La tua vita in un libro: la seconda prova di Raffaella

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Le 10 concorrenti del nostro talent "La tua vita in un libro" si cimentano nella seconda prova: show, don't tell. Ecco la prova di RAFFAELLA

SECONDA PROVA: DESCRIVERE UN PERSONAGGIO SECONDO IL PRINCIPIO "MOSTRARE NON RACCONTARE" 

Lo scatto metallico del portone stavolta non arriva, tre passi e di solito si chiude con un rumore adeguato alla sua mole.

Istintivamente mi volto e lo vedo: un ragazzo alto, slavato, un enorme stereo poggiato sulla spalla.

È entrato piano, come un fantasma, è troppo vicino; d'impulso cerco le chiavi di casa, percorrendo con la mano la lunga molla colorata che mi penzola dai jeans.

Mi chiede in tono piatto se conosco un certo Piero, un suo amico, dovrebbe vivere nel mio palazzo.  

Gli rispondo che non abita nessun Piero qui, conosco tutti, e salgo veloce la prima rampa di scale. Con una falcata mi raggiunge e mi schiaccia contro il muro. Posa la radio e mi blocca con le braccia da entrambi i lati. Il mio cuore impazzisce, batte come un tamburo nel petto, mi ronzano le orecchie, sono paralizzata, mi sembra impossibile stia accadendo davvero.

Ha l'alito cattivo e mentre con una mano mi inchioda alla parete, con l'altra inizia ad armeggiare alla zip dei suoi pantaloni.

So con certezza che se non reagisco mi succederà qualcosa di orribile, anche se non capisco bene cosa: in fondo ho dodici anni, per ora ho solo dato un bacio “a stampo” a Edo, il mio amico del mare, dietro le cabine, il ricordo mi scalda un punto in fondo allo stomaco, sento i granelli di sabbia sulle ginocchia, le sue labbra salate.

Ringhio un urlo rabbioso e mi divincolo, riesco a sgusciare sotto il suo braccio teso e a scappare volando su per le scale, mentre chiamo mia madre a squarciagola.

Arrivo ansante al mio pianerottolo e con la coda dell'occhio lo vedo: se ne sta andando. Sono salva.

Il commento della editor Nina

Per illustrare il coraggio Raffaella ha scelto di condividere un aneddoto molto forte e ben costruito, che colpisce il lettore e gli trasmette con chiarezza lo spaesamento, la paura e la forza di reagire della protagonista.

Funziona I dettagli (la lunga molla colorata portachiavi, l’alito cattivo), che rendono il racconto vivido e sincero; il richiamo al bacio “a stampo” all’amico Edo, pietra di paragone per quello che sta accadendo.

Non funziona Manca un riferimento alla protagonista oggi, che lasci intendere come quell’esperienza abbia influito sul suo carattere e l’abbia aiutata a diventare una donna più coraggiosa e capace di reagire e difendersi.

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