Matt Damon: «Per fortuna non ho fatto sesso con Scarlett»

«Non immaginavo che avrei amato essere un marito e un padre». Con poche parole, sussurrate a occhi bassi per nascondere la timidezza, Matt Damon conferma subito la sua fama di ragazzo d’oro di Hollywood. Sposato con Lucy e padre di quattro figlie (la più grande avuta dalla moglie in una relazione precedente), è anche uno degli esponenti di spicco di quel gruppo di divi filantropi in cui figurano i suoi migliori amici Ben Affleck, Brad Pitt e George Clooney. Carino, gentile, perfetto, ai limiti del fastidioso. Se non fosse per la frase appena detta: non capita spesso che l’attore parli dei suoi sentimenti. Lo fa, quando lo incontriamo a New York, perché ammette di essersi identificato più del previsto con il suo personaggio nel film appena uscito La mia vita è uno zoo: un giornalista che dopo la morte della moglie acquista un vecchio zoo da rimettere a posto, con la speranza di dare una nuova chance a se stesso e ai due figli. «All’inizio è stato difficile diventare Benjamin» dice Matt. «Lucy è la mia anima gemella e non riesco a immaginare una vita senza di lei. Ma allo stesso tempo essere padre mi ha permesso di intuire che cosa significhi una perdita così grande. Dieci anni fa, quando ero single, non sarei stato capace di interpretare questo ruolo». È diventato più emotivo ora che è sposato? «Certo. Essere marito e padre mi permette di accedere in modo immediato ai miei sentimenti anche quando sono sul set». Che papà è Matt Damon? «Sono un privilegiato, perché ci sono dei lunghi periodi in cui non lavoro e posso stare con la famiglia tutto il tempo che voglio. Per la maggior parte degli uomini non funziona così». Come mai ha deciso di vivere a New York e non a Boston, dove è nato, o a Los Angeles, vicino agli Studios di Hollywood? «Qui le mie ragazze possono girare per strada, guardarsi intorno e capire che nel mondo non tutti parlano la stessa lingua, credono nello stesso Dio o vivono nelle stesse condizioni economiche agiate». Porterà le sue bambine al cinema a vedere La mia vita è uno zoo? «Sicuramente. Alexia, la più grande, è una appassionata di cinema: in questa pellicola interpreta anche una piccola parte e muore dalla voglia di sapere com’è andata. La altre tre sono piccole. Sono venute a trovarmi sul set, ma pensavano soltanto a guardare gli animali». C’è una scena in cui Benjamin, il suo personaggio, spiega ai  figli che «qualche volta nella vita ci vogliono 20 secondi di folle coraggio». Lei li ha mai avuti? «Spesso, soprattutto all’inizio della mia carriera, quando mi sono trasferito a New York per seguire il mio amico d’infanzia Ben Affleck». Alla fine degli anni Novanta, lei e Affleck avete conquistato l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale con Will Hunting - Genio ribelle. Seguite altri progetti insieme? «Sì, Ben è un compagno di lavoro, oltre che di vita. Abbiamo una casa di produzione, la LivePlanet, che si occupa di programmi tv e documentari attenti ai temi ambientali. In questo momento, poi, stiamo scrivendo il film sulla storia di James “Whitey” Bulger, il padrino della mafia irlandese a Boston, catturato un anno e mezzo fa dopo 16 di latitanza. Io sarò il protagonista, Ben il regista». Dicono che lei sia un tipo molto nervoso quando inizia un nuovo film. È ancora così? «Più che altro sono ansioso, soprattutto se non ho mai incontrato prima i miei colleghi. Sul set funziona un po’ come il primo giorno a scuola, quando ti ritrovi in una classe dove non conosci nessuno. Senza contare che di solito i registi chiedono a noi attori di girare subito le scene più impegnative e questo crea spesso delle situazioni imbarazzanti». Ce ne racconta una? «Qualche anno fa, appena iniziate le riprese de L’ombra del potere, io e la mia partner Tammy Blanchard abbiamo fatto giusto in tempo a dirci “Ciao, piacere di conoscerti” e dopo cinque minuti abbiamo girato una scena di sesso. Non ha idea di quanto mi sia vergognato!». È andata meglio con Scarlett Johansson, sua partner in questo film? «Sì, anche perché non abbiamo fatto sesso!». Ma come...«Sarebbe stato difficile “misurarmi” con una delle donne più sexy del mondo... E raccontarlo la sera a mia moglie o, peggio, far vedere la scena alle mie figlie. Per fortuna, Scarlett aveva un ruolo molto diverso dalle femmes fatales che interpreta di solito».

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Che Matt Damon sia impazzito? Nel film La mia vita è uno zoo ha come partner la supersexy Scarlett Johansson, eppure è felice
di avere mantenuto le distanze. Un po’ perché il suo ruolo preferito è quello di marito. Tanto perché ancora si vergogna ripensando a quando è finito a letto con una che conosceva da cinque minuti...

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