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Perché mi piace Claire di House of Cards

di Isabella Fava
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Al fianco di un uomo c'è (quasi) sempre una grande donna. L'ho imparato con un telefilm

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Al fianco di un uomo c'è (quasi) sempre una grande donna. L'ho imparato con un telefilm

Fava Isabella
Un'opinione di

Isabella Fava

Divoratrice seriale di telefilm, è amante del cinema, con lo stereo sempre acceso e un libro sempre...

A casa mia il mercoledì sera abbiamo un appuntamento fisso. Dopo aver mangiato, sparecchiato e infilato i piatti nella lavastoviglie ci sediamo tutti e tre sul divano (io, figlio quasi 13enne e marito) e, telecomando in mano, ci sintonizziamo sul telefilm di cui, da qualche mese, non riusciamo a fare a meno: House of Cards. Se non lo conosci: è una serie americana nata per il web che va ora in onda su Sky Atlantic, ha vinto 3 Emmy Awards (gli Oscar della tv), è considerata una delle 10 migliori serie dell'anno e ha un cast eccezionale. L'attore principale è Kevin Spacey, qui davvero superbo nei panni di Frank Underwood, un deputato democratico che mira al posto di Segretario di Stato alla Casa Bianca. Al suo fianco c'è la moglie Claire, l’attrice Robin Wright che, per questo ruolo, ha vinto un Golden Globe nel 2013.

House of Cards racconta di intrighi e manipolazioni, ambizioni e corruzioni nei corridoi della politica. Al primo impatto resti di sasso per tanto cinismo. Non c'è clemenza né giustificazione e nemmeno un accenno di esitazione. Ogni atto compiuto dai protagonisti è finalizzato all'ascesa e al raggiungimento di un solo scopo: il potere. I dialoghi e la trama sono avvincenti. La regia ti inchioda come una trappola. Per me è una serie che crea dipendenza. Non riesco a rimanere indifferente di fronte a questi uomini e donne con le loro debolezze, meschinità e capacità di stare a galla.

Quello che però più mi piace è la classe di Claire/Robin Wright. Mi piace la sua figura di moglie che non sta in ombra. Complice e partecipe. Una donna che consiglia, guida e pretende. È elegante, bella, mai sopra le righe, mai "scomposta", sempre presente a se stessa. Con un velo di malinconia che colora la sua espressione, a metà tra la dolcezza e la freddezza.

Claire ha un amante, come Frank del resto (forse è previsto dall'uomo e dalla donna di potere) e questo la rende più umana. Ma non è scontata. È sempre al fianco del marito perché tra loro c'è un patto inscindibile che li porta a raggiungere un obiettivo e li aiuta a superare le difficoltà. Li vedi ai cocktail, alle cene di rappresentanza, affacciati alla finestra di sera a fumare una sigaretta e raccontarsi i fatti e le impressioni della giornata. Legati da una fortissima complicità.

Claire è moderna? Io penso di sì. Perché non è la grande donna dietro al grande uomo, quella che cede il passo. Anzi, a volte hai l'impressione che sia lei a tirare le fila di tutto. Lei a trovare la soluzione ai problemi. Ma, forse nella realtà anche la maggior parte delle mogli e compagne in fondo è così, seppur non abbia un marito deputato e non aspiri a diventare first lady.

Io non sono calcolatrice, non lo sono mai stata. Sono lontana anni luce da un tale modello. Eppure, non mi vergogno a dire che quella figura di donna mi affascina, non riesce a starmi antipatica. Mi affascina vedere come si destreggia nel labirinto del matrimonio e nella trama del potere e della corruzione. Sempre a testa alta e con le décolleté tacco 12. «Facendosi largo trai suoi ammiratori» come dice Frank Underwood. E a te piace?

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