Tempo per pensare, tempo per riflettere e raccogliere le nuove sensazioni che scaturivano da questa nuova visione di me e del mio ruolo nella vita.

Avevo deciso finalmente di desiderare qualcosa.

Avevo riconosciuto di meritarlo.

Avevo conquistato la consapevolezza che era possibile.

E sono uscita da quello specchio.

L'universo è ordinato e affidabile, va avanti da sé. Io ora mi riservo un pezzetto di spazio, e mi vizio concedendomi tempo e coccole.

Il commento della editor Nina

Onorina racconta efficacemente il momento di una presa di coscienza, ma non utilizza l’aneddoto con lo scopo di tratteggiare il carattere del personaggio.

Funziona Le ripetizioni finali, che conferiscono maggiore forza alla decisione della protagonista.

Non funziona Rispetto alla consegna affidata, sarebbe stato più efficace affiancare due paragrafi nei quali la protagonista si guarda con occhi diversi, oppure raccontare un esempio del suo sentirsi “schiacciata dai pesi” o nella necessità di mostrarsi “sempre affidabile”.

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