del

No alla violenza contro le donne!

di Antonella Trentin
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Basta stupri, basta calci, pugni, umiliazioni. Donna Moderna non ci sta più: alziamo la voce contro questo scandalo. Ogni tre giorni, in Italia una donna è uccisa dal marito, dal fidanzato o dall'ex partner. Una vergogna da cancellare. La nostra battaglia è solo all'inizio: ribelliamoci!

Basta stupri, basta calci, pugni, umiliazioni. Donna Moderna non ci sta più: alziamo la voce contro questo scandalo. Ogni tre giorni, in Italia una donna è uccisa dal marito, dal fidanzato o dall'ex partner. Una vergogna da cancellare. La nostra battaglia è solo all'inizio: ribelliamoci!

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Basta stupri, basta calci, pugni, umiliazioni. Donna Moderna non ci sta più: alziamo la voce contro questo scandalo. 7 milioni di donne hanno subìto una forma di violenza, un milione solo nell'ultimo anno. Un solo colpevole su cento viene condannato. Vogliamo dire (anche a chi sta mettendo tutte le sue energie per difendere l'embrione) che prima di tutto c'è questa vergogna da cancellare? Leggete: vi parliamo dei centri che possono aiutarvi e di due importanti iniziative. La nostra battaglia è solo all'inizio: ribelliamoci!

CHIAMACI, SCRIVICI

Anche tu hai subito violenze o umiliazioni? Puoi chiamarci e raccontarle alla scrittrice Antonella Boralevi. Telefona allo 02.70300252, tutti i giorni dal 15 al 21 febbraio, dalle 10 alle 12. Oppure scrivi la tua esperienza e mandacela cliccando qui.

Le vostre testimonianze telefoniche e le vostre e-mail saranno pubblicate sul settimanale Donna Moderna

I DATI

1 milione

Le donne che hanno subìto uno stupro o un tentativo di stupro

3 milioni

le donne che hanno subìto  violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner

93 per cento

delle violenze subite da un partner non vengono denunciate

IL NOSTRO PROGETTO

Donna Moderna promuove, con la onlus Fondazione Pangea, Pangeaprogettoitalia. L'obiettivo è sostenere quattro centri antiviolenza che offrono alle donne sostegno legale e psicologico, le aiutano a reinserirsi nel mondo del lavoro e offrono ospitalità in case rifugio. Puoi contribuire con un versamento sul c/c bancario IT40 O 0501 801600 00000 547547, Banca Etica o sul c/c postale 36682953: causale Donna Moderna per Pangeaprogettoitalia.

Stupri, ferite gravi, percosse, insulti davanti ai figli. La maggior parte dei soprusi si consuma tra le mura di casa. Una mattanza. Ogni tre giorni, in Italia una donna è uccisa dal marito, dal fidanzato o dall'ex partner. Sei milioni e 743 mila donne, tra i 16 e i 70 anni, nel corso della vita, hanno subito violenza fisica o sessuale, secondo un'indagine dell'Istat. Solo il 7 per cento trova il coraggio di denunciare, quando il violento è il partner. Per rompere il muro di paura, due anni fa, è stato aperto un call center (telefono 1522), voluto dal ministero delle Pari Opportunità e collegato ai centri antiviolenza che offrono sostegno psicologico e legale alle vittime, e spesso una casa segreta per sfuggire agli aguzzini.

I centri sono un centinaio in tutta Italia (potete trovare un elenco qui ). Nella pagina seguente noi vi presentiamo i più noti. Se subite insulti, violenze sessuali o percosse, bussate alla loro porta! Essere picchiate e umiliate non è un destino.

TORINO

Donne contro la violenza, via Vanchiglia 6, tel. 011882436.

"Spesso la prima cosa che le donne ci chiedono è un avvocato" racconta la responsabile, Marilla Baccassino. "Alle spalle hanno una vita intera di soprusi e hanno deciso di dire basta, Ne ricordo una il cui marito la svegliava urlando nel cuore della notte: "Guadagni una miseria, non vali niente!"".

GENOVA

Centro Accoglienza per non subire violenza, via Cairoli 14/7, telefono 010-2461716.

"Riceviamo 3 mila telefonate e facciamo 400 colloqui l'anno" spiega la coordinatrice Cosima Aiello. "Abbiamo aperto un rifugio segreto 11 anni fa, ma il nostro punto di forza sono i gruppi per il cambiamento: 13 incontri, con cadenza settimanale, tra donne che hanno subito violenza, diretti da un counselor, un operatore specializzato che aiuta le vittime a diventare più consapevoli".

MILANO

Cooperativa sociale Cerchi D'Acqua, via Verona 9, tel. 0258430117.

"Oltre all'accoglienza, promuoviamo gruppi di auto aiuto tra donne" spiega la vicepresidente Graziella Mazzoli. "Coinvolgiamo anche parenti e nuovi partner che vogliono sostenere la compagna".

VENEZIA

Centro Donna del Comune, viale Garibaldi 155/A (Mestre), tel. 0412690610.

"Per uscire dalla spirale della violenza, puntiamo sull'autonomia della donna" spiega la responsabile Gabriela Camozzi. "La aiutiamo a trovare un lavoro, a capire quali qualità sfruttare, a migliorare l'autostima".

MERANO

Associazione donne contro la violenza, Corso Libertà 184/A, tel. 0473222335.

"L'anno scorso abbiamo ricevuto 200 richieste" dice l'operatrice Sigrid Pisanu. "A 12 donne con figli abbiamo offerto un rifugio segreto. Per aiutarle, sottolineiamo gli aspetti positivi della loro personalità.  In genere sono donne fortissime senza saperlo, altrimenti non avrebbero resistito per anni a botte e insulti".

TRIESTE

Centro antiviolenza G.O.A.P., via San Silvestro 3-5, tel. 040 3478827.

"Abbiamo tre appartamenti per le donne in pericolo" dice la presidente Tania Grimaldi. "A volte, quando rischiano di essere uccise, le mandiamo in case protette di altre regioni. Molte oggi si sono rifatte una vita".

REGGIO EMILIA

Associazione Nondasola, via Melegari 2/A, tel. 0522921380. "Accogliamo solo donne che hanno subito violenza" spiega la presidente, Lucia Gardinazzi "e costruiamo con loro un percorso di autonomia. Sono circa 200 l'anno".

MODENA

Casa delle donne contro la violenza, via del Gambero 77, tel. 059 361050.

Venti socie, 120 richieste l'anno. "Abbiamo due rifugi segreti per ospitare le madri più a rischio con i figli" dice Sandra Grani, socia dell'associazione. "Puntiamo molto sull'aiuto ai bambini: chi ha assistito a gravi scene di violenza da piccolo rischia di avere la vita segnata. E di riprodurre lo stesso, spaventoso, modello di coppia".

BOLOGNA

Casa delle Donne per non subire violenza, via dell'Oro 3, tel. 051333173.

Offre ascolto e accoglienza, supporto psicologico e consulenza legale. Riceve circa 360 richieste l'anno. "Abbiamo appartamenti protetti per chi è in pericolo di vita" spiega la responsabile Angela Romanin "ma offriamo anche un alloggio e la prospettiva di un lavoro alle donne  che vogliono separarsi da un marito violento. Riconquistare l'autonomia è la prima tappa per uscire dal tunnel".

RAVENNA

Linea Rosa, via Mazzini 57/A, tel. 0544216316.

"Oggi l'Associazione segue circa 400 casi l'anno e può contare su una trentina di operatrici" dice la presidente, Alessandra Bagnara. "Gestiamo un centro di prima accoglienza e di due case rifugio".

PISA

Centro antiviolenza-Casa della donna, via Galli Tassi 8, tel. 050561628.

"Ogni anno si rivolgono a noi 200 donne" racconta la responsabile, Giovanna Zitiello. "Ma ora le richieste sono aumentate e la consapevolezza pure. Quando chiamano, dicono subito di essere maltrattate e l'anno scorso il 20 per cento ha trovato il coraggio di sporgere denuncia".

GROSSETO

Associazione Olimpia De Gouges, via Trieste 5, tel. 0564413884.

"La soddisfazione più grande?" sorride Gabriella Lepri, responsabile dell'associazione. "Quando vediamo una donna rifiorire. Come una moglie che per vent'anni ha subito violenza e poi s'è ribellata. Siamo riuscite a ottenere l'allontanamento da casa del marito e una separazione favorevole".

ROMA

Associazione Differenza Donna, via delle Tre Cannelle 15, tel. 066780537.

"Siamo nati nel 1989" dice la presidente Emanuela Moroli. "Oggi siamo la struttura più grande d'Italia con 110 operatori, 2 mila richieste d'aiuto l'anno, un centro provinciale e uno comunale in grado di ospitare 16 donne con i loro bambini e il Centro Maree, che accoglie vittime di violenza, ma anche donne disagiate e ragazze madri". L'associazione ha uno sportello antistalking, diretto da Anna Baldry, criminologa dell'Università di Napoli, e gestisce un quarto centro, per le straniere costrette a prostituirsi.

ANCONA

Cooperativa sociale La Gemma, piazza Stamira 13, tel. 0712075383.

"Il primo passo è  cercare di capire insieme alle donne perché hanno giustificato per tanto tempo il comportamento violento del partner" spiega Simona Cardinaletti, responsabile della casa rifugio.

PESCARA

Centro antiviolenza Ananke, via Tavo 242/1, tel. 0854283851.

"La nostra forza è lavorare in rete con diversi enti " dice la presidente Roberta Pellegrino. "C'è uno scambio continuo con mediatori culturali, carabinieri e polizia, Pronto soccorso, centri per l'impiego, assistenti sociali. Assieme, l'anno scorso abbiamo strappato 70 donne alla violenza".

BRINDISI

Associazione Io Donna per non subire violenza, via Cappuccini 8, tel. 0831522034.

"Tra i 60 casi che trattiamo ogni anno, ci sono molte donne povere, con basso titolo di studio" spiega Rosa Bellanova, una delle socie. "A volte vengono impiegate come colf, ma lo stipendio non basta per mantenere madre e figli. Le amministrazioni pubbliche dovrebbero tendere loro una mano".

PALERMO

Le Onde, via XX Settembre 57, tel. 091-327973.

"Nel 2007 il Centro ha seguito 260 donne" spiega la responsabile, Mara Cortiniglia. "Il percorso comincia con una telefonata, si sviluppa nelle consulenze psicologiche e legali. Poi in progetti  di vita. E in pochi mesi vediamo le vittime trasformarsi sotto i nostri occhi".

CATANIA

Associazione Thamaia, via Macherione 14, telefono 095-7223990.

"Abbiamo aiutato 300 donne in 3 anni e alcune famiglie generose accolgono le vittime in situazioni di pericolo" racconta Genny Floridia, responsabile del Centro. "Ma non riceviamo finanziamenti pubblici e siamo sempre sull'orlo della chiusura. Una vergogna".

CAGLIARI

La Luna Nera-Arcidonna,  via Sonnino 208, telefono 070-652525.

"All'inizio eravamo un gruppo di amiche: legali, psicologi, assistenti sociali" ricorda l'avvocato Debora Amarugi, presidente dell'associazione. "Abbiamo già assistito in tribunale 40 donne vittime di maltrattamento".

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