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“Non essere cattivo” vincerà l’Oscar?

di Mattia Carzaniga
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Il film di Claudio Caligari è il candidato per l'Italia all'Oscar come miglior titolo straniero. Dopo la "Grande bellezza" di Sorrentino, nel 2016 faremo il bis? In ogni caso, è un film da vedere. Ecco perché

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Il film di Claudio Caligari è il candidato per l'Italia all'Oscar come miglior titolo straniero. Dopo la "Grande bellezza" di Sorrentino, nel 2016 faremo il bis? In ogni caso, è un film da vedere. Ecco perché

Proprio nel giorno in cui il British Film Institute ha eletto La grande bellezza di Paolo Sorrentino il più bel titolo non in lingua inglese degli ultimi dieci anni, l'Italia ha scelto il suo prossimo candidato al premio Oscar come miglior film straniero. È "Non essere cattivo" di Claudio Caligari, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e ora nelle sale.

Il film ha una (doppia) storia commovente. Non solo quella che si vede sullo schermo, ovvero l'amicizia tra due ragazzi (i bravissimi Luca Marinelli e Alessandro Borghi) nella Roma di borgata anni '90 sconvolta dalla droga.

C'è anche la parabola della sua lavorazione: il regista, all'attivo solo due film nel corso di una celebrata carriera (il cult "Amore tossico" e il più recente "L'odore della notte"), è morto a 67 anni dopo la fine delle riprese, lasciando questa opera-testamento al suo destino per ora fortunatissimo.

La domanda che da ieri tutti si fanno è però una sola: "Non essere cattivo" ce la farà a vincere l'Oscar, o anche solo ad entrare nella cinquina dell'Academy? Non sarà impresa facile. Intanto Caligari non è un autore noto nel circuito dei cinema statunitensi, neanche quello indipendente da cui passano i titoli poi premiati sul palco del Dolby Theatre di Hollywood. E poi, a fronte di un vittorioso Sorrentino, gli ultimi anni hanno dimostrato che la strada verso la statuetta è stata sempre in salita per gli italiani: l'anno scorso non ce l'ha fatta "Il capitale umano" di Paolo Virzì, tre anni fa "Cesare deve morire" dei fratelli Taviani, e via così fino al 2006, anno in cui "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini finì nella cinquina.

Prima c'è però un ulteriore passaggio, ovvero la short-list (una rosa di una decina di titoli) attraverso cui si può sperare di accedere alla "finalissima": negli ultimi anni ce l'aveva fatta solo Giuseppe Tornatore nel 2008 con "La sconosciuta", rimasto comunque senza nomination.

Senza contare la concorrenza degli altri titoli stranieri. Al momento il favorito è l'ungherese "Il figlio di Saul", storia di un padre alla ricerca del figlio sullo sfondo dei campi di concentramento nazisti. Nel frattempo, tutti a fare il tifo per "Non essere cattivo". E, chi non l'ha ancora visto, lo recuperi in sala: Oscar o no, è un film che lascia il segno.

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