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Il libro di Papa Francesco è il primo bestseller dell’anno

di Sara Scheggia
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Di interviste Bergoglio ne ha fatte tante. Ma questa è speciale: porta la sua firma in un libro appena uscito in 86 Paesi del mondo. Si intitola "Il nome di Dio è misericordia" ed è edito da Piemme

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Di interviste Bergoglio ne ha fatte tante. Ma questa è speciale: porta la sua firma in un libro appena uscito in 86 Paesi del mondo. Si intitola "Il nome di Dio è misericordia" ed è edito da Piemme

Di interviste Bergoglio ne ha fatte tante. Ma questa è speciale: porta la sua  firma in un libro appena uscito in 86 Paesi del mondo. Si chiama Il nome di Dio  è misericordia, in Italia è edito da Piemme e promette di piazzarsi tra i  bestseller del 2016.

Per raccontarsi, Papa Francesco si affida ad Andrea  Tornielli, vaticanista del quotidiano La Stampa. «Gli ho proposto io di  dialogare. E lui ha accettato volentieri» rivela proprio il giornalista, che ha  incontrato il Pontefice l’estate scorsa. «Essere ricevuti dal Papa fa sentire in  soggezione, ma Francesco mette a proprio agio chiunque. Io mi ero presentato nel  suo appartamento di Santa Marta, in Vaticano, con 3 registratori e un taccuino.  Preoccupato che non avessi spazio a sufficienza per scrivere, Bergoglio è andato  a prendermi dei fogli. Uno di quei piccoli gesti che gli intervistati famosi di  solito non fanno». Il lavoro è poi proseguito via e-mail, con il Papa in persona  che leggeva e correggeva le bozze.

Una guida al Giubileo dedicata anche ai laici
Il libro è un vademecum per l’Anno santo, ma parla anche a chinon crede, perché contiene appelli laici a non emarginare i poveri,i carcerati, gli immigrati, gli omosessuali. «Il Papa ha indetto ilGiubileo perché riconosce le ferite dell’umanità» spiega Tornielli.«Oggi è facile perdere fiducia nel futuro e nella Chiesa: il suo messaggio, invece, è che ci si può sempre rialzare. E che il perdono spetta a  tutti, basta la volontà di pentirsi e riconoscere i propri sbagli». Nel testo si  citano anche maghi e santoni a cui a volte ricorre chi si trova in difficoltà.  «Il Papa sa che c’è un gran desiderio di spiritualità. Per stare vicino alla  gente usa metafore forti: per esempio, la Chiesa deve essere un “ospedale da  campo”, pronto a soccorrere i feriti più gravi sul posto. E la confessione non è  una “tintoria” dove ci si smacchia dai peccati, ma neanche una “stanza da  interrogatori”» sottolinea il giornalista.

Un diario dei ricordi del pontefice
Nel volume ci sono aneddoti personali del passato del Papa, conditi qua e là da  parole in spagnolo. «Francesco racconta di quando, da ragazzo, ha pianto per la  morte del sacerdote che lo confessò a 17 anni. E cita tante storie di  disperazione che si è trovato ad affrontare a Buenos Aires mentre era un prete  di strada» aggiunge Tornielli. Nessun cenno, invece, all’ultimo scandalo  Vatileaks. «È una mancanza voluta: il Papa ha già parlato più volte di questo  tema». Ma allora cosa lo preoccupa oggi? «La crescente indifferenza che ci fa  restare freddi anche davanti a fatti terribili. E i grandi problemi che  affliggono il mondo: povertà, crisi economica, guerre».

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