del

Orlando Bloom

di Elisa Leonelli
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In sei anni Orlando Bloom, al cinema con le ultime avventure dei Pirati dei Caraibi, ha girato 15 film e scalato la classifica dei più affascinanti del mondo. Ma ora ci confida che è un po' stufo di fare il bellone di Hollywood. E che si prenderà una pausa. Indovinate perché? Per metter su famiglia

In sei anni Orlando Bloom, al cinema con le ultime avventure dei Pirati dei Caraibi, ha girato 15 film e scalato la classifica dei più affascinanti del mondo. Ma ora ci confida che è un po' stufo di fare il bellone di Hollywood. E che si prenderà una pausa. Indovinate perché? Per metter su famiglia

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Nei panni dell'avventuroso Will Turner dei Pirati dei Caraibi, con la camicia sbottonata sul petto e i riccioli lunghi a stento trattenuti dalla coda di cavallo, Orlando Bloom ci ha fatto innamorare. Per questo è un po' scioccante incontrarlo di persona, con i capelli tagliati di fresco, mentre è al cinema il terzo episodio della saga, intitolato Ai confini del mondo. Ma anche questa nuova pettinatura gli dona.
Mette in risalto gli occhi, che per il regista Cameron Crowe che l'ha diretto in Elizabethtown «sanno raccontare senza parole». E sottolinea il naso, che per People è il segreto scientifico del suo fascino. «È un terzo della lunghezza del viso e due terzi della larghezza della bocca» ha sentenziato il chirurgo estetico interpellato dal settimanale Usa, che da anni inserisce Bloom tra i 50 più sexy del globo.

In questo terzo episodio Will riconquisterà Elizabeth, che si era invaghita di Jack Sparrow-Johnny Depp?

«Ho ancora molti assi nella manica! Certo, Johnny è bello e maledetto, mentre io sono il classico bravo ragazzo. Ma senza di me le cose non funzionerebbero» (sembra però che Bloom non ci sarà nella quarta puntata).

È geloso di Depp?

«Certo che sì. Vorrei avere la parola libertà tatuata nel cervello come lui».

Ma io mi riferivo alla vita reale.

«Anch'io. Johnny è un grande uomo. Non correre dietro al denaro, mi ha detto una volta, e ricorda sempre le ragioni per cui hai iniziato a recitare».

È geloso solo per motivi di lavoro?

«A essere sincero, no. Quello che più  gli invidio sono la sua compagna e i loro due bambini. Lui ha trovato il tempo di crearsi una famiglia».

Cosa le impedisce di fare lo stesso?

«In teoria nulla: non vedo l'ora di sposarmi e avere dei figli. Solo che quando c'è di mezzo la celebrità tutto è più complicato. La gente crede che puoi cambiare ragazza come cambi la macchina, ma non è così. Quando ripenso alle mie ex, mi chiedo se ho passato abbastanza tempo con loro» (Orlando e l'attrice Kate Bosworth si sarebbero lasciati definitivamente a settembre 2006 per gli eccessivi impegni di entrambi).

Si riferisce a Kate?

«Se hai un lavoro normale, hai una routine: la mattina vai in ufficio, la sera torni a casa e stai con la tua donna. Se sei un attore, passi la maggior parte del tempo sul set, in aereo o in albergo: stare insieme diventa un'impresa».

Per questo, quindi, vi siete lasciati?

«Abbiamo passato un periodo pesante, ci sono un mucchio di ragioni per cui abbiamo deciso di prenderci un po' di tempo. Lei sarà sempre importante per me, forse un giorno ci ritroveremo... Ma ora la cosa migliore è il silenzio».

È molto sensibile da parte sua.

«Da ragazzo ho visto in che modo veniva trattata mia sorella dai suoi vari fidanzati, e non mi è piaciuto. Così ho fatto mia questa frase che ho letto da qualche parte: quando hai una storia con una ragazza, mettiti nei panni di suo padre e trattala di conseguenza».

Tre qualità che la sua futura moglie deve avere.

«Il talento. E lo spirito di indipendenza: mi attraggono le persone che sanno chi sono e cosa vogliono fare. In pratica cerco una donna come mia madre Sonia».

Per essere sicuro che le piaccia?

«Lei è e sarà sempre la donna più importante della mia vita, mi ha cresciuto praticamente da sola: non potrei mai deluderla. Per questo, quando penso che con una ragazza può diventare una cosa seria, gliela presento».

E poi aspetta il suo giudizio?

«Certo che sì! Lei mi conosce meglio di chiunque altro e sa capire al volo se sto frequentando il tipo che fa per me. Non potrei mai pensare di sposare una donna che a mia madre non piace. Non perché lei me lo impedirebbe, ma perché so che finirei col divorziare».

La terza qualità della moglie ideale?

«L'affidabilità. Costruire un cerchio della fiducia intorno a te e alla tua compagna è importante: fuori può succedere di tutto, ma finché voi due siete dentro al cerchio non c'è da preoccuparsi».

Lei è buddista, vero?

«Sì, la meditazione mi aiuta molto a raggiungere l'armonia interiore. E ora ne ho bisogno. Dal primo episodio de Il signore degli anelli all'ultimo dei Pirati dei Caraibi non mi sono fermato un attimo. Voglio un po' di tempo per me».

Non teme che, prendendosi una pausa, le fan possano dimenticarla?

«Su questo la penso come il mio migliore amico, che una volta mi ha detto: "Smettila di preoccuparti di essere un sex symbol, tanto è una cosa a scadenza". È successo anche a Paul Newman, il mio modello: le ragazze hanno sostituito il suo poster in camera, ma lui è rimasto un bravo attore».

Quando ha capito di voler recitare?

«A 9 anni io e i miei compagni facevamo ogni mattina le gare di corsa nel parco: il vincitore sarebbe stato per quel giorno il fidanzato della più carina della classe. Io sognavo di essere Superman per volare da lei e salvarla. Così quando ho scoperto che Superman era un attore ho pensato: ecco quello che fa per me» (che sia il destino? Pochi giorni fa Orlando è stato avvistato al Tower Bar di Hollywood con i produttori e il regista dell'atteso Superman: The man of steel. E indovinate chi ha già la parte di Lois Lane, la fidanzata del supereroe? Kate Bosworth).

Orlando Bloom nasce il 13 gennaio del 1977 a Canterbury, in Gran Bretagna. A 13 anni scopre che il suo vero padre non è Harry Bloom, morto quando Orlando era piccolo, ma Colin Stone, l'amico di famiglia che aveva aiutato sua madre Sonia ad allevare lui e la sorella Samantha. A 16 anni Bloom, che soffre di dislessia, va a Londra a studiare recitazione. Durante l'accademia rischia la paralisi per una caduta dal terzo piano. Per rinforzare la schiena pratica yoga e Pilates, ma adora anche surf, snowboard, bungee jumping. Quando non è sul set, vive a Londra con il suo cane Sidi.

I suoi successi

Fin dal suo debutto in Wilde (1997), Orlando Bloom sembra avere una predilezione per i film in costume. È l'elfo Legolas nella trilogia de Il signore degli anelli (dal 2001 al 2003), il pirata Will Turner nelle tre puntate di Pirati dei Caraibi (dal 2003 al 2007), il principe troiano Paride in Troy (2004), il fabbro Balian ne Le Crociate (2005). Torna ai giorni nostri nei panni del designer Drew di Elizabethtown (2005). E per il futuro? Potrebbe recitare in Superman: The man of steel.

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