del

Monica Bellucci

di Lavinia Rittatore
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Ci stupisce (ma un po' ci consola) sapere che la Bellucci ha i problemi di ciascuna di noi. Sul set di Per sesso o per amore? Monica allattava la sua bambina. E adesso che la piccola ha un anno e mezzo, lei continua a fare i salti mortali. Pur mantenendo il fascino della diva

Ci stupisce (ma un po' ci consola) sapere che la Bellucci ha i problemi di ciascuna di noi. Sul set di Per sesso o per amore? Monica allattava la sua bambina. E adesso che la piccola ha un anno e mezzo, lei continua a fare i salti mortali. Pur mantenendo il fascino della diva

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Sul grande schermo non fa nulla per nascondere la sua bellezza esplosiva, anzi. In Per sesso o per amore?, ora al cinema, indossa (e si toglie) con nonchalance gli striminziti panni della prostituta Daniela. Ma se si tratta di rivelare agli altri la propria intimità, Monica Bellucci alza un velo quasi invalicabile. «Ho fatto la modella, oggi sono un’attrice: spogliarmi non mi imbarazza» dice la diva italiana con una “erre” arrotondata irresistibilmente francese. «Ma la mia anima no, non la metto a nudo». Fa un’unica eccezione, Monica, quando racconta del suo mestiere di mamma.

Per sesso o per amore? è il primo film che ha girato dopo la nascita di sua figlia. È vero che la allattava sul set?

«Verissimo, ogni tre ore passavo dalle scene osé al biberon. Una fatica... Anche perché, a pochi mesi dal parto, era un po’ schizofrenico fare la prostituta davanti alla macchina da presa e la mamma nelle pause».

Anche suo marito Vincent Cassel è un attore famoso. In che modo conciliate carriera e famiglia?

«Con mille sforzi, come tutti i genitori che lavorano. Abitiamo tra Parigi, Londra e l’Italia. Quando si può, lavoriamo insieme. Altrimenti, lui viene a trovarmi. E lo stesso faccio io».

E la piccola Deva?

«La porto sempre con me. È abituata a viaggiare, a un anno e mezzo ha già girato mezzo mondo. Ora è in vacanza con il papà, ma senza di lei è come se mi mancasse un braccio: viviamo appiccicate da quando è nata».

Che tipo di mamma è la Bellucci?

«La classica matrona italiana, super apprensiva. Per Deva ho perfino imparato a cucinare: proteine a pranzo, riso o pasta la sera, il biberon prima della nanna. E il pomeriggio, dopo aver giocato, una bella merendona. È stancante starle dietro, ma non ho certo messo al mondo una figlia per farla crescere dalla baby sitter».

Intanto gira film a raffica: quest’anno uscirà in Italia N-Napoleon di Paolo Virzì. Poi sarà la protagonista del francese Le Concile de Pierre, con Catherine Deneuve, e del thriller Usa Shoot them up, con Clive Owen.

«Passare da un set all’altro è faticoso, per carità. Ma mi piace da matti,  non potrei vivere senza il cinema. E poi mi sono riposata durante la gravidanza: per nove mesi ho messo da parte il lavoro e mi sono dedicata solo al pancione».

Ora che ha una figlia, si sente condizionata nelle sue scelte di attrice?

«No, non lo trovo giusto. Non a caso, sia in Per sesso o per amore? sia in Shoot them up, che sto per iniziare a girare, faccio la prostituta. I ruoli da peccatrice sono i miei preferiti».

Quanto conta il sesso per lei?

«Moltissimo. Ma perché una coppia duri, il desiderio deve trasformarsi in qualcosa di più profondo, nell’amore. Prenda Vincent e me: diventare genitori ci ha unito ancora di più».

Saprà di essere un’icona di fascino sia per gli uomini sia per le donne. Il regista Bertrand Blier ha scritto Per sesso o per amore? su misura per lei. E dicono che a Città di Castello, dove è nata, le ragazze si trucchino e si pettinino alla Bellucci.

«Davvero? Non mi risulta, e pensare che in Umbria torno spesso per andare a trovare i miei».

Non vorrà dire che per strada passa inosservata.

«Mica sono un’ipocrita! So di suscitare una certa ammirazione. E so anche che se non avessi avuto queste curve adesso non starei qui a farmi intervistare: il successo lo devo soprattutto al mio corpo».

Eppure alcune sue colleghe sostengono che la bellezza sia un peso.

«Ah sì? Be’, possono stare tranquille,  prima o poi le rughe arrivano».

E lei come le combatte?

«Cerco di non farne un dramma. A 41 anni mi sento bene con me stessa, e si vede. Qualche giorno fa ho incontrato una vecchia amica. Era radiosa, appagata, più di quanto lo fosse da ragazza. La questione è semplice: se riesci a essere bella dopo i 40, significa che hai vinto la lotta con la vita».

Monica Bellucci l’ha vinta?

«Se ripenso agli obiettivi che mi ero fissata, sì. Amo, riamata, mio marito. Ho una bambina meravigliosa. Recito in film che mi piacciono. Che cosa potrei volere di più?».

Magari un altro figlio. Gira voce che sia di nuovo in dolce attesa: è vero?

«Si riferisce alle foto paparazzate della mia ultima vacanza con Vincent? Mi sa che sono stati male interpretati quei due chiletti in più...».

Smentisce, quindi?

«Sì, niente bambini per ora. Anche se, le dirò, mi piacerebbe averne un altro. Ricordo che prima di rimanere incinta di Deva mi guardavo il seno allo specchio e pensavo: possibile che serva solo per riempire la scollatura di un vestito?».

Il personaggio

Monica Bellucci nasce il 30 settembre 1964 a Città di Castello (Pg). Mentre frequenta la facoltà di Giurisprudenza a Perugia, inizia a lavorare come modella. È bellissima, e

stilisti e fotografi non possono fare a meno di notarla. Così Monica si trasferisce a Milano, dove diventa testimonial di Dolce e Gabbana. Negli anni Novanta fa il grande salto

dalla moda al cinema. Nel 1996, sul set de L’appartamento, conosce il divo francese Vincent Cassel. I due, sposati dal

1999, hanno una figlia, Deva, nata il 12 settembre 2004.

I suoi successi

A partire dal debutto ne La riffa (1991) Monica Bellucci gioca

sulla sua bellezza per diventare una diva. Tra l’Italia e la Francia gira I mitici-Colpo gobbo a Milano (1994), Dobermann (1997), Malèna (2000), Irréversible (2002). Poi parte alla conquista degli

Usa, dove recita negli ultimi due episodi di Matrix (2003). Ma

è Parigi la sua seconda casa: nel 2004 Monica è la madrina della

collezione di gioielli Cartier dedicata alla pantera, quest’anno è stata nominata Cavaliere delle arti e delle lettere. Presto la vedremo in N-Napoleon, il film sull’esilio di Napoleone all’Elba.

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