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Men in black

di Giusy Cascio
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Il talento per conquistare gli elettori americani e i botteghini mondiali già basterebbe. Però loro hanno di più: lo stile degli uomini di classe e il fascino dei seduttori. Inutile chiedersi perché siano irresistibili

Il talento per conquistare gli elettori americani e i botteghini mondiali già basterebbe. Però loro hanno di più: lo stile degli uomini di classe e il fascino dei seduttori. Inutile chiedersi perché siano irresistibili

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Denzel Washington

È l'icona del nuovo black power in America. "Figlio di un pastore protestante e di un'estetista, Denzel Washington ha la forza della tranquillità" dice Piera Detassis, direttore del mensile di cinema Ciak. "Nei panni del boss della droga di American gangster, ora nelle sale, è splendido". Un metro e 83 di impeccabile bellezza, ancora intatta a 53 anni, Denzel è uno dei più eleganti di Hollywood (a ritirare i premi va sempre in completo Armani). "È il vero erede di Sidney Poitier, attore e regista simbolo per gli afroamericani negli anni Sessanta" continua Piera Detassis. "Non a caso, dopo di lui Washington è stato l'unico interprete di colore  a vincere due Oscar: nel 1989 per Glory e nel 2001 per Training day".

Difensore dei diritti civili in Malcolm X e di quelli di un omosessuale malato di Aids in Philadelphia, il divo ama i ruoli impegnati. "Anche in famiglia ha dimostrato coraggio: ha ammesso in pubblico di aver tradito la moglie, Paulette Pearson" aggiunge Piera Detassis. "Ed è stato premiato: Paulette è rimasta con lui e i loro quattro figli John, David, i gemelli Malcolm e Olivia, e l'ha persino risposato". Per il prossimo futuro Washington ci riserva ancora almeno un paio di sorprese. Nel ruolo di un poeta combattivo in The great debaters, che ha anche diretto. E in The taking of Pelham 123, dove vestirà i panni di un superpoliziotto che deve negoziare la liberazione di 18 ostaggi nella metropolitana di New York.

Barack Obama

Un nero alla Casa Bianca? Dopo il supermartedì delle primarie è un sogno ancora possibile. "La lunga marcia del 46enne Barack Obama è appena iniziata. Bam, come lo chiamano i tabloid, scalda le platee e accende la speranza nel cambiamento" commenta Vittorio Zucconi, inviato de la Repubblica. Ma se la Clinton avrà più delegati alla convention democratica di fine agosto, è credibile l'ipotesi di un "ticket", con Hillary candidata alla presidenza e Obama alla vicepresidenza? "No" azzarda Zucconi. "Sarebbe un ménage à trois politico: Bill, ex presidente e marito ingombrante, è un fardello troppo pesante.

Obama non accetterebbe di fare il vice, perché di fatto sarebbe il terzo incomodo. Ma ha il carisma per vincere da solo. Con la mano in tasca e quell'aria dégagé, sembra voler dire: "Vi offro la svolta. Se volete, seguitemi. Altrimenti continuo per la mia strada". È la strategia del grande seduttore: sensibile, mai aggressivo. Non a caso piace sempre di più alle donne". Non solo alla moglie Michelle o alla regina dei talk show Oprah Winfrey. Non solo alle figlie Malia, 9 anni, e Natasha, 7, a cui legge Harry Potter come fiaba della buonanotte. Ma alle (afro)americane normali. "Vedono nel senatore venuto dalle due Kappa, il Kenya del padre e il Kansas della madre, l'uomo della riconciliazione" dice Zucconi. "Che per conquistarle non gioca la carta razziale, ma propone: via dall'Iraq subito, più assistenza sanitaria. E conclude: "Yes, we can". Sì, possiamo".

Will Smith

Lui è leggenda (unico sopravvissuto sulla Terra, sta sbancando il botteghino con I am legend). Lui sì che capisce le donne (riguardatelo in Hitch). Lui è un principe. A Bel Air (nella famosa serie tv degli anni Novanta) e in tutto il globo. I registi se lo contendono, non ultimo Gabriele Muccino, che a marzo inizierà a girare con lui la commedia Seven pounds, seconda prova insieme dopo La ricerca della felicità. Lui è Will Smith, 39 anni. Impossibile resistergli: sorriso smagliante, muscoli scolpiti e orecchie a sventola tremendamente sexy, fra i men in black è il primo. Non foss'altro perché ha il copyright del titolo, dopo i successi dei due film in cui interpreta l'agente interplanetario J. Ricordate? Completo e cravatta scuri: un sogno erotico in noir.

"Rispetto ai colleghi afroamericani, Smith ha un fascino più scanzonato" dice Gianni Canova, docente di Storia del cinema allo Iulm di Milano e volto di Sky nel programma Il cinemaniaco. "Piace anche perché è un papà tenero. Di Trey, nato dalle nozze con la modella Sheree Zampino. E di Jaden e della piccola Willow, avuti dall'attuale moglie, l'attrice Jada Pinkett. Jaden ha recitato con lui ne La ricerca della felicità, Willow in I am legend, perché Will ama mescolare vita pubblica e privata, ne va fiero". Da rapper ha vinto due Grammy, da attore è stato appena incoronato dal settimanale Newsweek re Mida di Hollywood per i 4,4 miliardi di dollari incassati al box office. "Dà il massimo nei blockbuster, ma sa essere profondo. Come in Alì, dov'è un intenso Cassius Clay" dice Canova. Adesso, lo aspettano altre due sfide: a luglio, in Hancock, vestirà i panni di  un buffo supereroe, poi nel film di Muccino sarà un esattore fiscale. Molto, molto speciale.

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